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| 23 lug 2023 | 19:32

Scuole d'infanzia a luglio, assemblee sindacali in serie bloccano il servizio. I genitori: ''Situazione difficile". Bisesti: "Non si protesta sulla pelle delle famiglie"

Contro l'apertura delle scuole materne a luglio i sindacali hanno indetto diverse giornate di assemblea e tutto questo ha creato un servizio a singhiozzo dove a rimetterci, purtroppo, sono bambini e genitori

Scuole d'infanzia a luglio, assemblee sindacali in serie bloccano il servizio

TRENTO. “Vanno bene le proteste sulle scelte politiche ma quando queste vanno a ricadere sui bambini e su tante mamme e papà bisogna dire basta”. L'assessore provinciale Mirko Bisesti stigmatizza quello che in queste settimane sta avvenendo all'interno delle scuole d'infanzia in Trentino.

 

Nonostante nel mese di luglio le scuole siano aperte per dare un aiuto ai genitori che non hanno mesi di stop dal lavoro, i sindacati stanno continuando ad organizzare giornate di assemblea. Tutto questo, nonostante sia uno strumento garantito dalla legge, sta rendendo la situazione davvero difficile con effetti che ricadono su chi si trova già in difficoltà.

 

Sono già diversi i genitori che in questi giorni hanno scritto a il Dolomiti per denunciare quello che sta accadendo. “Voglio segnalare il disappunto – scrive un padre - nel vedere utilizzato questo importante strumento di legge in maniera pretestuosa e strumentale, che crea un grave disagio alle famiglie e prima di tutto ai bambini . Non trova altrimenti alcuna giustificazione fissare ben tre assemblee nel mese di luglio, di cui due a distanza di due giorni, della durata di 1/2 ore, all'apertura della scuola”.

 

E altre e-mail di genitori che si trovano a fare i salti mortali per riuscire a stare al passo con gli orari di assemblea e di lavoro di maestre e maestri. “Il mio punto di vista – spiega a il Dolomiti l'assessore Mirko Bisesti – è che siamo davanti ad un servizio pubblico, un servizio pagato dai contribuenti e stiamo parlando di lavorati pubblici come lo sono tutti quelli che lavorano ogni giorni negli uffici provinciali che sono aperti. Ci sono scelte e ci sono forme di protesta ma creare un disservizio a bimbi e genitori non è giusto”.

 

Una situazione, continua l'assessore “che va a creare un clima negativo”. “Si contesta la scelta politica e non c'è alcun problema nel farlo ma non deve ricadere sulle famiglie. E' bene chiarire ancora una volta che i genitori che portano i bimbi a scuola a luglio sono genitori che lavorano. Giovani coppie che non possono permettersi di mandare il figlio a mille euro con servizi esterni piuttosto che altro”.

 

E sono diversi, purtroppo, le situazioni difficili che le famiglie si trovano a dover gestire. “Ci sono state proteste davanti la sede della Provincia ma non devono trasformarsi in disservizi. Ci sono genitori – conclude Bisesti – che per gestire la giornata stanno facendo davvero tripli salti mortali, e quello che sta avvenendo non va bene”.

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