Contenuto sponsorizzato
| 28 mar 2024 | 19:14

Doveva essere conclusa nel 2021 ma a marzo 2024 ancora si lavora, Fugatti spiega i ritardi per la Loppio-Busa: ''Opera epocale''

Finanziata e progettata ancora dal governo Rossi era la grande opera che si attendeva nell'epoca Fugatti ma dopo una legislatura e l'inizio di quella nuova ancora non si vede la fine. Il presidente Fugatti spiega come mai e fissa come data di consegna dell'opera giugno 2025

Doveva essere conclusa nel 2021 ma a marzo 2024 ancora si lavora

TRENTO. Nel 2020 in un comunicato trionfante della Provincia si leggeva che ''la consegna dell'opera è prevista nel dicembre 2021''. Sta finendo marzo 2024 e ancora la Loppio Busa è in corso d'opera. L'amministrazione Fugatti, insediatasi nel 2018 non si può certo dire che abbia brillato per opere pubbliche e se di cantieri ne sono stati annunciati molti e di sopralluoghi, con tanto di foto con caschetti in testa, ne sono stati fatti anche di più quella che è l'unica vera grande opera in corso di realizzazione, la galleria Loppio Busa risale addirittura al Governatore Ugo Rossi e all'ultimo governo di centrosinistra. Sono passati 7 anni dal finanziamento di quella che da tutti è sempre stata definita ''un'opera strategica per il futuro dell'Alto Garda'' eppure ancora non si vede la 'luce'. Oggi in Terza commissione è stato proprio il presidente Fugatti a riferire degli enormi ritardi chiarendo che ''è un'opera epocale per la Busa, che di conseguenza ha un costo importante e che sta procedendo tra difficoltà dovute anche a causa di quanto si è trovato nella perforazione della montagna, in particolare le quantità di acqua superiori alle previsioni''.

 

Poi, ha aggiunto Fugatti, ''c’è stato il Covid (sono, però, passati esattamente 2 anni dalla fine dello stato di emergenza legato alla pandemia ndr) che ha comportato ritardi e le criticità ordinarie per un’opera di questa portata. Infine - ha proseguito - va considerato il tema della discarica della Maza e della sua bonifica. Quindi si deve guardare a questa infrastruttura tenendo presente che si sta facendo una bonifica completa della discarica. Si stanno suddividendo i materiali della discarica con un lavoro minuzioso per mezzo di impianti di livello mondiale e in uno spazio ristretto, quello della vecchia discarica, che rende ancora più complesse le operazioni. Comunque - ha concluso Fugatti - la galleria oggi è conclusa come foro e si sta lavorando alla parte interna''.

 

L’ingegnere Luciano Martorano, dirigente del dipartimento infrastrutture, ha detto che alla Maza sono all’opera macchinari per separare i materiali tra i migliori 5 al mondo. Il progetto prevedeva mobilitazione di un milione di metri cubi di materiali, ma è stata trovata sotto l’impermeabilizzazione della discarica un’ulteriore quantità di rifiuti da trattare di circa 150 mila metri cubi. Comunque, la bonifica sarà completata tra fine 2026 e inizio 2027. Per quanto riguarda la galleria i lavori si dovrebbero concludere entro il giugno 2025, con un anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Anche se, come abbiamo detto le previsioni iniziali fissavano nella fine del 2021 e l'inizio del 2022 la consegna dell'opera (termine ribadito anche nel luglio 2020 durante la prima fase della pandemia) e poi nel 2022 si fissava il 2025 come termine. 

 

Dalla rotatoria di uscita dalla galleria fino al viadotto la strada sarà a tre corsie, invece nel tratto pianeggiante la sezione è prevista a due corsie. E’ previsto, inoltre, un ponte a campata unica sul Sarca di circa 90 metri e un viadotto di circa 100 metri. Verrà realizzato un tratto di ciclovia che si innesterà, passando sotto il ponte, sul percorso ciclabile esistente. Sul versante di Loppio si sta progettando un tratto in galleria di 650 metri per bypassare l’attuale tratto di statale in riva al lago e che si ricongiungerà alla nuova viabilità in costruzione. Infine, è stato ultimato uno studio sul traffico sullo stato attuale e sugli effetti che potranno avere gli interventi viabilistici previsti nella sequenza dei lotti.

 

Maurizio Fugatti ha ricordato che, purtroppo, ci sono stati incidenti dovuti alla complessità e all’imponenza dell’opera (le dimensioni della galleria sono il doppio di una normale) e quindi sono indispensabili le attenzioni e i tempi richiesti dalla sicurezza dei lavoratori. La consigliera Michela Calzà (Pd), che ha chiesto l’incontro di oggi pomeriggio, ha posto la domanda se sull’unità funzionale 4, che verrà gestita secondariamente, si sia già pensato ad un’ipotesi di tracciato. Sulla Maza quale sarà il destino del lotto 2 della discarica. Mentre, Vanessa Masè ha chiesto dove viene collocato il materiale estratto. L’ingegner Martorano ha detto che l’unità funzionale 4 prevede interventi sulla viabilità attuale, ma c’è comunque spazio per rivisitazioni. Per ciò che riguarda la discarica, alla Maza rimarrà solo parte del materiale non più inquinante. Il lotto 2 non sarà più usato come discarica e sarà chiuso, impermeabilizzato e ricoperto tenendo conto che non sarà più una ex discarica perché rimarrà solo materiale inerte. Gli altri rifiuti, invece, vengono portati in discariche specialistiche.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 15:45
Un guasto alla rete elettrica ha causato un serie di problemi a cascata, e le fiamme sono scoppiate in un locale tecnico
Cronaca
| 07 agosto | 15:34
La struttura, del peso di mille tonnellate, è stata traslata nella posizione definitiva, sopra il vecchio attraversamento fluviale, mediante [...]
Cronaca
| 07 agosto | 15:01
Andrea De Filippo, 51enne di Auronzo di Cadore deceduto a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha voluto lasciare il suo ultimo [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato