''Fatto fuori dal sindaco Ianeselli dopo un post (sull'Inter) non gradito al postdestà. Ma se han fatto così con me, che valgo nulla, cosa fanno con gli altri?''
Carmine Ragozzino (blogger de il Dolomiti e storico giornalista in pensione del Gazzettino, Alto Adige e poi Trentino) ricopriva il ruolo (gratuito e di puro volontariato) di rappresentante del Comune di Trento nell’Assemblea dei soci dell’Associazione per il coordinamento teatrale trentino. Dopo la partita di andata di Champions Inter - Milan ha fatto un post con gli ex sindaci Pacher e Andreatta e ieri è arrivata una telefonata dell'assessora Bozzarelli e poi una lettera firmata dal sindaco che lo liquidava. Ecco cosa è successo

TRENTO. ''Se han fatto così con me, che non valgo niente e occupavo un ruolo di puro volontariato, cosa faranno con chi dissente o non è allineato in altre posizioni, magari più importanti? Io l'ho detto al sindaco: 'Credi di essere il re della città? Nel mio blog l'ho definito più volte il postdestà, ironizzando sulla sua foga social che è evidente a chiunque ha un profilo Facebook ed oggi mi rendo conto essere quasi patologica. Ma il primo cittadino è appunto il primo cittadino, non il padrone della città''. A parlare è Carmine Ragozzino, storico giornalista (in pensione) e blogger de il Dolomiti che da inizio legislatura Ianeselli ricopriva il ruolo di rappresentante del Comune di Trento nell’Assemblea dei soci dell’Associazione per il coordinamento teatrale trentino del quale, poi, era stato eletto anche vicepresidente.
Usiamo il passato perché ieri ha ricevuto prima una telefonata di pochi secondi dell'assessora alla cultura Elisabetta Bozzarelli che gli anticipava il fatto che il sindaco gli aveva revocato la delega. ''Di fatto senza aggiungermi altro - spiega Ragozzino - se non che aveva deciso di partecipare direttamente lei in futuro all'assemblea. Una cosa assurda perché in due anni di mandato praticamente non mi aveva mai cercato e non mi aveva mai detto nulla di come fare o cosa fare. Ero stato io, semmai, a interessarla su alcune tematiche ma da parte del Comune c'era stato un totale disinteresse per la vicenda''. Pochi minuti dopo ecco in mail la lettera: ''Egregio Sig. Ragozzino, come già anticipato dall’Assessora Elisabetta Bozzarelli, Le invio in allegato la revoca della delega quale rappresentante del Comune di Trento nell’Assemblea dei soci dell’Associazione per il coordinamento teatrale trentino. Desidero esprimere un sentito ringraziamento per la collaborazione ed il lavoro svolto in questi anni. Cordiali saluti. Franco Ianeselli''.
Cosa è successo allora? ''Quel che scrivo nel mio blog sicuramente non ha aiutato a entrare nelle grazie della politica ma resto un giornalista e scrivo quel che penso - spiega Ragozzino -. Ma galeotto è stato un post che ho fatto dopo la vittoria dell'Inter con il Milan mercoledì scorso''. Il post mostrava una foto con Ragozzino e gli ex sindaci Pacher e Andreatta oltre all'attuale vicesindaco Stanchina. ''Tutti interisti - aggiunge - e da anni ci troviamo o scriviamo quando gioca la Benamata''. Nel testo del post, però, ecco il messaggio che non è piaciuto al sindaco Ianeselli: ''Due sindaci di ieri (che differenza dal presente...) un assessore di oggi, noi tifosi e una squadra che stupisce. L'Inter, praticamente un'istituzione. Il bistrò porterà bene anche al ritorno''. E il bistrò ha portato bene anche al ritorno (1 a 0 e Inter in finale) ma non ha portato bene a Ragozzino.
''Quel confronto tra i sindaci di ieri e quello di oggi è stata letta come una lesa maestà - spiega ancora il nostro -. E ne ho avuto conferma in uno scambio di messaggi con lo stesso sindaco. Io gli ho scritto che 'essere liquidato dal Coordinamento Teatrale per telefono e per immotivata ritorsione denota un bello stile che vi onora' e lui mi ha risposto 'mi troverò un avvocato' che è quello che io ho scritto sotto il mio post al consigliere Andreas Fernadez che mi diceva di non aver apprezzato quanto io riportavo. Insomma quel post non è piaciuto ma alla ritorsione avrei preferito una telefonata per capire''.
E invece oltre il danno la beffa. ''Come se non bastasse il sindaco ha anche aggiunto che se avessi voluto mi avrebbe incontrato nei prossimi giorni per parlarne. Ma se la lettera me l'hai già inviata di cosa vuoi parlare? Sarò vecchio ma non sono proprio andato, ancora due più due lo so fare e questa è davvero una presa in giro. Tra l'altro Ianeselli mi scrive che 'non sono stato confermato' che loro cercano 'persone con atteggiamenti coesivi e non distruttivi'. Essere permalosi e vendicativi in politica non è mai un bel viaggiare. Io non dovevo essere 'confermato' perché il mio mandato, che ricordo svolgevo a titolo gratuito ma con impegno e passione e i fatti parlano infatti nessuno mi ha detto nulla su questo aspetto, scadeva con la legislatura dello stesso Ianeselli. Io sono una persona libera e lo sono sempre stato, dico la mia e la dico soprattutto alla parte politica in cui storicamente mi sono sempre ritrovato nell'illusione di poter dare il mio contributo. Ma è con le critiche che si migliora. Con quelli che dicono sempre di 'sì' il centrosinistra si ritrova dove è adesso con le figure che lo rappresentano oggi''.
''Quel che mi preoccupa - completa Carmine - non è il mio destino. Come ho già detto era un ruolo piccolino che svolgevo per passione. Ma mi preoccupa il fatto che questo sia il modus operandi. Mi spaventa, mi fa paura. In un sistema democratico non ci sono sudditi ci sono cittadini che si confrontano, discutono, magari si scontrano, sempre dal punto di vista intellettuale e dialogico, e il sindaco è il primo cittadino, uno di loro, uno di noi. Non servono re. Può andar bene un postdestà che spadroneggia sui social ma, per favore, non padroni. Concludo citando Lucio Dalla: Liberi se si libera la mente / Siamo liberi e per sempre / Liberi anche politicamente / Non c'è logica / Non c'è niente''.


















