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| 30 mar 2023 | 19:47

Emergenza abitativa, l’Alto Adige aumenta le tasse sulle case sfitte. L’allarme del M5s: “In molti spostano la residenza per non pagare”

La Provincia di Bolzano ha alzato l’aliquota per gli immobili sfitti a lungo termine, il M5s però mette in guardia: “L’effetto che si è verificato è che per evitare di pagare l’Imi maggiorata molti proprietari di seconde case hanno richiesto la residenza o il domicilio in Alto Adige”

Emergenza abitativa, l’Alto Adige aumenta le tasse sulle case sfitte
di Tiziano Grottolo

BOLZANO. L’emergenza casa è un problema serio tanto in Trentino quanto in Alto Adige. I prezzi degli affitti, così come quelli di vendita, sono molto alti e troppo spesso sono fuori dalla portata dei residenti. A far esplodere i pezzi del mercato immobiliare hanno contribuito sia le piattaforme online che servono per affittare alloggi ai turisti che la speculazione sulle seconde case.

 

Il Movimento 5 Stelle però punta il dito anche contro la modifica della legge sull’Imposta municipale immobiliare (Imi) che ha alzato l’aliquota per gli immobili sfitti a lungo termine presenti nei comuni altoatesini interessati dall’emergenza abitativa.

 

“L’effetto che si è verificato – spiega il consigliere provinciale Diego Nicolini – è che per evitare di pagare l’Imi maggiorata sulla casa sfitta, molti proprietari di seconde case residenti in altri luoghi hanno richiesto la residenza o il domicilio in Alto Adige”. Va precisato però che questa pratica può essere sanzionata, ne sono un esempio le varie operazioni condotte dalla guardia di finanza per scoprire i cosiddetti “furbetti” delle seconde case.

 

Tramite un’interrogazione il M5s voleva conoscere il dato numerico delle richieste di cambio domicilio e residenza, ma i dati forniti dalla Provincia non sono stati soddisfacenti: “Kompatscher ci ha risposto che non dispone del numero esatto e che non si stanno nemmeno tenendo in considerazione gli effetti della modifica alla legge che sta apportando sul territorio”.

 

I pentastellati giudicato la risposta “imbarazzante” dal momento che la Provincia non sarebbe stata in grado nemmeno di indicare quanti siano effettivamente i comuni in emergenza abitativa, “quando il numero è già definito dalla legge. Calcolare gli effetti di una modifica di legge – conclude Nicolini – è il primo passo per capire se questa va nella direzione giusta o se effetti imprevedibili o indesiderati ne vanificano lo sforzo”.

 

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