"Si ruba ai poveri per dare ai ricchi", il gruppo Insieme per Auronzo continua ad opporsi al progetto Meister
Tornano alla carica i consiglieri di "Insieme per Auronzo", decisi a fermare il progetto della famiglia Meister. "La delibera presentata al Consiglio Comunale penalizza proprietari terrieri che per anni hanno pagato i relativi tributi, quale terreno edificabile, trovandosi oggi ad essere possessori di aree di valore irrisorio"

AURONZO DI CADORE. Continua la strenua opposizione degli auronzani al villaggio di lusso della famiglia meranese Meister, nonostante le decisioni del Comune che sembra propendere verso l’approvazione. Perplesso soprattutto il gruppo di minoranza “Insieme per Auronzo”, che attraverso un comunicato stampa si dice “alquanto disorientato dal modus operandi dell’amministrazione comunale”.
“A che punto sono le trattative con le Regole, la Società Auronzo d'Inverno, l'Ente Cooperativo, l'Azienda Agricola val d'Ansiei, il Consorzio Turistico?”, chiedono. “Nell’anno di governo dell’attuale Giunta si è tolta edificabilità alle proprietà di cittadini auronzani, con il rischio di offrirla agli Altoatesini. Infatti la delibera presentata al Consiglio Comunale del 24.08.2022, primo Consiglio Comunale della nuova Amministrazione, ha adottato la variante Raimondi (L.R. 14 / 20) per ridurre il consumo del suolo, penalizzando proprietari terrieri che per anni hanno pagato i relativi tributi, quale terreno edificabile, trovandosi oggi ad essere possessori di aree di valore irrisorio”.
Ma non finisce qui. Stando a quanto scrive il gruppo di minoranza, “pochi mesi dopo, battendo ogni record di velocità burocratica, il Sindaco e la Giunta hanno varato una delibera con la quale sancire che il progetto del villaggio di lusso della Famiglia Meister nell'area verde di Collalto, di alto valore paesaggistico, è di rilevante pubblica utilità”.
Si sono fatti subito sentire i cittadini e le associazioni ambientaliste, che hanno cercato di ostacolare il progetto con una petizione che, stando a quanto dichiarato dal gruppo Insieme per Auronzo, ha raccolto più di 35 mila firme. Varata anche un’azione legale nei confronti del decreto.
“Ci preme evidenziare - scrivono i consiglieri comunali - che quei terreni che oggi sono valutati 1 € / mq, diventando edificabili acquisirebbero una potenzialità di 200€/mq. In pratica, analizzando le scelte, si potrebbe asserire che si ruba ai poveri per dare ai ricchi”.
“Doveroso sottolineare – proseguono - che la passata Amministrazione aveva sì commissionato all'arch. Rimondi lo studio per il consumo del suolo, ma soprattutto per non danneggiare alcuni nostri concittadini aveva chiesto allo stesso che vi apportasse delle modifiche. L'iter non era stato completato, usufruendo di una deroga dovuta al Covid, anche per poter inserire la zona dello stadio del ghiaccio tra le aree degradate e poter così ottenere degli specifici finanziamenti per la sua riqualificazione; rileviamo che l'attuale Amministrazione ha subito provveduto a chiudere la pratica causando danno a molti concittadini, ai quali ora non rimane che presentare ricorso”.
“La linea adottata sinora evidenzia come si stia bloccando e disfando quanto fatto in precedenza, spesso in contrasto con i reali interessi del paese”, accusa il gruppo Insieme per Auronzo. Ma, secondo i consiglieri di minoranza, nel mirino dell’attuale Giunta non ci sarebbe solo la zona dedicata al villaggio della famiglia Meister.
“Ricordiamo che era stata presentata dalla precedente Amministrazione una delibera per l'acquisizione da parte del Comune dell'area Monti, con la prospettiva di utilizzare detti spazi come magazzini comunali e sede di Associazioni di volontariato, con conseguente abbattimento di rilevanti costi per gli affitti ed annullamento di tanti viaggi quotidiani fino a Cima Gogna da parte di dipendenti comunali, che si traducevano in spesa e perdita di tempo. Era la logica del “buon padre di famiglia” attento all'utilizzo del denaro, cercando di far quadrare i bilanci: nell’ultimo Consiglio Comunale il Sindaco ha risposto in merito affermando che non vi è più un interesse di acquisizione, senza motivare la decisione e spiegare cosa si voglia realizzare in quell’area…il nostro timore è che si decida di autorizzare la realizzazione di un centro commerciale”, concludono.


















