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| 30 dic 2022 | 16:35

Gestione rifiuti, Sinistra Italiana: “Se impianto deve essere, che sia di gassificazione”

Dopo la conferma arrivata ieri dalla Provincia, in merito alla volontà di realizzare un impianto termico (un termovalorizzatore o un gassificatore) sul territorio trentino per la chiusura del ciclo dei rifiuti, Sinistra Italiana dice la sua

Gestione rifiuti, Sinistra Italiana: “Se impianto deve essere, che sia di gassificazione”

TRENTO. “Pretendiamo che la Giunta provinciale, facendo propri gli studi che essa stessa ha commissionato, si riservi la scelta e definisca chiaramente, nel bando che andrà a produrre, criteri che vincolino in modo inequivocabile alla realizzazione di un impianto di gassificazione”. Sono queste le parole della segretaria di Sinistra Italiana del Trentino Renata Attolini dopo la conferma, arrivata nella giornata di ieri da parte del vice-presidente della Pat Mario Tonina (Qui Articolo), della volontà di realizzare un impianto termico sul territorio provinciale per la chiusura del ciclo dei rifiuti.

 

Al momento non è però ancora chiaro dove sorgerà la struttura, né, soprattutto, quale sarà la tipologia di impianto. Su quest'ultimo punto però, Sinistra Italiana non ha come detto dubbi: “No al termovalorizzatore. Se impianto deve essere, che sia di gassificazione”. Rispetto a quanto riportato ieri dalle autorità provinciali, spiega innanzitutto Attolini, il partito si trova d'accordo su tre punti in particolare: “Sulla scelta di affidare la piena competenza in tema di rifiuti alla Provincia anziché ai Comuni, perché è indispensabile un sistema omogeneo e bene sarebbe prevederlo addirittura in chiave regionale, sulla chiusura responsabile del ciclo (perché non è economico ma nemmeno etico esportare i propri rifiuti in altre città e province) e sulla necessità assolutamente prioritaria di produrre meno rifiuti e di migliorare la differenziata puntando al residuo zero, obiettivo purtroppo ancora lontano e per nulla scontato”.

 

Parlando però della tecnologia da adottare per la chiusura del ciclo dei rifiuti sul territorio, Sinistra Italiana precisa come la scelta del tipo di impianto sia “determinante per la salvaguardia dell'ambiente e della salute della popolazione”, sottolineando come la gassificazione “contrariamente a quanto avviene nell'incenerimento dei rifiuti dove ci sono combustione e richiesta di ossigeno continue, richiedo solo un'ossidazione parziale iniziale, senza fiamma, che innesca una reazione che poi si autoalimenta”.

 

Come aveva infatti spiegato a il Dolomiti il direttore del centro Sustainable Energy della Fondazione Bruno Kessler Luigi Crema, sottolineando come per gli esperti del centro di ricerca trentino la soluzione più adatta per il territorio fosse proprio quella del gassificatore (Qui Articolo), in questi impianti innovativi si prevede “un processo ad alte temperature che converte chimicamente i rifiuti in un syngas, un gas di sintesi ricco di composti semplici che vengono poi ricombinato per formare biocarburanti o idrogeno”. Le 'ceneri' prodotte nell'impianto realizzano poi un composto vetrificato, completamente inerte, che può essere poi utilizzato ad esempio all'interno di materiali da costruzione.

 

“La tecnologia – continua infatti Attolini – è molto approfondita e sperimentata in Giappone, dove il prodotto finale del processo è tale da essere riutilizzato in edilizia. UniTn e Fbk hanno orientato i loro studi in questo senso, prevedendo anche la conversione del syngas prodotto dalla gassificazione in idrogeno, fornendo quindi una soluzione davvero innovativa alla chiusura del ciclo rifiuti”. In definitiva, scrive la segretaria di Sinistra Italiana: “Noi escludiamo senza dubbio alcuno il termovalorizzatore e monitoreremo attentamente che il bando venga scritto in modo da rendere la sua scelta assolutamente sconveniente anche dal punto di vista economico, visto che lo è già, sotto ogni punto di vista, sul piano ambientale”.

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