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| 05 lug 2023 | 19:38

Telefonata di Fugatti a Urzì che ''blasta'' (un pochino) il Patt: ''Senza di noi non si vince. L'ossatura di governo sarà quella nazionale: Fdi, Lega, Forza Italia e Noi Moderati''

Ieri le forze composte dagli uomini di governo di Fugatti hanno dato mandato al presidente uscente di parlare con Fratelli d'Italia. Oggi la telefonata. Urzì: ''Era meglio fosse arrivata sei mesi fa ma alla fine, come dicevamo, è arrivata''. Ma non si parte dal candidato presidente: ''L'oggetto dell'incontro? Per quanto riguarda Fdi, la offerta di disponibilità da parte dell’attuale gruppo di assessori che attualmente governa la provincia ed il Patt ad accogliere le precise condizioni che Fratelli d’Italia intenderà porre sul tavolo''

Telefonata di Fugatti a Urzì che blasta'' (un pochino) il Patt: Senza di noi non si vince

TRENTO. ''Mi telefoni o no, mi telefoni o no Chissà chi vincerà'', cantava Gianna Nannini in Fotoromanza. Alla fine ha vinto Alessandro Urzì e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha telefonato. ''Una chiamata gradita - spiega - assolutamente cordiale, utile solo a prevedere a richiesta del presidente uscente un colloquio''. Insomma siamo all'appuntamento. No, non quello di Mina (anche se il testo anche in questo caso non stona: ''Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già/ Che oggi quasi certamente / Sto sbagliando su di te'') quello che il numero uno della Lega del Trentino ha avuto mandato di organizzare con Fratelli d'Italia dai suoi assessori e dai movimenti che lo sostengono (di fatto il Patt con dentro Progetto Trentino e Autonomisti popolari, Gottardi con La Civica e un po' di centrodestra).

 

Dopo mesi di ''schiaffi'' (figurati) e critiche (anche piuttosto pesanti) ad oggi siamo all'avvicinamento vista anche l'aria che tirava a destra con ombre sempre più delineate che rendevano davvero concreta l'ipotesi due blocchi. L'idea che l'ex senatore della Lega Sergio Divina potesse formare una sua lista forte e appetibile anche per leghisti della prima ora e scontenti della gestione fugattiana, in appoggio a un Fratelli d'Italia che, volente o nolente, si appresta a fare bottino pieno di voti prosciugando le percentuali della Lega del 2018 (quella, per intenderci, che ha vinto perché Salvini navigava con il vento in poppa ed era ancora distante un anno dal Papeete) ha spaventato e non poco il blocco governativo. 

 

Ieri, così, l'area che sostiene da sempre Fugatti come unico candidato possibile ha dato mandato allo stesso Fugatti di trattare con Fratelli d'Italia e oggi è arrivata la telefonata. ''C’è voluto l’avvicinarsi della scadenza elettorale per ottenere il miracolo atteso della chiamata del presidente uscente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti a Fratelli d’Italia - commenta la segreteria di Alessandro Urzì -. L'appuntamento si terrà, forse già in settimana, compatibilmente con gli impegni parlamentari del commissario provinciale, con come oggetto, per quanto riguarda FdI, la offerta di disponibilità da parte dell’attuale gruppo di assessori che attualmente governa la provincia autonoma di Trento ed il Patt ad accogliere le precise condizioni che Fratelli d’Italia intenderà porre sul tavolo del confronto su alcune delle questioni cardine per lo sviluppo del Trentino, dalle scelte in materia di riorganizzazione della amministrazione provinciale, di grande viabilità, servizi al cittadino, interventi sui grandi predatori e piano di gestione dell’emergenza sinora inattuato, politica regionale tesa anche a rinsaldare i rapporti con il motore economico del nord-est, e radicale riforma della sanità e del sistema scolastico partendo dagli errori e le sottovalutazioni di questa legislatura''.

 

Insomma prima Fugatti dovrà fare una sorta di ''mea culpa'' per i (tanti) errori commessi e poi dovrà anche palesare alcuni ''istinti'' che rischieranno di fare poco piacere ai suoi nuovi alleati fedelissimi del Patt (''rinsaldare i rapporti con il motore economico del nord-est'' non è la classica frase ''stringere i rapporti con l'Alto Adige, il Tirolo e l'Euregio'' che si sente in casa autonomista). ''Di certo Fratelli d’Italia cessa la funzione di mero supporto esterno alla futura maggioranza - prosegue la segreteria di Urzì - aspirando al ruolo guida dal punto di vista elettorale, calcolato sul consenso e numero degli eletti. Scelte che mai potranno essere fatte prima del voto. Fratelli d’Italia non intende in alcun modo discutere, se non è funzionale per altre ragioni, di assessorati, poltrone o incarichi prima del voto rinviando agli equilibri determinati dettati dal voto del 22 ottobre le scelte che riguarderanno la composizione della giunta e le opzioni strategiche di governo del territorio''.

Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia ha tenuto a ricordare che le definitive decisioni sulla forma della coalizione e ''la scelta del candidato presidente non potranno che riguardare necessariamente un accordo che riguardi e coinvolga anche, come in tutta Italia, i partiti nazionali che sono l’ossatura della futura coalizione di governo provinciale, ad iniziare da Fratelli d’Italia passando per Lega, Forza Italia e Noi Moderati.'' Anche questo un messaggio forte e chiaro al Patt che se vuol fare la stampella della Lega può anche farlo ma al blocco di governo nazionale (quindi Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) serve a poco. E poi l'ennesima stoccata: ''I colloqui non potranno che avvenire in quella sede senza necessariamente coinvolgere lo stesso Fugatti ma, come ovvio, le rappresentanze territoriali dei partiti nazionali. Ma i colloqui ci saranno''.

Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha avuto occasione di rallegrarsi all’interno del partito dell’atto di considerazione necessaria verso il proprio per trasformare una agglomerazione di forze nazionali e locali di tutto rilievo, ma allo stato per questioni di numeri perdente, in una coalizione grazie a Fratelli d’Italia vincente. Sarebbe stato meglio sei mesi fa - ha commentato Urzì sorridente con i suoi collaboratori - ma vedete che come dicevamo la telefonata infine sarebbe arrivata. Senza di noi infatti non si vince”. 

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