Spinelli su Vannacci: ''Libertà di opinione non si tocca''. Ma il prof di giurisprudenza avvisava gli studenti: ''Per chi la pensa così meglio l'esame di karaoke e balli di gruppo''
L'assessore tecnico oggi candidato politico nella lista Fugatti ha deciso di comunicare a tutti (tra l'altro con un post poi corretto dove specifica di non condividere i pensieri del generale) il suo pensiero sulla polemica in corso sul libro dell'ex generale della Folgore aggiungendo (come se fosse un merito): ''Se è primo in tutte le classifiche un motivo ci sarà, o sbaglio??!''. Pubblichiamo, però, il post del professore Guido Saraceni del 20 agosto che spiega perfettamente perché la libertà di espressione del pensiero non è un diritto assoluto

TRENTO. Achille Spinelli bocciato senza appello. Per lui potrebbe esserci il via libera ''all'esame di karaoke e balli di gruppo uno'' per citare Guido Saraceni, professore associato di Filosofia del Diritto della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo. Davvero ci mancava che l'assessore allo sviluppo economico della Provincia di Trento entrato nella giunta Fugatti come tecnico e ora candidato come politico nella lista Fugatti Presidente, ci dicesse la sua sulla polemica dell'estate: il libro ''Il Mondo al Contrario'' del generale Roberto Vannacci.
Un testo che, come noto, snocciola una serie di giudizi omofobi e prese di posizioni contro femminismo, migranti e ambientalismo usando, tra l'altro, argomentazioni platealmente contro i valori della Costituzione spiegando che "se queste è l’era dei diritti, allora, rivendico a gran voce anche il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute". Quindi nel libro si è esibito in frasi di questo tipo parlando di omosessuali e coppie gay: “Normali non lo siete, fatevene una ragione!” E ancora: “La normalità è l’eterosessualità. Se a voi tutto sembra normale, invece, è colpa delle trame della lobby gay internazionali”. E, pur essendo un servitore dello Stato, voli pindarici sulla una ipotizzata legittima difesa travalicando qualsiasi bilanciamento negli interessi in gioco: se un ladro entra in casa “perché non dovrei essere autorizzato a sparargli, a trafiggerlo con un qualsiasi oggetto mi passi tra le mani”, “se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce, ammazzandolo, perché dovrei rischiare di essere condannato?”. Che è un po' come dire: ''Posso ammazzare se qualcuno minaccia, o credo minacci, la mia proprietà''. Il tutto travalicando la legge e quanto dovrebbe essere garantito prima dalle forze dell'ordine e poi dal sistema giudiziario.
Ovviamente qualsiasi carica istituzionale ha dovuto prendere le distanze dalle farneticazioni del generale dei Parà. L'Esercito ha "preso le distanze" affermando che non era a conoscenza "dei contenuti" del libro. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avviato un'azione disciplinare (Vannacci è stato destituito) esortando, via social, a "non utilizzate le farneticazioni personali di un generale in servizio per polemizzare con la Difesa e le forze armate".
Oggi il candidato Achille Spinelli (che in qualche modo si spaccia per moderato e liberale) ha voluto spiegare a tutti che ''se il libro di Vannacci è primo in tutte le classifiche un motivo ci sarà, o sbaglio??!?''. E quindi la spiegazione (con correzione successiva perché forse era meglio aggiungere ''su cui personalmente non concordo''): ''Lui, lo vedete qui in foto, è il generale Roberto Vannacci: tre lauree, un curriculum militare di assoluto rispetto, ha scritto un libro, Il Mondo al Contrario, nel quale parla della deriva dei valori e contesta il cosiddetto "politicamente corretto". A parte le sue idee, condivisibili o meno, a parte alcuni toni e alcune tesi che naturalmente ognuno può giudicare come crede (e su cui personalmente non concordo aggiunto successivamente), quel che trovo letteralmente insopportabile è che si possa anche solo lontanamente pensare di censurare un pensiero solo perché "dà fastidio". No, la libertà di opinione non si tocca, e anche la sinistra, che tanto su questi temi pontifica, dovrebbe capirlo''.
Ed è proprio questo il problema. La libertà di opinione va sempre tutelata e rispettata ma non quando si scontra con altri valori costituzionalmente garantiti. Lo spiegava perfettamente il 20 agosto il professor Guido Saraceni, dottore di ricerca in filosofia del Diritto (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) e professore Associato di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo. Vicedirettore della Scuola di Specializzazione in Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione, Vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici di Teramo e membro del comitato direttivo della rivista Teoria del Diritto e dello Stato.
Ecco la sua riflessione: ''Avviso agli studenti di diritto costituzionale. Chiunque tra di voi avesse pubblicato un post in cui afferma che il generale Vannacci ha il diritto di scrivere ciò che vuole, in ragione dell’art. 21 della Costituzione, è pregato di sostituire il vino con l’acqua, il mojito con il the e gli studi di Giurisprudenza con il corso di laurea triennale in Scienze teoriche dei giochi da spiaggia per persone intellettualmente poco dotate. La libertà di espressione del pensiero non è un diritto assoluto, deve essere contemperata con altri e altrettanto importanti diritti di pari rango costituzionale - come, ad esempio, la dignità altrui (per Spinelli rileggere le frasi di Vannacci su gay e omosessuali per capire ndr). Peraltro, la costituzione (ex art. 54) pretende espressamente “disciplina ed onore” da chi svolge una funzione pubblica. Sperando di essere stato chiaro, vi auguro una buona estate. E buona fortuna con l’esame di “karaoke e balli di gruppo uno” - fondamentale obbligatorio del primo anno, 9 CFU. Cialtroni''.














