Bocciata la mozione pro Gaza, minacce di morte al deputato Alessandro Urzì: ''La nostra colpa? Avere chiesto alla sinistra di esprimersi anche contro Hamas''
Un utente di Facebook ha scritto ''Porca m***a, crepa''. ''Le minacce personali non bastano e non arretrerò di un millimetro", dichiara il parlamentare di Fratelli d'Italia

BOLZANO. Dopo la bocciatura della mozione pro Gaza avvenuta in consiglio comunale a Bolzano (qui l'approfondimento), e dopo l'imbrattamento della scalinata del municipio (ne abbiamo parlato qui, l'escalation social era prevedibile. E ora c'è chi augura la morte.
E' il deputato Alessandro Urzì, di Fratelli d'Italia a segnalare un post Facebook che riporta minacce da parte di un utente e indirizzate direttamente alla sua persona. “Porca m***a, crepa”, sono le parole utilizzate, ad accompagnare un post che parlava proprio dell'imbrattamento del municipio.
"Attraverso il mio profilo Facebook sono stato minacciato di morte da un certo M. K. (il deputato aveva messo nome e cognome ma pensiamo che comunicarli pubblicamente non faccia che alimentare il clima di tensione e quindi ci limitiamo alle iniziali ndr) che si dichiara bolzanino residente a Bologna e che mi augura di crepare – dichiara Urzì - Questo soggetto veicola sui canali social immagini di personaggi lugubri incappucciati che lanciano strali anche contro l'ex questore di Bolzano Sartori e le forze di polizia. A motivare quest'odio verso di me la denuncia degli atti intimidatori ai danni di 22 consiglieri comunali di centrodestra che, nell'ultimo consiglio comunale di Bolzano non hanno votato come la sinistra avrebbe voluto su quanto sta accadendo a Gaza e sono stati oggetto, a loro volta, di atti intimidatori - e prosegue -. La nostra colpa è stata quella di avere chiesto alla sinistra di esprimersi anche contro Hamas, quella organizzazione terroristica che trattenendo da anni gli ostaggi del 7 ottobre si é assunta la responsabilità morale di avere scatenato la reazione indubitabilmente abnorme e drammatica di Israele a Gaza. Una sinistra da cui la stessa sinistra nelle istituzioni invece di scenderci in piazza assieme dovrebbe prendere le distanze".
“Le minacce personali non bastano e non arretrerò di un millimetro di fronte a quella parte di sinistra sempre più orientata a cercare lo scontro fisico - prosegue Urzì -. E' ormai arrivato il momento di tornare a pesare gesti, parole ed azioni, di fermare l'escalation di odio che attraversa la nostra società. La libertà di pensiero non si reprime e non basta la minaccia a crepare a farci cambiare idea su dove stia la civiltà e dove la prevaricazione", conclude poi il parlamentare.












