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Bolzano
19 settembre | 11:57

Bolzano boccia la mozione pro Gaza, il no del consiglio comunale. Maggioranza e sindaco: "Testo di parte". L'opposizione: "Resterà nella memoria. Viltà politica"

Il documento, presentato dal consigliere Diego Laratta del Partito Democratico, chiedeva di condannare il governo Netanyahu per la guerra a Gaza e di riconoscere lo Stato di Palestina accanto a quello di Israele. Andato in fumo ogni tentativo di mediazione

BOLZANO. La manifestazione in piazza Municipio, con il presidio di sindacati, Anpi e associazioni pro Palestina, e in contemporanea il voto nell'aula del consiglio comunale. Una serata bollente quella di ieri per la città di Bolzano e la sua rappresentanza politica, chiamata a votare la mozione, presentata dal consigliere Diego Laratta del Partito Democratico, che chiedeva di condannare il governo Netanyahu per la guerra a Gaza e di riconoscere lo Stato di Palestina accanto a quello di Israele.

 

Un documento ampiamente criticato dalla maggioranza, definito dallo stesso sindaco Corrarati poco chiaro in alcuni punti, di parte e squilibrato. Una mozione che alla fine è stata bocciata con 16 voti favorevoli e 22 astenuti. Nessun contrario, qualche assente e anche qualche consigliere (di diverse parti politiche) che, a causa di improrogabili e improvvisi impegni, ha abbandonato l'aula poco prima del voto. Il si è arrivato da Pd, Verdi, Sinistra, Team K, Lista Andriollo e Lista Gennaccaro, a cui si è unito il vicepresidente del Consiglio comunale Christoph Buratti della Svp. Tutti astenuti gli altri rappresentanti della stella alpina e il centrodestra.

 

Il dibattito è stato accesissimo con accuse reciproche e tentativi di mediazione miseramente falliti. L'accusa, da sinistra è quella di aver scelto “la via della viltà politica”, e di aver mostrato, con l'astensione di massa, una mancanza di dignità.  Dall'altra la maggioranza ha chiarito la sua posizione, puntando il dito contro un testo definito troppo di parte. “Abbiamo provato per giorni a elaborare un testo condiviso, ma non ci siamo riusciti – ha spiegato il primo cittadino Claudio Corrarati”.

 

I punti critici che sono stati evidenziati sono diversi, come la richiesta di sospendere le relazioni istituzionali con Tel Aviv, l'assenza nella parte impegnativa del documento-voto di una condanna esplicita e puntuale dei crimini di Hamas , il mancato riferimento al disarmo di Hamas e soprattutto l'assenza di ogni riferimento agli ostaggi israeliani e alla loro liberazione.  L'intervento in questo senso del Team K, che ha cercato di sopperire alle mancanze del testo, non è bastato. Allo stesso tempo la proposta di mediazione di Gabriele Repetto, capogruppo de La Civica per Bolzano, è stata respinta dallo stesso Laratta e da tutto il centrosinistra compatto. Repetto proponeva di riformulare il testo eliminando le accuse al governo israeliano, l'opposizione ha rifiutato sostenendo fermamente che la mozione avrebbe perso di significato. Per molti rappresentanti della maggioranza, il testo, così come è stato presentato non poteva funzionare. Con le dovute modifiche se ne sarebbe potuto parlare.

 

L'opposizione grida invece allo scandalo. “Bolzano si è girata dall'altra parte. Un passo indietro che resterà nella memoria”, tuonano oggi i consiglieri verdi e PD.

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