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Valdastico a Rovereto Sud, per la Lega ''Un'opportunità ambientale'', per le minoranze ''senza benefici''. Intanto Fratelli d'Italia chiede un tavolo concertatore

La Valdastico è stata centrale in Aula per la modifica del Pup. Il presidente Fugatti: "Dobbiamo discutere dove e come si farà e su questo si può aprire il dibattito. I Comuni contrari sono tanti, così come i favorevoli. Il tema sul quale dobbiamo discutere è sull’uscita a Rovereto sud e sullo sbocco economico per quel territorio"

Pubblicato il - 06 April 2022 - 14:15

TRENTO. "Un tavolo concertatore tra rappresentanti di categoria, proprietari privati e istituzioni", questa la richiesta di Fratelli d'Italia sulla Valdastico. "Non entriamo nel merito delle valutazioni sociali, economiche e ambientali economiche relative al completamento della A31, che lasciamo svolgere ai tecnici competenti in materia ma rileviamo che attraverso l’approntamento di questo strumento potrebbero emergere delle alternative importanti per il futuro dell’opera e delle zone attraversate, oltre a spiegazioni per quanto riguarda le scelte effettuate e il loro impatto sulla qualità di vita dei trentini".

 

Il tema della Valdastico è stato ancora una volta centrale in Aula per la modifica del Piano urbanistico provinciale. L'ex governatore Ugo Rossi ha evidenziato che una variante al Pup è tra gli atti più importanti per il Consiglio di un'autonomia ma che erano assenti il presidente Fugatti e l'assessore competente, oltre a diversi esponenti di maggioranza. La delibera della variante, ha ricordato il rappresentante di Azione, è del 2020 e "testimonia la grande sciatteria della Giunta perché si discute su una base di un documento, l’atto aggiuntivo del Comitato paritetico, che, dopo due anni, non riporta ancora la firma del Governo. Una presa in giro su uno degli atti più importanti di un autonomia. Una vergogna mai vista che va denunciata" (Qui articolo).

 

A tenere banco l'uscita a Rovereto Sud sostenuta dalla Provincia e che trova la contrarietà delle minoranze, da Luca Zeni ("Un inutile anacronismo, i gestori di autostrade ha fatto emergere il fatto che in un mondo che cambia in virtù delle grandi trasformazioni tecnologiche il futuro sta nel miglioramento tecnologico dei mezzi e nelle ferrovie. Abbiamo sentito che il Veneto tiene molto a quest’opera e questa è una motivazione/argomentazione quanto meno paradossale, testimone dell’appiattimento di tante politiche verso il Veneto") a Paolo Zanella ("Si guarda a un modello insostenibile per il Trentino. Molti sono i documenti internazionali, a partire dalla Convenzione delle Alpi, nettamente contrari a progetti come questo"), da Michele Dallapiccola ("Non ci sarebbero benefici per la Valsugana") a Alex Marini ("Inopportuna una nuova autostrada, gli investimenti dovrebbero accompagnare la transizione tecnologica") e Alessio Manica ("Il Trentino non è isolato e non ha bisogno della Valdastico").

 

Apprezzamento invece dalla maggioranza: Roberto Paccher ("Il centro sinistra dice no a quest’opera per motivi ideologici e per contrastare la Giunta Fugatti"), Gianluca Cavada ("La Valdastico sarebbero anche un'opportunità ambientale. Negli anni ‘90 per i mondiali di fondo, venne realizzata la strada di fondovalle, allora criticatissima dagli ambientalisti, oggi invece apprezzatissima da tutti perché ha tolto il traffico dai paesi. Non si può dire no a tutto"), Devid Moranduzzo ("Un'opera fondamentale che la Lega ha promesso in campagna elettorale e che è sentita dai cittadini"), Denis Paoli ("Un’opera strategica, condivisa anche dal 90% della politica veneta) e Mara Dalzocchio ("Sono un’imprenditrice e sostengo le infrastrutture, per i benefici in termini di lavoro e occupazione"). Voterà il Pup Ivano Job che però chiede di rivedere le opere per capire le esigenze infrastrutturali.

 

Ci sono sentenze del Consiglio di Stato, i pareri contrari dei Comuni e diverse criticità sull'uscita a Rovereto Sud che sembra un incubo ambientale. I tempi di realizzazione sono di 12 anni, salvo gli intoppi burocratici per eventuali ricorsi. Si ipotizzano circa 20 anni prima di vedere passare il primo veicolo. Un tracciato composto da due lotti: il primo di 17,8 chilometri fino a Pedemonte, il secondo da 29,6 chilometri quasi tutti in galleria e viadotti in aree rischiose sotto diversi punti di vista: idrogeologico, faglie e sorgenti.

 

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha spiegato che la Valdastico ai trentini "non costa un solo euro", poi ha ripercorso i passaggi dell'opera e ha definito "la saga dell’ipocrisia" rispetto a chi un tempo governava e ora dice che l’opera “non s’ha da fare” e ha citato in tal senso le parole dei consiglieri Rossi, Degasperi, Tonini, Zeni e Olivi. "L’accordo è stato firmato: ora dobbiamo discutere dove e come si farà e su questo si può aprire il dibattito. I Comuni contrari sono tanti, così come i favorevoli. Il tema sul quale dobbiamo discutere è sull’uscita a Rovereto sud e sullo sbocco economico per quel territorio".

 

I veneti, ha detto rivolto a Zeni che denunciava la sudditanza rispetto ai vicini, preferirebbero certo l’uscita a Trento e la minor strada da fare. Invece la Valdastico per noi, prosegue il presidente, deve aver un impatto trasportistico, ma essere nel contempo utile al territorio, quello che comporterebbe la comunicazione a Rovereto Sud. "Il Trentino - conclude Fugatti - deve esser protagonista e non deve subire le decisioni che comunque si faranno, ma le deve sfruttare come opportunità di crescita, così come si fece per l’autostrada del Brennero".

 

Intanto Fratelli d'Italia ha presentato una risoluzione sulla Valdastico. "La coalizione di centrodestra alle elezioni provinciale del 2018 sosteneva che lo sbocco dell’arteria sull’A22 andrà elaborato con un tavolo concertatore tra rappresentanti di categoria, proprietari privati dei terreni e istituzioni e in relazione all’uscita delle tratta autostradale in elaborazione non veniva definita una localizzazione, pur 'privilegiandone' una, accennando esclusivamente a una ipotesi 'previa elaborazione con un tavolo concertatore tra rappresentanti di categoria, proprietari privati dei terreni e istituzioni'. Da qui la necessità di costituire un tavolo che non è ancora stato attivato", concludono Claudio Cia, Alessia Ambrosi e Katia Rossato.

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