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Politiche 2022, per Fratelli d'Italia più Gerosa che Ambrosi. De Bertoldi sicuro e Urzì al proporzionale? Ma tutto dipende dallo ''spazio'' lasciato dalla Lega

In questi giorni circolano diversi nomi per le nazionali in casa centrodestra. I rapporti di forza tra il partito di Giorgia Meloni e Salvini si sono ribaltati e quindi c'è la legittima aspirazione per Fratelli d'Italia di puntare a due seggi e non più uno. La sfida pare essere tra la presidente di Itea e la consigliera eletta con la Lega. Ma proprio questo è l'ostacolo principale: in caso di vittoria Fli perderebbe un consigliere provinciale e non è detto che i suoi vecchi colleghi di partito la sosterrebbero con ''entusiasmo'' in campagna elettorale 

Di Luca Pianesi - 05 agosto 2022 - 18:24

TRENTO. Mentre il centrosinistra arranca nel tentativo di definire le alleanze e cerca di non perdere per strada nessuno, nemmeno le percentuali da 1 virgola come quelle di Sinistra Italiana, la destra è compatta e vola nei sondaggi. In Trentino la ''sfida'' si gioca tutta sulle candidature e questa volta a fare la voce grossa non ci sarà solo la Lega ma anche Fratelli d'Italia. Il partito di Fugatti, infatti, quattro anni fa godeva del vento in poppa del ''Capitano'' Matteo Salvini ed era riuscito a mandare a Roma ben 4 parlamentari della Lega (figure non certo di primo piano della politica trentina basti pensare che il deputato Mauro Sutto alle precedenti elezioni nel suo comune di Ospedaletto aveva ottenuto 45 voti entrando come ultimo di lista e si è ritrovato poi a Roma dopo il 2018).

 

Grazie al vento in poppa del ''Capitano'' il centrodestra aveva fatto quasi cappotto e così erano entrate anche Elena Testor per Forza Italia (poi passata alla Lega) e Andrea De Bertoldi per Fratelli d'Italia. Oggi, però, le cose sono decisamente diverse. Matteo Salvini in molti ambienti è visto più come un problema, per la Lega e la coalizione, che come un valore aggiunto e la sfilza di gaffe collezionate negli ultimi mesi (si va dalla scena della maglietta di Putin al confine con la Polonia alle partite politiche giocate come peggio non si poteva come quella per il presidente della Repubblica o che ha portato alla sfiducia a Draghi) hanno fatto precipitare la Lega sotto il 15%.

 

Al contrario Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni volano nei sondaggi e la sensazione è che anche in Trentino i due partiti si avvicineranno moltissimo in termini di forza elettorale. Cruciale diventa, in questo senso, anche la scelta dei candidati. Se Andrea De Bertoldi dovrebbe essere riconfermato e addirittura ''blindato'' con il proporzionale anche fuori Trentino a completare la pattuglia di Fratelli d'Italia (che rivendica a buon diritto almeno 2 collegi su 5 di quelli contendibili mentre la Lega vorrebbe conservarne 3 anche se 1 seggio potrebbe essere ceduto a Forza Italia per gli equilibri nazionali di coalizione) le figure in ''lizza'' sembrano essere tre: Alessia Ambrosi, Cristian Zanetti e Francesca Gerosa. 

 

Se Cristian Zanetti è entrato in Fratelli d'Italia solo due anni fa, in tempo per farsi rieleggere in comune a Trento, dei tre quella che ha più ''storia'' nel partito di Giorgia Meloni è Francesca Gerosa che dopo i suoi trascorsi nel Pdl ha lavorato per anni sul territorio provinciale per dare una struttura al partito per essere poi candidata alle europee (nella circoscrizione Nord Est con un risultando da medio bassa classifica su tutta l'Italia Nord Orientale ma da seconda più votata in Trentino Alto Adige, con 1463 voti, dopo Giorgia Meloni con 4.672 voti). Alessia Ambrosi, invece, è stata eletta in consiglio provinciale con la Lega ed è poi passata a Fratelli d'Italia poco più di un anno fa. Questo è un elemento molto importante da tenere in considerazione in chiave nazionali: se fosse candidata Alessia Ambrosi, infatti, e venisse eletta Fratelli d'Italia perderebbe un seggio in consiglio provinciale perché al suo posto subentrerebbe il più votato della Lega nella lista del 2018.

 

Insomma potrebbe generarsi il paradosso che un Fratelli d'Italia più forte elettoralmente finisca per depotenziarsi in consiglio provinciale perdendo una figura che, tra l'altro, potrebbe essere molto importante in chiave provinciali 2023 visto il buon lavoro portato avanti in Aula negli ultimi mesi. Ambrosi, poi, rischierebbe di avere ''contro'' proprio quella Lega che ha lasciato un anno fa (si ricorderà che quel passaggio non è stato proprio indolore ma anzi è stato accompagnato dagli insulti dell'allora presidente delle Lega del Trentino Savoi) e quindi rischierebbe di non essere sostenuta come invece potrebbe essere sostenuta Gerosa che non ha ''conti aperti'' con nessun alleato della coalizione ma anzi è stata nominata dalla Giunta Fugatti alla presidenza di Itea. 

 

Tra i nomi usciti questi giorni c'è anche quello del commissario regionale Alessandro Urzì. Se anche in questo caso c'era chi ventilava l'ipotesi di proporlo su qualche collegio trentino, forti del fatto che i voti arriverebbero direttamente sulla spinta delle nazionali, a molti è parsa una scelta improvvida che andrebbe a svilire il percorso fatto in questi anni in Alto Adige dallo stesso Urzì. Il consigliere provinciale è stato ed è tutt'ora una bandiera di Fratelli d'Italia in provincia di Bolzano e finire candidato in Trentino pur di ''assicurarsi'' una poltrona rischierebbe di far perdere voti più che di aggiungerne. Discorso diverso per il proporzionale dove potrebbe trovare sulle due province spinta e sostegno. Insomma la partita è in corso anche se i tempi stringono e molto dipenderà da quel che ''concederà'' la Lega ai suoi alleati. 

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