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| 18 ott 2022 | 12:55

''Imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi tutti evasori? Attacco inaccettabile dei sindacati pur di colpire la Giunta Fugatti''

Non ci sta Mauro Paissan presidente di Confesercenti del Trentino a far passare sotto silenzio le dichiarazioni dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil che da qualche giorno stanno criticando il passo indietro della Giunta Fugatti sul bonus bollette di 180 euro spiegando che usando come criterio solo il reddito ''verranno escluse moltissime famiglie del ceto medio di lavoratori dipendenti che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo mentre tanti liberi professionisti, imprenditori, esercenti e agricoltori che dichiarano redditi bassissimi potranno ricevere il bonus anche se hanno ingenti patrimoni e redditi reali più alti della media''

Imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi tutti evasori?
di Redazione

TRENTO. ''Riteniamo inaccettabile, leggendo alcune affermazioni di questi giorni da parte dei rappresentanti dei lavoratori, evidentemente finalizzate a un attacco all’operato della giunta provinciale, riferirsi in modo superficiale, strumentale e offensivo, facendo indistintamente di tutt’erba un fascio, alle categorie di imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi alludendo ad essi come soggetti “evasori” o elusori del fisco''. Non ci sta Mauro Paissan presidente di Confesercenti del Trentino a far passare sotto silenzio le dichiarazioni dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil che da qualche giorno stanno criticando il passo indietro della Giunta Fugatti sul bonus bollette di 180 euro.

 

Prima la misura era palesemente iniqua perché indirizzata a tutti i cittadini a prescindere da reddito o ricchezze possedute, poi (dopo le elezioni) si è pensato a un passo indietro per concederla solo a chi percepisce meno di 40mila euro lordi. Un criterio che non è piaciuto ai sindacati che hanno spiegato come, per iniziative di questo tipo, non ci si possa basare sulla dichiarazione dei redditi che non garantisce l'equità ma vadano utilizzati meccanismi come Isee e Icef che tengono conto di più indicatori di reddito e patrimonio. ''La giunta però cerca sempre scorciatoie - chiarivano Alotti, Bezzi e Grosselli -. In questo modo verranno escluse moltissime famiglie del ceto medio di lavoratori dipendenti con redditi lordi di 40mila euro e che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo mentre tanti liberi professionisti, imprenditori, esercenti e agricoltori che dichiarano redditi bassissimi potranno ricevere il bonus anche se hanno ingenti patrimoni e redditi reali più alti della media. Altro che sostegno. Questa è una presa in giro, per di più in un momento di grave difficoltà per le famiglie”.  

 

Frasi che non sono piaciute al presidente di Confesercenti. ''Riteniamo che la situazione di straordinaria emergenza che attraversa l’intera comunità suggerisca un atteggiamento costruttivo e di coesione - commenta Paissan - a tutte le parti sociali e a tutti i soggetti coinvolti. La tensione è già alta ed è destinata a salire ulteriormente nelle prossime settimane; chi ha la responsabilità di rappresentanza, qualunque essa sia, dovrebbe concorrere alla distensione e concentrarsi alla gestione del problema, anziché creare inutili contrapposizioni che non fanno bene certamente al nostro territorio''. 

 

''Così come molte famiglie, pensionati e lavoratori, anche le imprese e i piccoli imprenditori attraversano un momento difficile come mai prima d’ora - prosegue il numero uno di Confesercenti - e si ritrovano a dover fronteggiare una situazione di emergenza straordinaria che mette a rischio le loro attività d’impresa ed i posti di lavoro di dipendenti e collaboratori. Ricorderei a tutti, che è indubbio che le imprese (e gli imprenditori sono per lo più consapevoli di questo) hanno nei propri lavoratori e collaboratori la propria forza e risorsa principale. Se è vero però che non esistono imprese produttive senza i lavoratori, è altrettanto vero che una buona parte del lavoro dipende da imprese e imprenditori. La nostra comunità è una e indistinta; non esiste un Trentino senza pensionati, giovani, studenti, famiglie e lavoratori. Non esiste un Trentino senza imprenditori, grandi e piccoli, professionisti e lavoratori autonomi''.

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