"Autonomi dalle polarizzazioni di destra e sinistra", a Trento il congresso regionale del Partito Liberaldemocratico: "Pensiamo che una politica diversa sia possibile"
"Il Trentino-Alto Adige può diventare un modello di liberalismo pragmatico: una regione che misura il valore delle politiche pubbliche sui risultati e non sulle dichiarazioni; che guarda all’Europa non come vincolo, ma come opportunità di responsabilità condivisa; che investe su scuola, impresa e innovazione come architravi della libertà individuale"

TRENTO. Dopo l'Assemblea nazionale che nel marzo scorso a Roma ha formalmente costituito il Partito LiberalDemocratico, un soggetto politico che punta a rappresentare un'area liberale autonoma dalle attuali polarizzazioni di destra e sinistra, si stanno svolgendo in tutta Italia i congressi regionali per eleggere i referenti locali del Partito.
"C'è bisogno di politica che si assuma la responsabilità di pensare in grande - scrivono gli organizzatori -. È con questo spirito che sabato 8 novembre, dalle 15 alle 18.30 all’Hotel America di Trento, si terranno i congressi regionali e provinciali del Partito Liberaldemocratico del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Non un rituale interno, ma un momento per dire con chiarezza che la libertà è ancora il miglior progetto di governo possibile. Per una politica capace di proporre anche riforme radicali in un'ottica liberaldemocratica e terzopolista. Pensiamo che una politica diversa sia possibile. Non è accettabile che metà dell'elettorato rinunci a votare perché non trova un'offerta politica che lo rappresenti, che gli dia fiducia e prospettive di miglioramento".
Nel corso dei congressi saranno presentate tre mozioni, ciascuna diversa nel linguaggio ma unita da una medesima idea di futuro: libertà, responsabilità, competenza.
“Autonomia, Libertà, Competenza” di Giorgio Martini per la regione Trentino-Alto Adige/Südtirol: una visione che rimette al centro l’autonomia come esercizio di responsabilità, non di privilegio. Un richiamo alla buona amministrazione, alla trasparenza e a una regione che torni a essere un laboratorio di democrazia liberale in Europa;
“Illuminismo della Ragione” di Leonardo Tomei per la Provincia Autonoma di Bolzano: un manifesto per una rivoluzione culturale liberale e razionale. In un territorio plurilingue e complesso, Tomei propone un dialogo nuovo tra culture, fondato sulla ragione e sul merito come antidoti al populismo e all’istinto;
“Trentino Liberale” di Matteo Montagner per la Provincia Autonoma di Trento: un invito a “tornare a fare sul serio”. Montagner chiede un Trentino che scelga la produttività alla rendita, la libertà all’assistenzialismo, l’efficienza all’autocompiacimento. L’autonomia, spiega, non è una bandiera da sventolare, ma una responsabilità da esercitare.
Come ha ricordato più volte Luigi Marattin, segretario nazionale del Pld, "la libertà non è un privilegio, ma un metodo: un modo di intendere la politica come competenza, fiducia e responsabilità". "Il Partito Liberaldemocratico - si legge - vuole essere la casa di chi crede che servano meno slogan e più risultati, meno burocrazia e più fiducia nelle persone. Vogliamo lavorare con tutti i liberali che desiderano costruire un’alternativa seria e credibile, per un’Italia e un Trentino-Alto Adige che non si accontentino di galleggiare, ma tornino a crescere".
"Il Trentino-Alto Adige può diventare un modello di liberalismo pragmatico: una regione che misura il valore delle politiche pubbliche sui risultati e non sulle dichiarazioni; che guarda all’Europa non come vincolo, ma come opportunità di responsabilità condivisa; che investe su scuola, impresa e innovazione come architravi della libertà individuale. Come scriveva Luigi Einaudi, 'la libertà non si predica: si pratica'. È da qui che il Pld vuole ripartire".












