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Quando Vasco diceva: ''A Trento costruiscono un'arena enorme, sarà un posto fantastico'' (IL VIDEO) mentre (se va bene) ci sarà solo ''un grande prato verde''

Il consigliere del Pd spiega che ''qualcuno dovrebbe pur dire al Vasco nazionale che non c'è nessuna arena da inaugurare, ma solo un “grande prato verde”, nella speranza di un clima clemente per la crescita di una fresca erbetta omogenea su tutta la zona. Non sia mai che serva un’ulteriore impegno di spesa per 27 ettari di erba in rotoli.  Si conferma, dopo il “nodo sicurezza”, il costante brancolio nell'improvvisazione per un'avventura iniziata alla cieca e proseguita, fino ad oggi, un po’ a casaccio''

Di Luca Pianesi - 14 gennaio 2022 - 11:12

TRENTO. ''A Trento costruiscono un'arena enorme e io ho l'onore di inaugurarla perché sarà sicuramente un posto fantastico''. Diceva così Vasco Rossi a fine ottobre nei suoi interventi pubblici (come a Radio Dj) poi caricati sulla sua pagina Instagram dimostrando la buona fede e la fiducia che il rocker ripone nel progetto Music Arena di Trento. Un progetto che, da promesse della Giunta Fugatti, prevedrebbe oltre il mega concerto da almeno 120.000 persone del 20 maggio prossimo anche l'inaugurazione di una mega arena dedicata alla musica e ai grandi eventi che dovrebbe stravolgere il volto e l'anima della città di Trento (si pensi a un luogo capace di attirare sul territorio esattamente la popolazione della città, raddoppiandola, potenzialmente ad ogni manifestazione con quel che ne consegue).

 

Col passare delle settimane, però, e con l'evento ormai alle porte (mancano solo 4 mesi) è chiaro che la mega arena non esisterà. Nell'area di San Vicenzo, infatti, non c'è ancora nulla e se andrà bene si riuscirà ad avere un ''grande prato verde'' da centinaia di migliaia di euro (pagati dai contribuenti). Tutto pur di riuscire a dare al presidente Fugatti il suo concertone in un luogo dove nessun privato avrebbe mai avuto l'autorizzazione a realizzare un evento di tali dimensioni, prima di tutto per le ormai ben note problematiche legate alla sicurezza che come il Dolomiti avevamo avanzato subito, ancora, il primo agosto dello scorso anno (QUI L'APPROFONDIMENTO) e che ad ottobre anche la Commissione provinciale di vigilanza aveva evidenziato dando parere negativo alla realizzazione dell'evento (parere tenuto nascosto, pare, con tanto di ''pressioni'' su colui che ha fatto il suo dovere: "In questa occasione (erano presenti tra gli altri anche il presidente Fugatti e l’assessore Failonisono pesantemente 'accusato' per quanto deliberato dalla Commissione di vigilanza e sono stato ripetutamente 'invitato (!!!) ad annullare tale verbale").

 

D'altronde basta guardare la zona e capire che con la ferrovia a bloccare il fianco ovest, la montagna a bloccare quello est e gli edifici con muretti e recinzioni a bloccare il lato nord quello rischia di trasformarsi in un ''budello'' senza vie di fuga in caso di evento avverso per una folla di 120.000 persone. Ad oggi, comunque, tutto è stato ridimensionato e se da un lato c'è chi parla già di meno spettatori, dall'altro i progetti che, più o meno starebbero emergendo, trasformerebbero la grande music arena essenzialmente in ''un grande prato verde'' come spiega il consigliere del Pd Alessio Manica. 

 

''Forse Vasco potrebbe cominciare con questo “classico” di Gianni Morandi il prossimo concerto a Trento - spiega Manica -. Apprendiamo infatti dall’ing. De Col nuovi e curiosi dettagli relativi all’approntamento della cosiddetta “Trentino Music Arena” sull'area San Vincenzo a Trento, un approntamento che sta assumendo sempre più i toni di una farsa, per quanto piuttosto costosa per le casse pubbliche. Si conferma così, dopo il “nodo sicurezza”, il costante brancolio nell'improvvisazione per un'avventura iniziata alla cieca e proseguita, fino ad oggi, un po’ a casaccio. Quella infatti che la Giunta provinciale sta vendendo, oramai da sei mesi e con toni trionfalistici, come un'area idonea ad ospitare enormi eventi musicali, altro non è che un “grande prato verde” con delle infrastrutturazioni provvisorie e parziali. Proprio così, infatti ogni altro intervento necessiterebbe dell'adozione di una variante urbanistica al P.R.G. di Trento, come avevo sollevato in una interrogazione dello scorso ottobre, invariabilmente rimasta senza risposta alcuna''.

 

D’altronde, prosegue Manica, forse sarebbe meglio così. “Un grande prato verde” con meno danni e la possibilità di un’area disponibile ad essere ripensata e rigenerata, anche se ciò comporterà il sacrificio dell’estirpazione di numerosi ettari di vigneto e di frutteto, ''peraltro - aggiunge - nel silenzio più totale del mondo agricolo''.

 

''E’ evidente - prosegue - che l'idea di inaugurazione del “grande prato verde”, improvvisamente denominato “Trentino Music Arena”, è sempre stata solo una scusa necessaria a giustificare la corposa spesa di denaro pubblico per un concerto, il grande capriccio del Presidente. Non c'era e non c’è, a tutt'oggi, alcuna vera idea di utilizzo di quell'area e non ci resta che sperare, una volta conclusa la farsa, che si possa finalmente tornare a ragionare in modo serio e secondo logiche di vera programmazione, coinvolgendo da subito e con ruoli di protagonismo anche il Comune di Trento''.

 

''Qualcuno poi dovrebbe pur dire al Vasco nazionale che non c'è nessuna arena da inaugurare - conclude Manica -, ma solo un “grande prato verde”, nella speranza di un clima clemente per la crescita di una fresca erbetta omogenea su tutta la zona. Non sia mai che serva un’ulteriore impegno di spesa per 27 ettari di erba in rotoli, tanto per poter cantare: “C’è un grande prato verde, dove nascono speranze…..”''. 

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