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| 10 mag 2022 | 06:01

Provinciali, Progetto Trentino ''block-frei''. Grisenti: ''Nessun vincolo. Ora stiamo con la maggioranza ma siamo liberi. Vasco? Non mi interessa, seguirò l'Itas''

Il leader di Progetto Trentino al lavoro per unire le istanze popolari, civiche e autonomiste e spiega: "Non abbiamo firmato nessun tipo di patto che ci vincola. Dobbiamo sentirci liberi proprio perché dobbiamo difendere i nostri valori di riferimento"

Provinciali, Progetto Trentino block-frei''

TRENTO. “In questo momento siamo fedeli alla maggioranza ma allo stesso tempo non abbiamo firmato nessun tipo di patto vincolante. Noi preferiamo il block-frei e stiamo lavorando per creare qualcosa di nuovo”. Guarda al movimento autonomista, a quello civico e popolare. Silvano Grisenti, leader di Progetto Trentino, politico di lungo corso, non se ne sta di certo con le mani in tasca ad aspettare il 2023. 

 

Sono già iniziati i colloqui con le diverse anime del mondo autonomista e non solo. “Porte aperte a Campobase se c'è una volontà chiara di impegnarsi per il Trentino” spiega Grisenti a ilDolomiti e allo stesso tempo l'impegno, “che non è nostalgia ma prospettiva”  di “far rivivere lo spirito” che in passato ha fatto nascere Asar. Tutto questo in prospettiva del 2023. 

 

Presidente Grisenti, Progetto Trentino sarà della partita per le provinciali del prossimo anno? Come vi state preparando?

Il nostro obiettivo è quello di ampliare la presenza moderata a prescindere dalla collocazione che decideremo di avere. Noi previlegiamo il block frei come “partito”. Detto questo oggi  lavoriamo nella maggioranza guidata da Fugatti, il  vicepresidente Tonina è un nostro iscritto. Nello stesso tempo, però,  stiamo lavorando per mettere assieme un qualcosa che vada oltre la stessa idea di Progetto Trentino. La sua anima è quella del popolarismo  ma questo non vuol dire che non si possa fare un  ragionamento con il mondo autonomista o civico. Stiamo vedendo se ci sono delle possibilità.  

 

Un nuovo progetto in vista del 2023?
Popolare, civico e autonomista. E' vero che piccolo è bello ma piccolo e bello in politica serve proprio a poco. C'è poi un problema di fondo. La legge elettorale per il Consiglio provinciale è una legge che costringe al bipolarismo. Quindi uno si deve schierare ma questo non impedisce che storie politiche come la nostra possano essere presenti nelle istituzioni. E' evidente che per contare qualcosa  e portare avanti i nostri valori bisogna fare massa critica con storie politiche che sono affini. Oltre a fondare radici nel popolarismo noi ci riferiamo anche al mondo autonomista e a quello civico. Per questo stiamo cercando di lavorare per mettere assieme questi mondi che da soli rappresentano alla fine solo se stessi. Se riusciamo a fare massa critica saremo in grado di contare di più. 

 

Quindi nessuna alleanza è scontata. 
Ad oggi noi siamo fedeli alla maggioranza di Governo. Come già detto, però, non abbiamo firmato nessun tipo di patto che ci vincoli. Dobbiamo sentirci liberi proprio perché dobbiamo difendere i nostri valori di riferimento. Nel momento in cui ci troveremo a chiarire il contesto  allora ci si siederà ad un tavolo e vedremo quali saranno le migliori condizioni che rappresentano la nostra storia. 

 

Cosa significa andare oltre a Progetto Trentino?
Io mi auguro veramente che ci sia lungimiranza da parte di tutti  e che si faccia un passo indietro per farne assieme più di uno in avanti. Serve che questo mondo che rappresentiamo abbia delle prospettive. Se noi fossimo in grado di far rivivere, e quello che dico non è nostalgia ma prospettiva, la motivazione della nascita dell'Asar nel dopoguerra, avremo fatto un lavoro che guarda in avanti e che riesce a dare una prospettiva al nostro Trentino. 

 

In passato si è ventilata anche l'idea di una lista Spinelli. Lei cosa ne pensa?
Se è un'altra lista in supporto alla candidatura di Fugatti non ho nulla da dire. Se è la cosiddetta lista del presidente io sono contrario. Sarebbe una semplificazione che non ha nulla a che vedere con la politica ma sarebbe uno dei soliti sistemi per carpire voti. Questo a Progetto Trentino non interessa. 

 

Fugatti ricandidato?
Se Fugatti ritiene di ricandidarsi perché metterlo in discussione? E' opportuno, invece, discutere sui programmi e sulle capacità delle persone di portarli a termine.  Per mia esperienza, poi, io dico sempre che  dieci anni è il tempo minimo per potersi esprimere e impegnare.  Guardando poi anche quello che è avvenuto in questi anni, non so cosa dovremmo aspettarci ancora visto che abbiamo avuto Vaia, il Covid e ora la guerra. Onestamente ho detto scherzando anche a Fugatti che forse vale la pena che faccia una visitina a qualche santuario per una mezza benedizione. 

 

Sulla scena politica c'è anche Campobase. Un nuovo progetto politico che guarda all'area di centro e autonomista. Potrebbe essere un vostro interlocutore?
Se Campobase, che poi è politicamente espresso da Dellai, ha la volontà chiara di impegnarsi per il bene del Trentino, da noi nessuna preclusione al dialogo. Se invece è nato per fare da stampella a qualcuno a noi, onestamente, non interessa. 

 

Lei si ricandiderà?
No, io ho dedicato 40 anni alla vita pubblica e credo che la mia esperienza diretta sia finita. Sono disponibile a dare una mano. Ma se c'è un progetto che permette respiro e prospettiva altrimenti sarò un semplice cittadino e la mia esperienza diretta in politica sarebbe terminata. 

 

Ci sarà al concerto di Vasco?

Non mi interessa. Io ho altre passioni musicali, va benissimo che lo facciano ma non è la mia musica. Non mi appassiona minimamente. Giovedì me ne vado e rientrerò lunedì mattina, farò un salto a Lubiana a vedere quello che mi interessa che è la pallavolo: a fare il tifo per l'Itas

 

 

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