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Bolzano
17 novembre | 07:26

Due leghisti di Bolzano tra i firmatari del "Comitato remigrazione e riconquista", i Verdi attaccano la Giunta: "Il sindaco spieghi se è compatibile con il ruolo istituzionale"

Due consiglieri circoscrizionali oggi della Lega risultano tra i firmatari nazionali del Comitato remigrazione e riconquista, l'attacco dei Verdi bolzanini: "Già esponenti di CasaPound, ora siedono nelle istituzioni e sostengono l’attuale Giunta e maggioranza ma sostengono apertamente e formalmente un progetto che mira a rimettere in discussione diritti fondamentali". Il carroccio parla di posizioni personali e di una strumentalizzazione

BOLZANO. "Un fatto grave e politicamente rilevante", queste le parole dei Verdi che denunciano come due consiglieri circoscrizionali della Lega risultino tra i firmatari nazionali del "Comitato remigrazione e riconquista. "Nato dalle frange più violente e radicali della rete dell'ultradestra europea, fondato in Italia tra l'altro da CasaPound, che promuove proposte e retoriche riconducibili a movimenti neofascisti e nazionalisti".

 

A Bolzano è emerso che nei giorni scorsi Maurizio Puglisi Ghizzi e Massimo Trigolo risultano tra i 27 firmatari nazionali del "Comitato remigrazione e riconquista". "I due rappresentanti, già esponenti di CasaPound, che siedono nelle istituzioni e sostengono l’attuale Giunta e maggioranza hanno sottoscritto e sostengono apertamente e formalmente un progetto che mira a rimettere in discussione diritti fondamentali ma anche a promuovere una società divisa e discriminatoria".

 

Per questo i Verdi bolzanini - nella nota firmata dal gruppo consiliare composto da Chiara Rabini, Cornelia Brugger, Rudi Benedikter e Luca Di Biasio, e da Andrea Tomasi, consigliere di circoscrizione di Oltrisarco-Aslago - chiedono al sindaco Claudio Corrarati e all’intera Giunta a guida centrodestra: "Se ritengano compatibile con il ruolo istituzionale dei consiglieri di circoscrizione la loro adesione a un comitato di chiara matrice ultranazionalista e neofascista, e quali misure intendano adottare per tutelare la credibilità delle istituzioni e il rispetto dei valori costituzionali".

 

La città di Bolzano "non può essere rappresentata da chi legittima ideologie che alimentano odio e discriminazione. Il capoluogo merita istituzioni salde, trasparenti e fedeli ai principi democratici, non amministratori che promuovono piattaforme politiche estremiste", concludono i Verdi bolzanini.

 

Una strumentalizzazione e una posizione personale, questo il contenuto della nota della Lega.

 

Il comunicato firmato dal segretario provinciale del carroccioPaolo Zenorini, spiega infatti che l'adesione al "Comitato Remigrazione e riconquista" rimane una iniziativa personale e attualmente non c'è partecipazione ufficiale della Lega.

 

Le affermazioni diffuse dall'opposizione "colpiscono sul piano personale due amministratori locali attraverso una lettura ideologica delle loro posizioni politiche”, si legge nella nota". Per chiedere ai Verdi: "Quale parte delle proposte del Comitato Remigrazione sarebbe incompatibile con il ruolo di un amministratore locale?”.

 

E vengono elencati: "Maggiore controllo dei flussi migratori, lotta all’irregolarità, espulsione di chi commette reati, più sicurezza nei quartieri e rispetto delle leggi italiane da parte di chi vive nel Paese. Se questi principi vengono definiti pericolosi’, allora i Verdi dovrebbero dirlo apertamente alla cittadinanza. Queste richieste sono alla base della convivenza civile”. Insomma per il carroccio, "Non c'è estremismochi rispetta le regole è il benvenuto, ma chi delinque non può restare impunito. Non accettiamo che un confronto politico serio venga trasformato in una polemica ideologica o in una delegittimazione personale. Continueremo a lavorare con responsabilità e nel pieno rispetto dei valori costituzionali per garantire sicurezza e legalità in tutta la provincia".

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