L'improbabile endorsement del sindaco del Primiero a Fugatti è un caso politico. Rossi: ''Nemmeno ai tempi della 'magnadora'''. Il Pd: ''Questo è roba da regime''
Il sindaco Daniele Depaoli con la sua vicesindaca hanno fatto un video lanciato sulla pagina usata per le comunicazioni di servizio del Comune dove di fatto dicono siccome Fugatti è stato buono con noi noi lo aiutiamo candidandoci con lui. CasaAutonomia: ''Un vero e proprio abominio dal punto di vista istituzionale''

TRENTO. ''Nemmeno ai tempi della 'magnadora' accadevano cose simili''. L'ex presidente della Provincia Ugo Rossi non usa giri di parole per definire quel che ha fatto il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza. Un video-spot elettorale dove incensa Fugatti per aver prestato attenzione al suo territorio e dove comunica la decisione di candidare la vicesindaca nella lista personale del Presidente della Provincia chiarendo in maniera tanto ingenua quanto chiara che ciò è stato fatto per non dare ''un taglio partitico, politico, civico ma proprio un taglio sulle persone, sulla persona del Presidente che ha sempre avuto a cuore il nostro territorio''.
Un video assurdo, dal punto di vista istituzionale da far venire mille dubbi sulla caratura politica del primo cittadino e che sta scatenando una pioggia di reazioni ovviamente sdegnate. ''Questa non è democrazia - commenta Lucia Maestri del Partito democratico -. Questo è regime del più spudorato e che ricorda altri allineamenti, altre gratitudini, altri podestà e fors’anche altri “scambi”''. ''E così, ogni limite è ormai superato - aggiunge la consigliera del Pd - confermando la vergogna di una “campagna acquisti” portata avanti da Fugatti e dai suoi sodali che si traduce in una semplice, quanto pericolosa, equazione: attenzioni pubbliche in cambio di consenso privato''. E non è da meno CasaAutonomia con Michele Dallapiccola e Paola Demagri: ''Il comunicato del sindaco del Primiero dal punto di vista istituzionale si manifesta come un vero e proprio abominio. In pratica, la Giunta comunale invita pubblicamente a votare il governo provinciale in carica ascrivendo come principale motivazione, quella di aver ricevuto “attenzioni” (contributi?) dall’attuale esecutivo provinciale''.
La cosa incredibile è che il sindaco e la vicesindaca questo endorsement maldestro e inquietante lo hanno messo addirittura in un video, quindi tutto è ancor più palese, caricato su una pagina Facebook utilizzata normalmente per le comunicazioni di servizio del Comune e collegata al sito istituzionale dello stesso comune. ''L'utilizzo politico/partitico a pura propaganda elettorale di un sito istituzionale è non solo evidente ma anche sfacciatamente motivato: siccome sono arrivati i "finanziamenti" allora si deve votare per il governo provinciale e non solo, "siamo costretti a candidare con loro". Non entro nel merito dei "finanziamenti" (peraltro da tempo programmati da altri e dovuti). Ciò che più conta è la dimostrazione di come la nostra Autonomia sia sempre più' ridotta a un mero "collocamento" di risorse totalmente privo di rispetto dei ruoli istituzionali. E che ne sia complice e artefice un sindaco fa ancora più' male. Povero Trentino''.
Per CasaAutonomia poi la famigerata lista Spinelli altro non è che una lista leghista camuffata. ''Afferma di rifiutare un approccio ideologico politico dove invece di politica ce n'è eccome. La tanto decantata come civica, “Lista Spinelli” è in realtà una normalissima lista di destra. Spinelli è infatti regolarmente iscritto da anni alla Lega. Ha pellegrinato regolarmente a Pontida e sostiene un presidente della Lega. Candidato che per altro ha già promesso la vicepresidenza ai destrissimi Fratelli d'Italia. Più destra di così? E’ più che comprensibile, che poi si voglia far passare per sostegno corale quello di una per altro rispettabilissima figura femminile che però sempre a destra si schiera. Nel frattempo - concludono Dallapiccola e Demagri - il gossip locale narra delle malcelate intenzioni andate a cattivo fine di un primo cittadino tentato da tempo ad un lancio di se stesso verso piazza Dante. Probabilmente, l’aver tergiversato così a lungo lo ha infine portato a decidere per la desistenza. Forse, la questione è connessa agli scarsi risultati che i sondaggi consegnano all'unica lista di Fugatti ancora aperta. Molti chiamati, pochi eletti sembrano il destino dei fedeli di Spinelli, con l'unica certezza disponibile da subito. Le dimissioni da Sindaco. Possiamo capire ma non condividere. Qui, la confusione tra il piano istituzionale e quello politico elettorale si fa davvero pesante''.












