Il punto di massima tensione tra Lega e FdI nel Governo? Non il Mes, ma le elezioni in Trentino e il tentativo di Fugatti di non rispettare i patti (parola di Donzelli)
Il deputato del partito di Giorgia Meloni Giovanni Donzelli (responsabile, tra l'altro, dell'organizzazione nazionale) ha detto la sua negli scorsi giorni sul punto di “massima tensione” raggiunto tra il suo partito e la Lega di Matteo Salvini: “La questione era locale ma non solo locale, perché di mezzo c'era il rispetto della parola data, che tra alleati è fondamentale”

TRENTO. L'approvazione della finanziaria (il cui voto finale, dopo l'intesa raggiunta ieri sul Superbonus, dovrebbe arrivare questa sera, anche se il nodo sulle concessioni balneari non è ancora stato sciolto), la partita sul Mes (dopo lo stop alla ratifica della riforma del Meccanismo europeo di stabilità, il 'fondo salva stati', che ha visto la maggioranza di governo spaccarsi sul voto)? Sullo sfondo delle grandi questioni nazionali (e internazionali) che il governo si trova a gestire, il punto di “massima tensione” raggiunto da Lega e Fratelli d'Italia è un altro: la formazione della Giunta provinciale in Trentino.
A dirlo, come riportato dal Post, è stato Giovanni Donzelli (deputato di FdI e responsabile dell'organizzazione nazionale del partito di Giorgia Meloni) la scorsa settimana, interrogato dai giornalisti alla Camera sulle divergenze tra FdI e Lega dopo lo stop alla ratifica della riforma del Mes: “Voi giornalisti – ha detto Donzelli in Transatlantico – tendete sempre a esagerare nel racconto degli scontri tra Meloni e Salvini, e non avete capito che il livello massimo di tensione tra noi e la Lega c'è stato sulla vicenda del Trentino”. In altra parole: “La questione era locale – aveva detto Donzelli – ma non solo locale, perché di mezzo c'era il rispetto della parola data, che tra alleati è fondamentale”.
Un punto toccato in diverse occasioni nelle confuse settimane che hanno seguito il voto in Trentino anche dal commissario regionale di FdI, Alessandro Urzì, e ribadito quindi da uno dei più importanti dirigenti del partito di Giorgia Meloni a livello nazionale. La lunga partita insomma per la formazione della Giunta trentina ha visto contrapporsi con toni molto duri i due partiti tanto a Trento quanto a Roma, dove la questione era stata affrontata direttamente dai due leader.
Tornando indietro di diversi mesi, i problemi erano iniziati addirittura con la scelta relativa al candidato presidente della coalizione, proseguendo poi, dopo il voto, con la definizione della Giunta provinciale e, in particolare, della nomina a vice-presidente. L'accordo raggiunto vedeva infatti Fugatti candidato presidente “in tandem” con Francesca Gerosa alla vice-presidenza, ma dopo la rielezione del presidente della Pat le cose sono andate diversamente (la vice-presidenza era stata affidata a Spinelli, forte del risultato ottenuto dalla sua lista d'appoggio a Fugatti, e a Fratelli d'Italia erano andati invece due assessorati), portando ad una crisi interna alla maggioranza e alla decisione di FdI di ritirare i propri assessori.
Una crisi in seguito risolta, con ogni probabilità, proprio a Roma dai vertici dei due partiti e che si è conclusa con la nomina di Gerosa a vice-presidente (con un 'super' assessorato) e all'esclusione di Claudio Cia. E la situazione ora, precisa il Post, rischia di ripresentarsi a breve in vista del voto in cinque regioni previsto per il 2024 (a partire dalle elezioni in Sardegna, il 25 febbraio, seguite da quelle in Abruzzo, Basilicata, Piemonte e Umbria).


















