Droga e affari, Attolini ricorda quella volta che "i fratelli Agostini volevano comprare un parco per recintarlo e contribuire al controllo della cattive frequentazioni"
La neo consigliera comunale Renata Attolini: "All'epoca in Circoscrizione ci siamo opposti alla cessione del parco ai fratelli oggi indagati". Il Partito Democratico attacca: "Fallimento di Fugatti nelle nomine delle società pubbliche". Campobase: "Il clima era diventato irrespirabile. Grazie alle forze dell'ordine"

TRENTO. Profonda preoccupazione in casa Partito Democratico, mentre la neo consigliera comunale Renate Attolini ricorda l'interessamento dei fratelli Agostini per l'acquisto del parco della Predara nell'idea di recintare e così riqualificare l'area verde con vista sul castello del Buonconsiglio. Un'area, d'altronde, a due passi da uno dei loro hotel, l'Hi Hotels in via Torre d'Augusto, come mostrato in un video dello stesso Gabriele Agostini.
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La vicenda riguarda l'inchiesta della guardia di finanza che è sfociata all'alba di ieri, mercoledì 7 maggio, nella maxi operazione condotta tra Trento, Andalo e Lavis: sigilli sui locali (bar Dolce Vita a Trento, Andel Haus e Tower di Andalo e il caffè centro di Lavis) e perquisizioni. Un blitz che ha portato a misure restrittive della libertà personale nei confronti di 37 persone (18 in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 13 divieti di dimora e 3 obblighi di dimora nella provincia di Trento, 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), per reati contro la pubblica amministrazione, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Il sequestro si aggira sui 12 milioni di euro (Qui articolo).
La guardia di finanza ha ricostruito legami e attività di 4 gruppi, considerati criminali (Qui approfondimento). In questa operazione risulta coinvolta la famiglia imprenditoriale Agostini, titolare e riferimento di diversi locali, ristoranti e hotel sul territorio. Ma a finire nella lente di ingrandimento ci sarebbero nomi eccellenti perché l'inchiesta toccherebbe anche una società pubblica.
L'esponente di Alleanza Verdi Sinistra ricorda il caso del tentativo di acquisto di un'area verde. "Ho conosciuto i fratelli Agostini, ora inquisiti", dice Attolini. "Proponevano al Comune la cessione del parco della Predara, che avrebbero recintato a loro uso e consumo con la scusa di contribuire in questo modo al controllo delle cattive frequentazioni. Il Consiglio Circoscrizionale Centro Storico Piedicastello, di cui ero consigliera, si oppose con decisione. Nessun parco pubblico può diventare privato. Proponemmo una serie di interventi per favorire la buona frequentazione del luogo: una palestra di roccia sul costone libero, una passerella panoramica in alto, orario di apertura della Bookique più esteso, un orto giardino scolastico. Ci fu una serie di incontri con esercenti e negozianti di via San Martino e funzionari dell'Ufficio Beni Comuni per la realizzazione di attività diversificate per target, furono sistemate le zone arbustive, garantito un presidio di polizia, e le cose migliorarono. Alla luce dei recenti eventi, mai decisione fu più saggia".
Affidare il parco "ai fratelli proprietari dell'hotel Hi non sarebbe di certo stato presidio di lotta alla tossicodipendenza", aggiunge Attolini. "Abbiamo avuto, ieri, un'ulteriore prova del fatto che Trento non è esente dal fenomeno di infiltrazione nel tessuto produttivo e finanziario locale della criminalità organizzata, che approfitta della crisi congiunturale per riciclare denaro, acquisire il controllo delle attività legali ed esercitare, in questo modo, un controllo economico e sociale. Il Comune può contribuire a sostenere un tessuto produttivo che operi nella legalità con un nucleo speciale del Corpo di Polizia Locale, preparato e dotato degli strumenti informatici necessari ad accertamenti di tipo 'analisi di big data' su persone, società, cooperative".
Tra i nomi si partirebbe da Andrea Villotti, ex presidente di Patrimonio del Trentino. Tra gli indagati ci sarebbero anche Michele Maistri e Rocco Bolner, rispettivamente direttore generale e responsabile legale della società. Il filone riguarda il tentativo di acquisizione da parte della famiglia Agostini, in particolare da parte di Alessio Agostini, del Grand Hotel Imperial di Levico. Struttura gestita proprio da Patrimonio del Trentino Spa.
Così il Partito Democratico esprime profonda preoccupazione per quanto emerso dall’inchiesta che ha scoperchiato quello che sembra essere un sistema di criminalità organizzata, "con oscuri intrecci tra affari, politica e malavita. Un’indagine che coinvolge anche figure istituzionali come l’ex presidente di Patrimonio del Trentino, società a partecipazione provinciale già toccata dall’inchiesta Romeo. Le accuse parlano di corruzione, peculato, relazioni privilegiate con ambienti criminali".
Arriva dai dem un affondo politico. "Da anni la destra trentina usa il tema della 'sicurezza e del degrado' come unico argomento di campagna elettorale, concentrandosi sui più fragili e sui piccoli spacciatori. Oggi scopriamo che proprio chi era stato nominato da quella stessa destra in ruoli chiave all’interno delle società pubbliche strategiche, aveva rapporti con quello che, secondo le indagini, sarebbe un sistema criminale organizzato vertice dello spaccio di droga in Trentino, che avrebbe approfittato del potere pubblico per fini personali. La vera insicurezza nasce quando chi gestisce le istituzioni agisce fuori dalla legalità".
L’inchiesta rappresenta "un danno gravissimo per la credibilità del Trentino e delle sue strutture pubbliche. E' evidente il fallimento della gestione delle nomine da parte della Giunta Fugatti, che ha affidato ruoli di vertice in società come Patrimonio del Trentino a persone oggi indagate per fatti gravissimi. Il Partito Democratico del Trentino si pone con forza in difesa dell’economia trentina onesta, fatta da migliaia di imprenditori e commercianti che ogni giorno lavorano nel rispetto delle regole. A loro dobbiamo dare risposte concrete. Davanti alla gravità di quanto sta emergendo dalle indagini, al netto del principio di presunzione d’innocenza, non bastano parole generiche da parte di Fugatti: servono verità, assunzione di responsabilità e un deciso cambio di rotta".
Il Partito Democratico del Trentino, "nel ringraziare magistratura e forze dell’ordine per il grande lavoro svolto, ribadisce la massima fiducia nel loro operato affinché venga fatta piena luce sui fatti emersi dalle indagini".
Così come Campobase che sottolinea come "non possiamo che ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro che stanno compiendo. Gli operatori economici della città di Trento sono stati i primi ieri a manifestare tutta la soddisfazione perché il clima, hanno detto, era diventato irrespirabile. Da quello che si legge questa organizzazione non solo garantiva il commercio e lo spaccio della droga, ma rappresentava un pericolo per tutti gli operatori onesti. Anche questo significa garantire sicurezza a Trento come nelle valli e per questo ringraziamo la magistratura nei confronti della quella esprimiamo la nostra fiducia. L’emergere poi nelle indagini di rapporti stretti tra queste organizzazioni e amministratori di società pubbliche non può che preoccuparci e portarci a esprimere l’auspicio che debba essere fatta chiarezza per dare al cittadino l’idea di una politica trasparente, in questo caso come in tutte le altre vicende che hanno mostrato come l’abbassare la guardia possa essere pericoloso".












