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| 10 feb 2023 | 10:29

Caso Rossella, Demagri: ''Assessorato assente. La segreteria di Segnana ha contattato la famiglia, poteva farlo giorni fa quando erano arrivate le richieste di aiuto''

Una vicenda dolorosa non solo per le condizioni in cui si trova a 25 anni Rossella ma anche per le tante difficoltà che in questi anni lei e la sua famiglia hanno incontrato per riuscire ad avere le cure adeguate. La capogruppo di Autonomia.eu:  "I casi come questi dimostrano che è necessario ricomporre la filiera dei Servizi territoriali"

Caso Rossella, Demagri: Assessorato assente

TRENTO. “C'è solo una cosa da dire: siamo fortunati ad avere dei professionisti nella nostra sanità che stanno cercando di risolvere i problemi che travolgono tante famiglie a fronte di un assessorato alla Salute che è completamente assente”. Usa queste parole la capogruppo in Consiglio provinciale di Casa Autonomia.eu, Paola Demagri, in riferimento alla vicenda raccontata da il Dolomiti che riguarda Rossella e la sua famiglia.(QUI L'ARTICOLO)

 

Una vicenda dolorosa non solo per le condizioni in cui si trova a 25 anni Rossella ma anche per le tante difficoltà che in questi anni lei e la sua famiglia hanno incontrato per riuscire ad avere le cure adeguate e anche per affrontare un nuovo mondo, quella della disabilità, nel quale nessuno li ha in qualche modo accompagnati.

 

La consigliera Demagri nei giorni scorsi, come altri consiglieri provinciali, ha ricevuto una lettera da parte della famiglia di Rossella con un grido di aiuto. Un grido forte ma ignorato, hanno spiegato gli stessi genitori, dalle istituzioni nel corso degli ultimi mesi. “Confidiamo in questo ultimo, e disperato, tentativo per ottenere l’attenzione che meritiamo, nonché delle soluzioni a lungo termine” hanno scritto nella lunga lettera Simonetta e Maurizio.

 

“Ho saputo – ha spiegato Demagri – che i servizi si sono attivati per la valutazione del caso. E' l'ennesima dimostrazione di come ci troviamo davanti ad un assessorato fermo e assente e a dei professionisti che si fanno carico delle problematiche delle famiglie. Io sono certe che già nei prossimi giorni la famiglia potrà trovare soddisfazione da un progetto personalizzare che le verrà messo in piedi a livello locale per seguirla”. Fra l'altro, spiega ancora la capogruppo “Ho anche saputo che a seguito dell'articolo pubblicato da il Dolomiti la segreteria dell'assessora ha chiamato la famiglia. Poteva farlo giorni fa quando la stessa famiglia aveva chiesto supporto ''.

 

La vicenda che riguarda Rossella, è bene ricordarlo, è iniziata nell'agosto del 2020 quando Rossella ha avvertito i primi sintomi di un malessere. Uno star male che immediatamente ha preoccupato i genitori che hanno deciso di portare la figlia all'ospedale di Cles. Qui è stata sottoposta ad una tac che però non avrebbe fatto vedere nulla di particolare ai medici. Le condizioni della giovane con le ore sono peggiorate e i sanitari hanno collegato questa situazione a problemi di tipo “emotivo”. E' stata quindi trasferita a Trento e seguita come paziente con problemi psichiatrici.

 

Ad una seconda tac i radiologi non hanno trovato ancora nulla e solo successivamente, a seguito di una risonanza magnetica, sono stati trovati i danni gravi provocati da un ictus ischemico al ponte encefalico. Su questa vicenda si è aperta un'indagine ed è in corso un processo che dovrà chiarire quello che è successo e stabilire di chi sono le colpe.

 

E' comprensibile lo sfogo e sono legittime le richieste che arrivano da Rossella e dalla sua famiglia” spiega sempre Demagri. “I casi come questi dimostrano che oggi è necessario ricomporre la filiera dei Servizi territoriali. Non è più il tempo della solitudine. Quella del cittadino, del medico di medicina generale, dello Specialista, dell'infermiere, la solitudine del fisioterapista. Il nuovo paradigma – spiega la consigliera provinciale - socio sanitario impone un approccio comunitario nella prevenzione, nella cura e nella riabilitazione equa per tutti. Gli ospedali di valle, i distretti, le Rsa, il Terzo Settore, il volontariato, il cittadino devono fare fronte comune per sviluppare salute e benessere per al Comunità”.

 

Dito puntato, invece, sul disegno di Autonomia che, conclude Demagri, potrebbe mettere a rischio la nostra specialità soprattutto in termini di salute ed esiti sui pazienti. “Vedo un rischio enorme - conclude - per i nostri Lea. Non possiamo accettare di avvicinarci alla media nazionale che rispetto al nostri livelli è certamente inferiore. Pensiamo all'Assegno di Cura : è prerogativa della nostra Autonomia. La retta gratuita in Rsa per i pazienti in stato vegetativo, le rette che oggi si pagano nelle Apsp sono nettamente inferiori a quelle che si pagano in altre Regioni”.

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