Contenuto sponsorizzato
| 14 lug 2023 | 16:25

Cesare Battisti? “Non fu un mito per la popolazione”. La reazione del sindaco di Trento: “È stato uno dei trentini più insigni del ‘900”

A oltre un secolo dalla sua morte la figura di Cesare Battisti fa ancora discutere, Risveglio tirolese: “Non fu un mito per la popolazione della sua terra e della sua epoca, semmai il contrario”. Urzì: “Brutale revisionismo storico”

di T.G.

TRENTO. In questi giorni su alcuni quotidiani e agenzie di stampa è apparsa una lettera firmata da Nicoletta Chisté e Paolo Monti, rispettivamente presidente e portavoce del movimento “Risveglio tirolese”. Nel testo vengono sollevate delle critiche alla figura di Cesare Battisti sostenendo che l’irredentista “non fu un mito per la popolazione della sua terra e della sua epoca, semmai il contrario”. Nella stessa lettera si parla di “un atteggiamento acriticamente reverenziale nei confronti di miti irredentisti e nazionali chiaramente rappresentanti quella negazione identitaria”. Un atteggiamento che secondo Chisté e Monti starebbe portando “all’assimilazione del Trentino/Tirolo meridionale quale ottava (e certamente marginale) provincia del Veneto”.

 

La nota di Risveglio tirolese ha sicuramente provocato diverse reazioni tanto a Destra quanto a Sinistra. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che spiega: “Cesare Battisti è uno dei trentini più insigni del Novecento, figura europea e tragicamente moderna. Per lustri, anche quando era scomoda, discussa e avversata, la memoria di Battisti è stata custodita dagli Alpini sul mausoleo del Doss Trento: almeno quassù è stata preservata da deformazioni e strumentalizzazioni”.

 

Il primo cittadino sottolinea la complessità della figura dell’irredentista “che sfugge alle catalogazioni. Socialista (e dunque internazionalista) e patriota. E ancora, deputato a Innsbruck e a Vienna e insieme fermo oppositore di quell’impero che soffocava l’autonomia culturale dei popoli. Questa sua complessità, questa sua mobilità tra due mondi, il tedesco e l’italiano, tra due culture, quella socialista e quella patriottico-risorgimentale, è stata piegata a usi politici tanto dal fascismo come da una certa propaganda austriaca”.

 

Anche il parlamentare Alessandro Urzì, coordinatore per Fratelli d’Italia del Trentino Alto Adige, entra a gamba tesa nel dibattito: “Se non fosse per la totale irrilevanza della sedicente organizzazione ‘Risveglio Tirolese’, costituita da nostalgici dell’impero austroungarico affetti da indomabile spirito di sudditanza, la presa di posizione con cui oggi si dichiara quello di Cesare Battisti un falso mito, e si colpisce con volgarità la memoria dell’irredentismo nazionale, costituirebbe un atto di brutale revisionismo storico capace di far impallidire chiunque abbia un minimo di consapevolezza delle vicende che hanno riguardato la storia del Trentino Adige Adige”.

 

Per Urzì “negare il diritto alla memoria della vicenda dolorosa dell’eroismo di Cesare Battisti, di cui è intrisa l’identità dell’intera Nazione e del Trentino, costituisce un atto di oltraggio verso lo stesso Trentino”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
| 11 giugno | 21:14
L'ipotesi Terzo polo è ritornata in agenda con la decisione di Pina Picierno di lasciare il Pd. Lavori aperti con Calenda e Marattin. Mario [...]
Economia
| 11 giugno | 20:20
Tra rincari dei costi, incertezze sul carburante e le guerre, le Agenzie viaggi del Trentino affrontano un momento complesso. La presidente di [...]
Cronaca
| 11 giugno | 19:35
Michele Giardina, classe '54 appassionato di bici, è rimasto vittima di un brutto "contatto ravvicinato" con un pullman sulle strade del Friuli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato