Contenuto sponsorizzato

Il "caso Avio": la mozione sulla violenza di genere viene bocciata dal Consiglio comunale. "Sono delusa e basita". La replica: "Iniziative già fatte"

"Non ho chiesto fondi, non ho messo paletti e non ho accusato nessuno di non aver fatto nulla: ho solo avanzato una serie d'idee e proposte che avrebbero dovuto essere il punto di partenza per un percorso ovviamente condiviso". E' diventata una questione politica" racconta l'ex vice sindaca e consigliera Lorenza Cavazzani. "La mozione è superata nei fatti, visto che tutte le iniziative indicate sono già state fatte e altre ve ne sono in programma" la replica del sindaco Ivano Fracchetti

Di Daniele Loss - 29 febbraio 2024 - 21:37

AVIO. Un tema - purtroppo - tristemente e continuamente attuale che riguarda l'intera società e che non risparmia alcun angolo d'Italia. Una questione "di civiltà" verrebbe da dire che, in questo caso, si è trasformata, perché altro risulta difficile pensare, in un mero discorso politico.

 

Perché, altrimenti, risulta difficile comprendere il motivo che lunedì sera ha spinto il consiglio comunale di Avio a respingere la mozione sulla violenza di genere presentata dalla consigliera d'opposizione Lorenza Cavazzani

 

"Sono basita: francamente pensavo che una mozione sul tema della violenza di genere passasse in tre minuti. Il mio voleva essere uno spunto di riflessione e un punto di partenza di un percorso da costruire tutti assieme" è il sunto del pensiero della consigliera Cavazzani, già vice sindaca del comune lagarino.

 

"La mozione è superata nella realtà dei fatti: siamo ovviamente molto sensibili al tema, abbiamo già effettuato una serie d'iniziative a riguardo e altre sono in programma", è la replica del primo cittadino aviense Ivano Fracchetti.

 

Lorenza Cavazzani è amareggiata, delusa, arrabbiata. E "basita", come ripete più volte nel corso dell'intervista, perché tutto si sarebbe aspettata ma non che la sua mozione, generale, stimolante e priva di qualsiasi polemica venisse respinta al mittente. Non all'unanimità, perché nella maggioranza c'è anche chi ha scelto di astenersi, vedi l'assessora Pamela Fugatti e il consigliere Daniele Campostrini.

 

"Sono sinceramente ancora turbata - racconta la consigliera aviense - come donna, mamma e nonna per quanto è accaduto perché, mai e poi mai, avrei pensato sarebbe andata a finire così. La mia era semplicemente una mozione di civiltà, che voleva essere prima di tutto un'ulteriore presa di coscienza generale e un incentivo a fare qualcosa di più e di diverso per contrastare un fenomeno dal quale il Trentino non è, purtroppo, immune, come testimonia quanto accaduto a gennaio ad Ester Palmieri. Non ho chiesto fondi, non ho messo paletti e non ho accusato nessuno di non aver fatto nulla. Ci mancherebbe. Semplicemente ho avanzato una serie d'idee e proposte che avrebbero dovuto essere il punto di partenza per un percorso ovviamente condiviso. Mi sono sentita rispondere che queste iniziative erano già state fatte e che ad alcune "non era venuto nessuno": io credo che quando si parla di violenza di genere non possa esistere "l'abbastanza" o il "già fatto" e, soprattutto, si debba sempre continuare a pensare ad altre forme di sensibilizzazione e prevenzione, più moderne e - mi auguro - maggiormente efficaci. Mi riferisco, ad esempio, alla promozione dell'iniziativa "Chiedi di Angela": l'idea era semplicemente quella di organizzare una serata con le associazioni e gli esercenti e chiedere loro la disponibilità ad affiggere un manifesto all'interno dei propri locali per divulgare e spiegare un progetto a carattere nazionale che potrebbe essere di grande aiuto nel combattere il fenomeno della violenza di genere".

 

Niente da fare, dalla maggioranza è arrivato un "no" secco.

