Sanità, Campobase: "Un tecnico come assessore? Non serve. A mancare in questi anni è stata la politica capace di ascoltare"
Per la segreteria di Campobase: “Cosa c’è di più 'politico' del governo della sanità? È o non è il bisogno primario dei cittadini, al quale un Governo dell’Autonomia deve corrispondere"

TRENTO. “Verrebbe da pensare che la continuità del 'buon governo' sbandierata in campagna elettorale e ratificata dalla maggioranza di chi si è recato alle urne era solo uno slogan. Tanto che ora si va alla ricerca di un 'tecnico' che metta rimedio al disastro”. Usa queste parole la segreteria provinciale di Campobase per commentare l'ipotesi ventilata in questi giorni di un assessore tecnico alla guida della Sanità provinciale.
Una scelta definita “Curiosa” da Campobase. “Cosa c’è di più 'politico' del governo della sanità? È o non è il bisogno primario dei cittadini, al quale un Governo dell’Autonomia deve corrispondere? Serve o no innanzitutto una 'politica sanitaria' che fissi gli obiettivi, stanzi le risorse necessarie e costruisca strategie entro le quali i 'tecnici' possano operare con la loro professionalità? Di 'tecnici' ne abbiamo già”.
Campobase fa riferimento ai tanti tecnici già presenti dal Direttore Generale del Dipartimento (con tutta la sua sua struttura) e un Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria (con tutta la sua struttura).
Ci sono poi i medici e ora la Facoltà di Medicina.
“Ci mancano 'tecnici'? No. Ci è mancata (e ci manca) – spiega nella nota la segretaria provinciale di Campobase - una Politica per la Sanità e per le Politiche Sociali, che sappia ascoltare gli operatori e decidere secondo un disegno di società condiviso e avanzato, su questo come sugli altri campi di vitale interesse per la comunità. Non è una mancanza alla quale si possa ovviare con una 'foglia di fico', per quanto tecnicamente autorevole”.














