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Trento
09 maggio | 20:37

A Riva del Garda nessun apparentamento per i candidati al ballottaggio: anche Silvia Betta correrà da sola. E la Lega sparisce dall'unico comune dove era al comando

Forza Italia e Rivanità concedono l'appoggio "esterno" a Silvia Betta, che invita tutti ad andare a votare "per contrastare la deriva ideologica e identitaria della sinistra estrema". La bocciatura per l'ex sindaca e il Carroccio è stata totale da parte degli elettori: la Lega ha raccolto appena il 4,46% a fronte del 13,06% dei 2020, le preferenze complessive sono state appena 323 contro le 1.055 di cinque anni fa

RIVA DEL GARDA. Nessun apparentamento ufficiale, né a sinistra (Qui articolo), né a destra: a Riva del Garda, al ballottaggio, sarà Alessio Zanoni contro Silvia Betta. Da una parte il centro sinistra e le otto liste che sostengono Zanoni, dall'altra l'ex vice sindaca con le sue cinque liste e l'appoggio "esterno" di Forza Italia, che al primo turno supportava Carlo Modena e Rivanità, la lista unica del candidato sindaco Paolo Grossi.

 

Nessuna intesa messa "nero su bianco", dunque: Zanoni per motivi ovviamente ideologici (pensiero e programma divergono da quelli di tutte le altre coalizioni), Silvia Betta perché la presenza della Lega e dell'ex sindaca Cristina Santi avrebbero reso impossibile trovare una "quadra". E, allora, meglio andare in solitaria dopo la "bagarre" che ha contraddistinto il percorso di scelta della candidata sindaca, che ha portato alla "spaccatura" del centro destra: da una parte l'ex vice sindaca sostenuta da Fratelli d'Italia, Patt e tre liste civiche, dall'altra Carlo Modena con il supporto di Forza Italia, Lega, di cui la prima cittadina uscente era capolista e una civica riconducibile direttamente all'aspirante primo cittadino.

 

La bocciatura per l'ex sindaca e il Carroccio è stata totale da parte degli elettori: la Lega ha raccolto appena il 4,46% a fronte del 13,06% dei 2020, le preferenze complessive sono state appena 323 contro le 1.055 di cinque anni fa. Quando, è vero, si votava anche il lunedì mattina, ma questo non basta - nemmeno in minima parte - a giustificare un simile tracollo.

 

E, tra l'altro, la Lega, di cui Cristina Santi è tutt'ora esponente (solo poche settimane fa era addirittura sul palco del congresso nazionale di Padova della Lega, a fianco del segretario Salvini - Qui articolo - che l'aveva di fatto "assolta" ed presentata come modello di amministratrice) e che governava uno dei comuni più grandi e importanti del Trentino, resterà clamorosamente fuori dal Consiglio comunale, indipendentemente dall'esito del ballottaggio.

 

I voti per l'ormai ex prima cittadina sono stati appena 142, pochissimi e sono la testimonianza di un tracollo totale. Un fallimento su tutta la linea e la Lega, ad oggi, è l'unica forza che non ha manifestato la propria volontà di sostenere - nemmeno dall'esterno - Silvia Betta.

 

"L'appello lanciato dalla nostra coalizione - scrivono in una nota le forze che sostengono l'ex vice sindaca - ha già trovato un primo riscontro concreto: Forza Italia e Rivanità hanno scelto di sostenere apertamente la nostra candidata Silvia Betta come candidata sindaco. Un passo importante che conferma quanto abbiamo sempre sostenuto Silvia Betta è oggi l’unica vera alternativa credibile e coerente per contrastare la deriva ideologica e identitaria della sinistra estrema. Ribadiamo con forza il nostro appello agli elettori, ai delusi ed agli astenuti. È il momento della chiarezza, non dell’ambiguità".

 

Nella nota ufficiale non si fa riferimento al Carroccio che, dunque, a meno di successive comunicazioni, lascerà coscienza di voto ai propri (pochi) elettori. Come mai? Con Cristina Santi, Fratelli d'Italia, Patt e le civiche non vogliono nemmeno sedersi ad un tavolo oppure è la Lega a defilarsi. E, se sì, come mai? Decisione rivana o "ordine" arrivato dal capoluogo?

 

"No comment a riguardo" è la risposta che arriva da Riva del Garda, anche se il comunicato ufficiale della coalizione si chiude con alcune frasi sibilline che, però, non specificano da chi sia arrivata la richiesta "ambigua e non politica", nemmeno degna di considerazione da parte della candidata e delle liste che la supportano.

 

"Nessuna richiesta politica ufficiale è mai giunta al nostro tavolo da parte della coalizione guidata da Carlo Modena - concludono le cinque liste che sostengono Silvia Betta -. E' arrivata invece un'altra richiesta strettamente personale, ambigua e non politica che non è neppure stata degnata di considerazione dalla nostra coalizione. Non accettiamo accordi sottobanco né patti opachi e a queste condizioni non è accettabile un apparentamento. La nostra linea è sempre stata chiara e trasparente, ieri come oggi: coerenza, serietà e rispetto per i cittadini".

 

Intanto Cristina Santi, nella giornata di giovedì 6 maggio, ha pubblicato un post sul proprio profilo politico (con, a corredo, una foto assieme a Carlo Modena) scrivendo: "Sono giornate intense di confronti e colloqui, la tensione non manca. Da parte nostra si guarda avanti con il sorriso, siamo pronti a costruire un futuro solido, leale, ma soprattutto assieme".

 

Di sicuro vi è anche che Maria Pia Molinari, che con le due liste civiche che l'appoggiavano ha raccolto un lusinghiero 10,10%, non darà indicazioni precise: i 798 voti raccolti dalla figlia dell'ex senatore Claudio "peseranno" tantissimo nella corsa a sindaco.

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