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Belluno
28 maggio | 16:20

Dopo 17 anni la Lazio dice addio ad Auronzo di Cadore, le minoranze: "Il Comune poco coerente dopo le polemiche dell'estate scorsa: la responsabilità è del sindaco"

La Lazio ha ufficialmente comunicato che resterà nella capitale per il ritiro estivo. Le minoranze: "La responsabilità della fine di questo lungo e proficuo connubio, che avrà notevoli ripercussioni sull’economia della Val D’Ansiei e non solo, è da imputare esclusivamente al primo cittadino"

AURONZO DI CADORE. E' ufficialmente calato il sipario sul rapporto di collaborazione tra il Comune di Auronzo e la Lazio. I biancocelesti restano per il ritiro estivo al centro sportivo del club.

 

Il raduno della Prima squadra inizia lunedì 14 luglio e si terrà al training center, struttura recentemente rinnovata e ottimizzata per offrire le migliori condizioni di allenamento e preparazione atletica.

 

Una scelta simile a quella effettuata dalla Fiorentina, la società ha deciso di restare a Firenze dopo aver rinnovato il Viola Park, e concluso l'accordo con il Trentino.

 

Si chiudono, così, 17 anni di rapporti e di collaborazione, forse la querelle della scorsa estate potrebbe avere inciso sull'accelerazione della Lazio nel restare nella capitale.

 

I rapporti si sono diventati tesi l'estate scorsa quando il sindaco di Auronzo di Cadore, Dario Vecellio Galeno, aveva rilasciato delle dichiarazioni inequivocabili circa la decisa volontà del Comune cadorino di interrompere ogni tipo di rapporto con la Lazio, che da accordi avrebbe dovuto trascorrere il ritiro precampionato nel Bellunese anche nel 2025: "Non ci sono le condizioni per continuare. L'investimento di 300mila euro non è più giustificabile" (QUI L’ARTICOLO).

 

E il gruppo di minoranzaInsieme per Auronzo” interviene per esprimere il disappunto sull'annuncio della Lazio rispetto alla fine del rapporto di ospitalità e amicizia tra la società e il Comune di Auronzo di Cadore.

 

"La notizia segue mesi di dichiarazioni contraddittorie del sindaco Vecellio Galeno in merito alla mancanza di volontà dello stesso primo cittadino per una prosecuzione del ritiro estivo per l’anno 2025, previsto già nel contratto biennale firmato dalle parti nel 2024", commenta Tatiana Pais Becher. "Un tira e molla da parte del primo cittadino iniziato a luglio dell'anno scorso quando le dichiarazioni apparse su media locali e nazionali, con la squadra e i tifosi laziali ancora presenti in paese, esprimevano la chiara volontà di finire ogni rapporto di collaborazione tra le parti, nonostante il contratto firmato prevedesse ancora il ritiro per l’estate 2025".

 

Il sindaco "aveva poi ritrattato parlando addirittura di una lettera di scuse inviata dall’Amministrazione comunale in carica alla società: nella seduta di fine anno del Consiglio Comunale, 19 dicembre 2024, l’ex vice sindaco Enrico Zandegiacomo Seidelucio aveva interrogato il primo cittadino in merito alla sua posizione di ferma contrarietà per la prosecuzione del ritiro anche per l’estate 2025, così come previsto dal contratto. Vecellio Galeno aveva quindi replicato ammettendo la possibilità di un ripensamento rispetto alle sue dichiarazioni rilasciate a radio e stampa a luglio scorso, annunciando a sorpresa l’esistenza di una querela nei confronti di ignoti sulla questione del ritiro della Lazio, querela che non gli dava la possibilità di trattare approfonditamente l’argomento".

 

Le opposizioni ricordano che Auronzo di Cadore ha ospitato il ritiro estivo della squadra per ben 17 anni consecutivi, record assoluto nazionale per una località e una squadra di Serie A, un lungo rapporto di collaborazione e amicizia nato 18 anni fa grazie all’interessamento e impegno dell’allora assessore allo sport Enrico Zandegiacomo e di Gianni Lacchè della Media sport Event.

 

"La responsabilità della fine di questo lungo e proficuo connubio, che avrà notevoli ripercussioni sull’economia della Val D’Ansiei e non solo, è da imputare esclusivamente al primo cittadino, alla sua mancanza di coerenza e di trasparenza nei confronti della cittadinanza: nessuna delucidazione è stata fornita infatti circa le reali motivazioni che lo hanno condotto a questa scelta, non si è compreso se sia condivisa o meno dalla Giunta, e non è mai stata organizzata alcuna assemblea per condividere la decisione con la cittadinanza auronzana, decisione che ha piuttosto il sapore di ripicca nei confronti dell’amministrazione comunale che lo ha preceduto", conclude Pais Becher.

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