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| 16 giu 2023 | 20:39

La Provincia punta al termovalorizzatore: “Bolzano è il modello da copiare”. In Trentino smaltire una tonnellata di rifiuti costa il triplo che in Alto Adige

Il nuovo ddl promosso da Tonina vuole porre le basi per una riorganizzazione dell’intero servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani: “Fra il gassificatore e il termovalorizzatore propendiamo per la seconda soluzione”. In vista della costruzione di un impianto la Provincia vuole arrivare a un unico ente di governo per la gestione dei rifiuti: “I 12 attuali sono troppi”

La Provincia punta al termovalorizzatore: “Bolzano è il modello da copiare”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Nelle scorse ore è arrivato il via libera da parte della Giunta Fugatti al disegno di legge proposto dal vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, che punta a riorganizzare il servizio di gestione dei rifiuti urbani. La decisione, è stato spiegato in conferenza stampa, nasce dall’esigenza di superare le attuali carenze strutturali del sistema normativo-gestionale dei rifiuti. Detto questo, prima dell’adozione definitiva, l’assessore ha promesso che ci sarà un confronto anche con i Comuni, in seno al Consorzio autonomie locali.

 

Attualmente la raccolta dei rifiuti a livello provinciale è regolamentata da una disciplina frammentaria, che pone in capo a enti diversi la gestione delle singole fasi del servizio. Pertanto non risulta coerente con le disposizioni statali che prevedono in particolare una gestione unitaria e complessiva dell’intero servizio sulla base di ambiti territoriali ottimali.

 

Il Quinto aggiornamento del Piano provinciale di gestione dei rifiuti, già nell’agosto 2022, aveva evidenziato la necessità di una riforma complessiva del settore, che superasse le attuali carenze del servizio. Da un lato le forti disomogeneità territoriali si riflettono sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, dall’altro manca un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Gli effetti di queste carenze gravano sia sull’ambiente che sui cittadini, chiamati a pagare tariffe più alte.

 

Dobbiamo avere il coraggio anche di copiare se qualcuno ha fatto bene – ha dichiarato Tonina – l’impianto di Bolzano va preso come modello”. L’assessore, accompagnato dai tecnici della Provincia, è stato più volte in visita al termovalorizzatore altoatesino: “A distanza di dieci anni possiamo dire che questo modello va bene anche per il Trentino”.

 

A questo punto Piazza Dante sembrerebbe aver accantonato la possibilità di realizzare un gassificatore. “Una decisione ufficiale non c’è ancora – ha puntualizzato Tonina – ma noi propendiamo per il termovalorizzatore non perché non crediamo nel gassificatore ma in questo momento non possiamo proporre per il Trentino un impianto che in Europa non ha simili, non possiamo permetterci di fare sperimentazioni”.

 

Come ribadito dall’assessore infatti non ci sono le condizioni per conferire i rifiuti trentini all’impianto di Bolzano, pertanto la Provincia dovrà costruirne uno proprio. Annualmente in Trentino vengono prodotte circa 80mila tonnellate di rifiuti con dei costi significativi che si ripercuotono sui cittadini. “In Alto Adige il costo per i cittadini è di 81 euro a tonnellata, mentre in Trentino con le discariche aperte si arrivava a 160 euro a tonnellata”. Con le discariche chiuse invece il costo sale a 220 euro a tonnellata, “e non sappiamo quali saranno i costi per il prossimo anno – ha aggiunto Tonina – una discarica chiusa e abbandonata inquina di più rispetto a un termovalorizzatore”. Per esempio la sola bonifica della discarica della Maza ad Arco costa 20 milioni di euro.

 

Anche in vista della costruzione di un impianto la Provincia vuole arrivare a un’unica gestione associata, per Tonina i 12 gestori attuali sono troppi. Per fare questo si pensa a un apposito ente di governo e Dolomiti ambiente potrebbe avere un ruolo. A questo ente spetterà l’organizzazione e l’affidamento del sevizio di gestione integrata dei rifiuti. “Sarà un processo graduale ma siamo convinti che questa sia la strada giusta. Quella di Bolzano – ha concluso Tonina – è una società in house che puntiamo a fare anche noi, nel 2022 hanno restituito 25 milioni di euro alla Provincia perché non hanno bisogno di fare utili”.

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