"Caseifici in crisi? Scelte politiche sbagliate, si poteva agire prima". L'accusa di Dallapiccola: "Finanziamenti adesso? Esigui e in ritardo"
L'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di energia e metano, sta mettendo in ginocchio i caseifici del Trentino. Dallapiccola: "Il problema c'è da tempo. Poca promozione nel marketing dei prodotti che riguardo le iniziative di settore che uniscono il mondo zootecnico con il turismo"

TRENTO. "Se i caseifici sono in crisi adesso è anche a causa di scelte politiche sbagliate nel settore zootecnico. Il problema ha avuto inizio da molto prima". Così il consigliere del Patt Michele Dallapiccola sulla crisi che sta travolgendo in questo momento questo settore, dagli allevatori ai caseifici.
Come era stato riportato da Il Dolomiti, l’aumento dei costi delle materie prime, in particolare quello di energia e metano, sta mettendo in ginocchio queste realtà. "Quest’anno i soldi, anziché guadagnarli, dovremo semplicemente spenderli", aveva dichiarato intervistato da Il Dolomiti Luigi Defrancesco, vicepresidente del Concast (Consorzio dei caseifici sociali trentini) e presidente del Caseificio di Predazzo e Moena, in riferimento "a prezzi divenuti non soltanto esorbitanti ma anche, a lungo termine, insostenibili: qui il rischio è che tutto il sistema chiuda i battenti" (Qui l'articolo).
"E' da inizio legislatura che la Giunta provinciale ha preso scelte sbagliate in questo settore", dichiara Dallapiccola che ha voluto raccogliere la voce di molti allevatori. Un primo esempio è nell'immediato post Vaia, spiega il consigliere, nella "gestione del contributo per l'impianto del cogenerazione della Latte Trento, fondamentale per la produzione di formaggio. Un errore burocratico amministrativo non ha mai attivato il contributo richiesto da Latte Trento, che ha dovuto pagare di tasca propria e in ritardo rispetto al previsto".
Inoltre i contributi settoriali " per promuovere il prodotto agricolo sono presenti tuttora ma il primo triennio avevano subito una fortissima contrazione". Durante la pandemia da Covid "l'Europa aveva imposto un limite massimo di contribuzione utile alla deroga al regime 'de minimis'. Avremmo potuto approfittarne, come avevamo chiesto perché già durante la pandemia il prezzo delle materie prime stava schizzando alle stelle".
Il terzo punto, e non meno importante, è il marketing per la promozione dei prodotti e le iniziative di settore che uniscono il mondo zootecnico con il turismo, come "Latte in Festa", la manifestazione dedicata al mondo del latte organizzata sul territorio in diverse località per promuovere i prodotti caseari tipici. "Se qualche tempo fa si arrivava anche a 11 manifestazioni, quest'anno ridotte a un terzo". Il prossimo appuntamento di questo evento è previsto per sabato 17 e domenica 18 settembre al parco Palù di Lavarone, organizzato dall’Azienda per il turismo Alpe Cimbra.
A detta di Dallapiccola perciò, "se noi ci fossimo fissati su una serie di interventi in epoca pre-crisi le riserve dei nostri caseifici sarebbero più pingui". Invece, "si vuole intervenire ora sulle aziende zootecniche alla bovinicoltura e caprinicoltura da latte con una prima tranche di 4 milioni più 2 milioni di euro in un secondo momento - conclude il consigliere - un finanziamento che è già stato stanziato ma non ancora assegnato. Una somma esigua che arriva tardi".