 

"Mi è stato risposto così - ribadisce Lorenza Cavazzani - e sono indignata, perché quella che era, è e sarà sempre una questione culturale, sociale e civile si è trasformata in una questione politica. L'ho detto, durante il consiglio, che di questo comportamento inaccettabile ne dovranno rispondere ai cittadini. Stamattina alle 9 il mio telefono era già scarico: ho preso tanti, ma tanti messaggi di solidarietà e mi sono commossa. Resta la gravità di una decisione incomprensibile. Qui la politica non c'entrava nulla, ma proprio zero. L'intento era ben altro. Ah, vorrei aggiungere un'altra cosa: quando si parla di eventi o incontri ai quali "non è venuto nessuno" bisogna domandarsi il perché non c'è stata partecipazione e non meramente prendere atto della cosa e girarla a proprio favore".

 

Ma, in sostanza, quali erano le richieste della consigliera contenute nella mozione?

 

"Si ritiene opportuno ed urgente impegnare l'Amministrazione - si legge nel documento -, in particolare la presidenza del consiglio tramite il proprio patrocinio e gli assessorati con competenze sociali ed educative ad attivarsi per:

- organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della non violenza di genere coinvolgendo le realtà, anche private, del territorio

- collaborare con la locale istituzione scolastica per promuovere percorsi conoscitivi sulla parità di genere, con l'obiettivo di sensibilizzare i nostri ragazzi e dare loro strumenti per prevenire, contrastare e denunciare eventuali atti violenti

- inserire nella home page del sito web dell'Ente e dare adeguata pubblicità al numero unico antiviolenza 1522

- collocare sulla panchina rossa presente sul territorio una targa con l'indicazione del suddetto numero verde attivo 24 ore su 24

- promuovere iniziative concrete e gratuite ad hoc: culturali (incontri con associazioni, esperti, ecc) e specifiche (divulgazione mirata delle richieste d'aiuto codificate - come "Chiedi di Angela -  e primi atti di difesa dall'aggressione per le donne)".

 

Insomma, niente di trascendentale, anzi. Una serie di spunti per il futuro per continuare ad operare in prima linea contro un fenomeno dilagante che sta "avvelenando" la società.

 

In poche ore la notizia ha fatto il giro del Trentino, creando una sorta di "caso Avio". L'Amministrazione Comunale ha deciso di non divulgare alcuna nota ufficiale (visto l'eco della vicenda un comunicato ci sarebbe stato eccome, ma tant'è) e, allora, abbiamo interpellato direttamente il sindaco Ivano Fracchetti, stupito dal clamore della notizia.

 

"Francamente non ho capito e non capisco il senso della polemica - queste le parole del primo cittadino di Avio - perché è stato risposto che la mozione la consideriamo superata nei fatti, visto che tutte le iniziative indicate nella mozione sono già state fatte e altre ve ne sono in programma. Sono state installate due panchine rosse, una nella zona del Bicigrill e l'altra in piazza, abbiamo partecipato ad una serata informativa organizzata dalla Pro Loco di Ala, siamo andati nelle scuole e, dunque, non ci siamo mai dimostrati né insensibili né immobili di fronte ad un tema che riteniamo importante e che merita la massima attenzione. E che abbiamo sempre trattato con attenzione e in maniera concreta. Se la proposta fosse stata diversa, innovativa allora sarebbe stato differente".

 

A questo punto viene da pensare che, per la maggioranza, l'approvazione della mozione avrebbe significato ammettere che non si è fatto abbastanza. E che qualsiasi iniziativa futura sarebbe stata considerata "merito" della mozione. Basta leggere il testo del documento, invece, per capire che i toni, assolutamente concilianti e propositivi, avevano tutt'altro intento e non certamente quello di provocare polemiche o frizioni

 

Di sicuro c'è che, questa volta, l'Amministrazione comunale di Avio ha fatto una brutta figura. Perché sì, non possiamo che essere d'accordo: per combattere la violenza di genere in tutte le proprie forme ed estensioni non esistono il "già fatto" e "l'abbastanza". E, di fronte alle battaglie di civiltà, non esistono colori politici, maggioranza o minoranza. Forse, però, per tutti non è così.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
13 aprile - 19:52
Il video della titolare del Perla Bar in via Belenzani sui social dopo la multa ricevuta venerdì sera per aver fatto 15 minuti di musica in più : [...]
Cronaca
13 aprile - 19:02
La macabra scoperta ad Aprica, in Provincia di Sondrio, dove a quanto pare la famiglia si era trasferita durante la pandemia. Da quanto emerso pare [...]
Cronaca
13 aprile - 17:47
Il comune di Santa Giustina ha predisposto il ripristino dell'area: l'altana è stata costruita in una zona di proprietà del demanio idrico. Gli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato