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| 08 lug 2023 | 19:41

Su Airbnb 7.300 annunci, gli appartamenti in Trentino affittati in media a 169 euro a notte. Zanella: “Erodono il mercato delle locazioni residenziali”

Secondo quanto riportato dal portale insideAirbnb si scopre che gli appartamenti a uso turistico gestiti da Airbnb in Trentino sono oltre 7.300, tuttavia molti di questi non espongono il codice Cipat (obbligatorio per legge). Zanella: “Si vigili perché oltre al danno per famiglie e lavoratori non vi sia pure la beffa per le entrate pubbliche”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. In molte zone del Trentino trovare casa a un prezzo accessibile è quasi impossibile. Non a caso diverse associazioni come lo Sportello una casa per tutti parlano di una vera e propria emergenza. L’aumento dei prezzi degli affitti è legato soprattutto agli alloggi turistici o a quelli che vengono caduti agli universitari.

 

Come sottolinea il consigliere provinciale, Paolo Zanella, l’esplosione degli affitti brevi, spesso gestiti e promossi su piattaforme online, sta determinando la gentrificazione dei centri storici e l’impossibilità per famiglie e lavoratori di reperire appartamenti in affitto nelle località turistiche, oltre all'esplosione dei prezzi sul libero mercato.

 

“La maggiore remuneratività, accompagnata alle procedure semplificate di reclutamento – anche attraverso piattaforme come Airbnb, spiega il consigliere di Futura – stanno generando fenomeni di rapida conversione di appartamenti da uso residenziale a quello turistico, con famiglie che alla scadenza del contratto non se lo vedono rinnovare”.

 

Secondo quanto riportato dal portale insideAirbnb, creato per misurare gli impatti della piattaforma sui vari territori, si scopre che gli appartamenti a uso turistico gestiti da Airbnb in Trentino sono molti. Stando ai dati rilevati da Zanella si conterebbero oltre 7.300 annunci, di cui l’88% sarebbero appartamenti (il resto camere). Di questi la maggior parte si trova nel capoluogo, nell’Alto Garda e nelle valli turistiche come Fiemme e Fassa, Rendena, Sole e laghi di Caldonazzo e Levico. “Il 20% sono in mano a proprietari che hanno più di 10 appartamenti a testa, con un picco di 95 appartamenti gestiti da un solo host, altro che sharing economy”, punta il dito il consigliere. Va specificato che si tratta di alloggi che vengono affittati a un prezzo medio di 169 euro a notte.

 

Tuttavia, ad aprile 2021, si contavano 12.300 appartamenti turistici con codice univoco Cipat (obbligatorio per legge se si vuole affittare in provincia di Trento). Verrebbe da dire che solo una parte di questi viene offerta su Airbnb ma la verità potrebbe anche essere diversa. “Sono solo questi 12.300 gli appartamenti a uso turistico o vi sono proprietari che affittano senza essere registrati? Oppure, pur essendo registrati tra quei 12.300, non pubblicizzano il codice Cipat sull’annuncio delle piattaforme, come previsto per legge, pena multe fino a 3.000 euro?”, si chiede Zanella.

 

La maggior parte degli annunci sulle piattaforme online infatti non presenta il codice Cipat in evidenza. “Su questo dovrebbero vigilare i Comuni che però hanno macchine amministrative sguarnite”, osserva il consigliere che chiede di arginare il fenomeno degli affitti brevi: “Quantomeno si vigili perché oltre al danno per famiglie e lavoratori non vi sia pure la beffa per le entrate pubbliche”.

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