Minacce ProPal, il consiglio comunale di Bolzano "sotto scorta". Polizia e carabinieri fuori e dentro al Municipio. Il sindaco: "Lo richiedono il questore e la Digos"
Il cordone di sicurezza è stato attivato a seguito di rischi emersi dopo la bocciatura della mozione “pro Gaza”

BOLZANO. Volanti della polizia e auto dei carabinieri dispiegate davanti al Municipio, sui quattro ingressi della piazza, forze dell'ordine fuori e dentro il palazzo durante le sedute del consiglio comunale. Insomma un clima piacevole. Ma così vogliono Questura e Digos. Il massiccio cordone di sicurezza è stato infatti attivato a seguito di rischi emersi dopo la famosa scritta “22 Vermi", con tanto di vernice rosso sangue, comparsa sulle scale del municipio dopo la bocciatura della mozione “pro Gaza”. Il riferimento è a quei 22 consiglieri comunali che si sono astenuti nel corso della votazione sul documento, presentato dal consigliere del Pd Diego Laratta.
Una mozione che (come abbiamo raccontato in QUESTO ARTICOLO) chiedeva la condanna da parte del consiglio bolzanino, del governo Netanyahu per la guerra a Gaza e di riconoscere lo Stato di Palestina accanto a quello di Israele. La natura esatta della minaccia rimane però ignota per ragioni di indagine, come ha confermato la stessa Questura: il dispiegamento è ritenuto necessario per "validi motivi". La tensione però è palpabile: nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale il sindaco Claudio Corrarati ha invitato i consiglieri "a uscire velocemente alla fine della seduta senza sostare a chiacchierare nel palazzo o davanti all’entrata". Il primo cittadino ha espresso il suo disagio, ma ha ribadito la necessità di adeguarsi alle direttive delle forze dell'ordine. "Ho parlato con il questore e con la Digos e mi hanno riferito di avere validi motivi per questo tipo di misure" ha dichiarato Corrarati. Il sindaco ha inoltre colto l'occasione per lanciare un accorato appello: "Dobbiamo tutti stare ancora più attenti ai toni che usiamo nella comunicazione. Dobbiamo smetterla di armare le parole".
La situazione non è stata accolta senza proteste. I consiglieri dell’opposizione, come Stefano Fattor (Pd) e Rudy Benedikter (Verdi), hanno chiesto spiegazioni in aula, auspicando una rapida risoluzione del problema. "Siamo sicuri ci sia bisogno di tutto questo dispiegamento di forze così impattante? È davvero fastidioso per i lavori," ha commentato Benedikter, evidenziando anche il danno all'immagine esterna del Comune. Anche Gabriele Repetto (La Civica) ha preso posizione, pur confermando il disagio. "Siamo perfettamente consci che la presenza così massiccia di forze dell’ordine possa rappresentare un disagio.
Lo è anche per noi," ha scritto. Repetto ha espresso fiducia nell'operato della Questura, ribadendo l'invito a "lasciare lavorare chi di dovere" e a impegnarsi per una "politica più serena e leale". Anche Elizabeth Ribeiro da Silva (Svp) è convinta che la situazione non sia piacevole, ma che si debbano seguire le indicazioni delle forze dell'ordine. "Abbiamo piena fiducia nel questore, nella polizia e nei carabinieri - commenta -. Se vengono adottate certe misure, esse siano anche necessarie. In questo contesto, desidero sottolineare che ritengo vi sia un legame tra la necessità di tali misure e i toni utilizzati nei dibattiti pubblici e sui social media. Invito pertanto tutti ad abbassare i toni e a tornare a un linguaggio appropriato, che non alimenti ulteriormente la polarizzazione della società. La pace non può essere semplicemente pretesa alzando la voce in segno di protesta: va vissuta quotidianamente con grande senso di responsabiltà".
Dopo quattro sedute consecutive che hanno visto la presenza delle forze dell'ordine, quello di ieri è stato l'ultimo presidio presente in piazza. Dalla prossima seduta la situazione dovrebbe tornare alla normalità.












