In Trentino ci sono troppi alloggi per i turisti, Manica: “Stop alla deroga sulle seconde case, il settore deve essere governato”
In Trentino ci sono 153.793 abitazioni (il 47% del totale) che non sono occupate in modo continuativo, Manica attacca la Giunta Fugatti: “Anche la sindaca di Riva chiede di prendere provvedimenti, i residenti non trovano casa perché gli alloggi costano troppo o perché vengono affittati a turisti”
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TRENTO. Come emerge da uno studio condotto dalla fondazione indipendente Openpolis (che ha elaborato dati Istat del 2019) in tutto il Trentino ci sono 153.793 abitazioni (il 47% del totale) che non sono occupate in modo continuativo dalla popolazione residente.
Gli alloggi che vengono affittati ai turisti rappresentano infatti un problema per i residenti perché, come ampiamente dimostrato, fanno lievitare i costi degli affitti. Eppure la Giunta del presidente Maurizio Fugatti, nel 2020, aveva deciso di derogare alla cosiddetta legge Gilmozzi che imponeva di fatto uno stop alle seconde case. Grazie alla deroga leghista in Trentino è stata reintrodotta la possibilità, ristrutturando immobili già esistenti, di destinare nuove abitazioni a uso vacanza e tempo libero.
Come fa notare il consigliere provinciale del Partito Democratico, Alessio Manica, ora anche la sindaca leghista di Riva del Garda (uno dei Comuni più colpiti dall’emergenza casa), Cristina Santi, chiede di rivedere alcune scelte che riguardano la legge Gilmozzi. “Quella della Giunta Fugatti fu una mossa sbagliata – fa eco Manica – contraria alla logica di contenere il consumo di suolo e dannosa per una strategia turistica orientata alla qualità, che per questo dovrebbe valorizzare la rete alberghiera”.
Questo vale a maggior ragione in quelle zone, come l’Alto Garda, in cui si registra una carenza di case per i residenti a causa degli altissimi costi immobiliari legati al fatto che i privati preferiscono puntare sugli affitti turistici a breve termine che garantiscono maggiori entrate.
“Escludendo qualche misura propagandistica, la Giunta Fugatti ha abbandonato il tema dell’emergenza casa – attacca Manica – la questione però è esplosa con forza. A farla emergere sono stati anche gli amministratori locali che si trovano con il paradosso di un grande volume di edificato, spesso vuoto per la maggior parte dei mesi dell’anno, ma con i propri residenti che non trovano casa perché gli alloggi costano troppo o perché vengono affittati a turisti”.
Proprio per questo Manica chiede, tramite un’interrogazione, se non sia il caso di ripristinare la legge Gilmozzi “per tornare a governare il settore delle case vacanza in maniera organica e programmata, sulla base di continue analisi e di una pianificazione urbanistica in grado di garantire il preminente interesse pubblico della tutela del territorio, del paesaggio e delle necessità abitative della popolazione residente”.







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