Richiedenti asilo esclusi dai dormitori, Ianeselli: ''Non importa status giuridico di chi soffre''. Altri posti? ''Valutiamo la sala d’attesa della Trento-Malè''
L'intervento del sindaco di Trento, Franco Ianeselli, durante l'inaugurazione della nuova palazzina di via Lavisotto per ospitare i senza fissa dimora: "Finché ci sono persone in strada che soffrono non importa il loro status giuridico, dobbiamo pensare ad altre soluzioni per affrontare l’emergenza freddo"

TRENTO. Operativa da fine novembre, la nuova palazzina di via Lavisotto per ospitare i senza fissa dimora è stata inaugurata alla presenza dell'arcivescovo monsignor Lauro Tisi, del sindaco Franco Ianeselli e dell'assessora provinciale alla salute e politiche sociali Stefania Segnana.
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Il nuovo dormitorio permanente è in via Lavisotto 125A a Trento Nord, di proprietà provinciale che l’ha realizzato, sorge su un terreno concesso in comodato d'uso gratuito fino al 2049 dal Comune di Trento. La gestione dei 24 posti letto è affidata alla Fondazione comunità solidale (Qui articolo).

L’edificio è suddiviso su due piani sostanzialmente indipendenti. Al piano terra avrà sede un housing temporaneo di sei stanze, per persone che seguono un percorso di "fuoriuscita dalla strada", finanziato anche con fondi del Pnrr ed il cui bando è in fase conclusiva.
Al primo piano si trova invece il dormitorio permanente, per complessivi 24 posti letto appunto che si aggiunge a un’altra struttura, la San Giovanni vicino alla casa di accoglienza Bonomelli, per cercare "di aumentare le potenzialità di accoglienza della nostra città", spiega Ianeselli. "Quest’anno possiamo contare su 50 posti in più durante tutto l’anno che diventano 74 in inverno proprio grazie al lavoro sinergico fatto con Provincia e comunità cristiana. Abbiamo dato anche una prima risposta al problema dei richiedenti asilo con i 24 posti delle scuole Bellesini aperti in soli tre giorni. Da quando abbiamo avuto l’onore di essere nominati Capitale europea del volontariato per il 2024 la nostra vocazione di accoglienza è ancora aumentata. Dobbiamo dimostrare di meritarci i nostri volontari".
Il primo cittadino ha anche chiarito che c’è ancora da impegnarsi. Nel corso degli ultimi anni il sistema dell'accoglienza migranti in Trentino e le sue progettualità sono stati, infatti, smantellati. I posti letto sono diminuiti e questo ha portato a una nuova emergenza: molti richiedenti asilo sono diventati senza dimora in attesa di risposte e di un posto al caldo dove dormire (Qui articolo).
"Finché ci sono persone in strada che soffrono - aggiunge Ianeselli - non importa il loro status giuridico, dobbiamo pensare ad altre soluzioni: per esempio, in caso di aggravarsi dell’emergenza freddo, stiamo valutando la possibilità di ospitare altri bisognosi nella grande sala d’attesa della Trento-Malè".
Intanto sono stati inaugurati questi spazi. "Oggi è un bel giorno. Qui in Trentino abbiamo risorse che non hanno altri territori. Grazie a tutti ma anche e soprattutto agli operatori di accoglienza stranieri che ci aiutano ad interagire con chi parla solo la sua lingua", dice monsignor Tisi mentre Segnana conclude: "Finalmente questo progetto, iniziato nel 2018, è finito. Rappresenta un tassello importante del sistema di accoglienza provinciale, rivolgendosi in particolare alle persone senza fissa dimora che, nella stagione invernale, si trovano in una situazione di grave difficoltà. Quanto prima partirà anche l’housing sociale a piano terra".













