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Belluno
24 gennaio | 10:57

In Senato "Sì" all'Autonomia differenziata, il movimento Bard: "Da sei anni aspettiamo risposte: un primo passo ma non ci si dimentichi di Belluno"

Nelle scorse ore il Senato ha votato "Sì" all'Autonomia differenziata. A intervenire il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti: "I bellunesi si sono mossi prima della regione, con i referendum, nei quali le comunità bellunesi vedevano la possibilità di attuare le politiche per la montagna che si vedono oltre confine a Trento e Bolzano"

BELLUNO. "Da sei anni e mezzo aspettiamo risposte alla richiesta di decine di migliaia di bellunesi". Questo il commento di Andrea Bona, presidente del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti. "Il voto di martedì 23 gennaio è solo il primo passo del lungo cammino verso l’autonomia regionale, ma chiediamo che in questo percorso qualcuno non si dimentichi di Belluno".

 

Nella giornata di ieri il Senato ha approvato con 110 "Sì", 64 "No" e 3 astenuti il provvedimento sull'Autonomia differenziata, misura che permette alle Regioni a statuto ordinario di chiedere di gestire autonomamente fino a 23 materie (dai servizi sanitari ai trasporti passando per la sicurezza sul lavoro e l’istruzione) e relative imposte. Ora la partita passa alla Camera.

 

"In questa giornata in cui i partiti che governano il Veneto e l’Italia esultano per la prima approvazione del disegno di legge sull’autonomia differenziata, noi rilanciamo forte l’appello: non dimenticatevi di Belluno", il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti richiama l’attenzione della politica nazionale sull’autonomia provinciale, nel giorno della prima approvazione al Senato del Ddl Autonomia.

 

In occasione del referendum per l’autonomia regionale del 2017, i cittadini bellunesi vennero chiamati a votare anche per l’autonomia provinciale, indicando in maniera schiacciante la loro volontà.

 

Il presidente del Bard Andrea Bona ha esordito ricordando che “la costituzione italiana recita che la Repubblica riconosce le autonomie locali e che, in questo caso, sono state richieste con il maggior strumento di democrazia e cioè quello del referendum popolare”. Ha poi aggiunto che “i bellunesi si sono mossi prima della regione, con i referendum per il passaggio di regione, nei quali le comunità bellunesi vedevano la possibilità di attuare le politiche per la montagna, quelle contro lo spopolamento e altre politiche del vivere in montagna che si vedono oltre confine a Trento e Bolzano”.

 

Sugli ultimi sviluppi ha aggiunto che “I referendum dei comuni come Lamon, Sovramonte e gli ex asburgici hanno segnato la strada per il Veneto, una strada che va percorsa fino in fondo a favore di noi stessi e dei nostri territori alla ricerca della felicità nei territori dove siamo nati e vogliamo vivere. Il trattamento inflitto alla provincia di Belluno negli ultimi anni con il taglio di tutte le risorse agli enti locali, la distruzione dell’ente provinciale, tanto più in una terra abitata da una consistente minoranza linguistica è una vergogna per tutta la nazione a cui bisogna porre al più presto rimedio. Questo è l’impegno che deve assumersi il governo e portarlo a compimento nel più breve tempo possibile dando la possibilità a chi vive in questa terra di vivere in pace e prosperità”.

 

Il provvedimento non è ancora legge: ora il testo proseguirà il percorso alla Camera e poi dovrebbe tornare in Senato per un altro passaggio se i deputati dovessero introdurre delle modifiche.

 

“I referendum per il passaggio di regione hanno portato anche all’istituzione dei Fondi dei Comuni Confinanti e, senza questi, non si sarebbe nemmeno arrivati al referendum regionale. Si è sempre detto che l’autonomia provinciale avrebbe fatto seguito a quella del Veneto, ma il tema sembra sparito dalle agende politiche locali, regionali e nazionali. “Fino a quando non avremo risposte, noi continueremo a ricordare a tutti che la volontà dei cittadini va rispettata”, ha concluso il movimento Bard.

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