Urzì in Val di Sole incontra la famiglia Papi: ''Non hanno mai ricevuto scuse ufficiali dalle istituzionali. Noi in campo per mantenere le promesse''
Il commissario provinciale di Fratelli d'Italia è stato a Caldes e ha incontrato la famiglia di Andrea Papi: ''Non fare nulla oggi significherebbe far esplodere a livelli insopportabili la popolazione locale di grandi predatori. E questo il Trentino non lo può sopportare. Dalla prossima settimana saremo già al lavoro per ottenere non senza difficoltà i risultati che abbiamo promesso alla famiglia Papi e ai cittadini dell’arco alpino tutto''

TRENTO. "Come commissario provinciale di Fratelli d’Italia nei giorni scorsi sono stato in visita in Val di Sole (Tn) dove ho potuto aggiornarmi in presa diretta sul sentimento popolare dei residenti e degli operatori economici per la presenza, in un territorio a forte antropizzazione, di orsi selvatici. Ho incontrato in questa circostanza la famiglia Papi, stretta attorno al ricordo del figlio Andrea, a cui ho espresso non solo tutta la vicinanza morale di Fratelli d’Italia (testimoniata nell’immediatezza dei fatti già dalla telefonata personale della premier Giorgia Meloni) verso i due genitori, la sorella e la fidanzata che sono stati travolti da un evento indescrivibile, ma ho anche rinnovato l'impegno affinché la questione non rimanga in un limbo eterno''. Così il commissario provinciale di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì dopo la visita a Caldes alla famiglia Papi sconvolta a inizio aprile nei boschi vicino a casa da un'orsa con i cuccioli mentre era andato a correre.
Urzì spiega che ''il progetto iniziale sfuggito di mano che ha portato a una moltiplicazione degli esemplari potenzialmente pericolosi e la mancata previsione di forme di prevenzione a favore delle popolazioni e dell’economia locale sono temi che ovviamente non possono non rimanere fra i centrali dell’agenda politica dei prossimi mesi''. Una situazione, va sottolineato, sfuggita di mano, se si vuole usare questi termini, perché la politica provinciale non è stata in grado di mettere in campo alcuna politica di gestione del fenomeno e, soprattutto in questi 5 anni di Giunta Fugatti, si è totalmente disinteressata al tema salvo rincorrere le emergenze sempre e solo a fatti compiuti e, tra l'altro, sempre in modo scomposto e e macchinoso (quando già oggi con le leggi in campo si potrebbe strutturare una buona gestione del fenomeno e intervenire qualora si presentino delle criticità).
Negli ultimi giorni si è assistito al teatrino elettorale con i poveri sindaci della Val di Sole usati per far fare una passerella al ministro delle infrastrutture Salvini, in vacanza a Pinzolo. Il presidente Fugatti l'ha fatto incontrare con i primi cittadini solandri che gli hanno consegnato un documento da portare in consiglio dei ministri (come se non ci fossero canali ufficiali e istituzionali per farlo) e lui ieri ha potuto far fare il suo ''spot'' elettorale dicendo, ''vedete abbiamo fatto arrivare la voce della Val di Sole in consiglio dei ministri''. Una brutta pagina di politica locale. Urzì comunque rilancia: ''A livello di parlamento e di governo anche con gli alleati siamo impegnati su più fronti e la nostra attenzione viene rivolta al rapido mutamento del quadro giuridico in cui poter collocare un’azione di contenimento. Ma in tutta questa vicenda rimane un sospeso: la mancata presentazione, alla famiglia della vittima - dopo gli episodi di aggressione che avevano preceduto quello ad Andrea - delle scuse ufficiali delle istituzioni''. Un tema questo emerso in quasi tutte le interviste pubbliche rilasciate dalla famiglia Papi.
''Fratelli d’Italia, che non ha alcuna responsabilità diretta (e che rivendica oggi invece una responsabilità fondamentale nei prossimi futuri cinque anni di governo provinciale, in piena sintonia con le iniziative già messe in campo dal governo nazionale sul tema) - prosegue Urzì - porge, attraverso il suo commissario le scuse della comunità tutta alla famiglia Papi per l’indicibile dolore subito. Responsabilità o no, e nel nostro caso non ne abbiamo, dobbiamo assumerci il dovere di farcene carico egualmente. Scuse quindi alla famiglia Papi, accompagnate da un impegno che non sarà smentito e su cui siamo già da mesi al lavoro. Il primo atto parlamentare a nostra firma (per l’esattezza a mia prima firma) risale al novembre del 2022. Quando era chiaro che dovevamo intervenire per riportare il progetto Life Ursus almeno alle previsioni iniziali di pochi esemplari''.
''Non fare nulla oggi significherebbe far esplodere a livelli insopportabili la popolazione locale di grandi predatori - conclude -. E questo il Trentino non lo può sopportare. Dalla prossima settimana saremo già al lavoro per ottenere non senza difficoltà i risultati che abbiamo promesso alla famiglia Papi e ai cittadini dell’arco alpino tutto, in particolare del Trentino e dell’Alto Adige (in questo quadro va considerato anche il filone legato alla proliferazione dei lupi)".














