Alta tensione tra maggioranza e minoranza in Consiglio comunale sull'aumento Irpef, la discussione si conclude con un dito medio alzato all'indirizzo dell'assessore
A tenere la maggioranza in tensione sono stati soprattutto l’approvazione del bilancio previsionale, con programmati gli aumenti di tariffe e dell'Irpef per rientrare di un buco da 2 milioni e gli strascichi della vicenda sul mancato ingresso di 9 bambini all’asilo comunale

BELLUNO. E' stato un consiglio comunale ad alta tensione quello che si è svolto mercoledì 8 novembre a Palazzo Rosso. A tenere la maggioranza sulla graticola sono stati soprattutto l’approvazione del bilancio previsionale 2024, con programmati aumenti di tariffe e di Irpef per rientrare di un buco di 2 milioni di euro (Qui articolo) e gli strascichi della vicenda sul mancato ingresso di 9 bambini all’asilo comunale (Qui articolo), risolto nello stesso consiglio con l’approvazione del bilancio consolidato (Qui articolo).
La Giunta si è trovata a dover richiedere al consiglio l’approvazione di modifiche al previsionale per l’affidamento delle aree di sosta cittadine alla società Bellunum, con un richiamo anche agli aumenti tariffari. La minoranza ha richiamato l’amministrazione rispetto le mancate promesse elettorali accusando di essere partiti promettendo di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini e ritrovandosi ad un anno di distanza ad aumentare sia tariffe che Irpef.
Su quest’ultimo punto, i consiglieri di minoranza criticano anche nel metodo oltre che nel merito: “Leggo sulla stampa che ci sono delle modifiche dell'Irpef. È una cosa sgradevole che si venga a conoscere questo tramite i giornali informati con comunicato stampa e non in commissione", commenta la consigliera Olivotto di Insieme per Belluno. Sull’opportunità degli aumenti interviene anche l’ex sindaco Massaro (in Movimento) ripercorrendo le situazioni in cui si è trovata l’amministrazione in passato: "Ci sono state stagioni con tagli terrificanti e tante altre situazioni difficili e non ci sono novità rispetto a dinamiche passate. Sono stati fatti sforzi importanti per non colpire le tasche dei nostri cittadini, questo per garantire attrattività in un territorio in fase di spopolamento” e continua “Chiediamo soldi ai cittadini mentre né vengono bruciati altrettanti come il caso del ponte della Veneggia e la pista ciclabile di Levego”. Così anche Rasera Berna (Insieme per Belluno) “Non si può fare finta in campagna elettorale la situazione non sia difficile. La situazione si conosceva, non si può dire che si scopre tutto dopo”.
I consiglieri di maggioranza hanno difeso le scelte dell’amministrazione anche se alcuni mal di pancia non sono mancati. La Grua ha commentato il suo voto contrario in commissione sempre per una questione di metodo, perché la richiesta arrivava non dà una reale urgenza ma da mancata programmazione. Sovilla (Lega) in dichiarazione di voto commenta riconoscendo che “aumentare le tasse non è simpatico”, ma l’aumento dell’Irpef è sostanzialmente irrisorio. Conclude commentando che il federalismo fiscale risolverebbe il problema e, a fronte delle critiche sulle promesse elettorali mancate, riconosce che “I conti con la realtà sono difficili da fare per chi dall’opposizione va al governo”. Anche Farina di Fratelli d’Italia si pronuncia favorevolmente nei confronti dell’aumento delle tariffe, ma commenta: “Gli aumenti devono essere necessari per garantire il servizio. Cerchiamo però di fare un lavoro certosino per evitare altri aumenti”.
La discussione consiliare si è scaldata velocemente. Il consiglio è stato terreno di scontro per i dissidi dei partiti, con Pd e Fratelli d’Italia che si sono scontrati per bocca di Bettiol e Farina sul tema della legge di bilancio in discussione a Roma e per scontri anche più personali, come quello fra il consigliere Vignato e l’assessore Roccon.
Il primo, indispettito da commenti e sorrisini del secondo durante il suo intervento di critica per l’aumento delle tariffe, ha commento stizzito che l’assessore poteva evitare di fare commenti avendo vissuto per tutta la vita di sottopolitica. Nella polemica si sono inseriti anche la consigliera Bettiol che risentita ha chiesto retoricamente all’aula “si può ancora parlare?” avendo sentito provenire dai banchi della giunta un “le mat” dall’assessore. Interviene anche Bortoluzzi che stigmatizzando i commenti della minoranza commenta: “Fa sorridere che la predica sull’aumento delle tariffe venga da Vignato che ha aumentato le tariffe a sua volta” riferendosi alla precedente attività di amministratore del Bim Gsp di Vignato che ha comportato aumenti tariffari, votati dallo stesso Bortoluzzi come ricorda Massaro.
La situazione è poi degenerata nelle ore successive. A 4 ore dall’inizio del Consiglio, dopo un pomeriggio di scambi di osservazioni accesi, Roccon rispondendo a un’interrogazione della minoranza esordisce richiedendo le scuse da parte di Vignato, accusandolo di scarsa intelligenza in caso contrario. Per tutta risposta, Vignato ha alzato il dito medio.
Raggiunto successivamente, Vignato si è giustificato dicendo di essere stato provocato mentre nei giorni successivi Roccon né ha chiesto direttamente le dimissioni. La questione fra i due resta aperta.


















