“Gogna insopportabile”, la studentessa travolta dal caso T-shirt "Barbie brigate rosse" e parodia omicidio Moro: “Mi dimetto da presidente del Consiglio Studentesco”
La giovane era finita al centro delle polemiche dopo alcune foto pubblicate sui social: una maglietta "Barbie Brigate Rosse" con la Renault 4 rossa che richiama la morte di Aldo Moro, una pistola e un piede di porco. Il caso portato in parlamento e finito sui giornali nazionale, ora la decisione di dimettersi dal Consiglio Studentesco

TRENTO. “La tempesta mediatica che mi ha colpita in questi giorni mi ha molto fatto riflettere sui miei comportamenti e il mio futuro. Per le ragioni che di seguito esporrò, penso che sia giunto il momento di rassegnare le mie dimissioni dalla posizione di Presidente del Consiglio Studentesco”. Inizia così il comunicato di Agnese Tumicelli che fino a poche ore fa era presidente del Consiglio studentesco e componente del Consiglio di amministrazione dell'Università di Trento.
La giovane è finita al centro delle polemiche dopo alcune foto pubblicate sui social: una maglietta "Barbie Brigate Rosse" con la Renault 4 rossa che richiama la morte di Aldo Moro, una pistola e un piede di porco. Immagini che sono finite in Parlamento con la denuncia di Alessandro Urzì, deputato di Fratelli d'Italia e che poi sono finite sui giornali a livello nazionale.

A prendere le distanze anche l'Università (QUI L'ARTICOLO). Abbiamo appreso di questi post con grande sconcerto", il commento di Flavio Deflorian, rettore dell'Università di Trento. "Naturalmente c'è la ferma condanna del contenuto che non è nella linea dei valori dell'Ateneo e della società civile".
Nelle scorse ore Tumicelli si era scusata “con tutte le persone che si sono sentite ferite o turbate da quanto emerso” ma evidentemente queste parole non sono bastate. Ecco che ora sono arrivate le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio studentesco.
“Non mi sarei mai aspettata di concludere così presto il mio mandato. Ma credo che sia necessario assumermi fino in fondo la responsabilità delle mie azioni che, anche se - ci tengo a ripetere - sono state strumentalizzate, hanno urtato nel profondo la sensibilità di molte persone e sono profondamente sbagliate” scrive Agnese Tumicelli.
“La consapevolezza – continua - del potere che chi mi ha attaccata e strumentalizzata ha dimostrato di avere sui media e sull'opinione pubblica mi ha lasciata sconcertata. A 22 anni, mi sono vista catapultata nel giro di un paio d'ore su decine di siti web e giornali. Mi è stato riferito da amici di molti commenti apparsi sui social, spesso offensivi e diffamatori e, in qualche caso, addirittura volti ad attribuirmi frasi che non ho mai pronunciato. La pressione che ho subito e che sto subendo (peraltro insieme ai miei amici e i miei cari, in primis i miei genitori, che loro malgrado sono coinvolti in una vicenda più grande di tutti noi) è un qualcosa che non riesco più a sopportare”.
La giovane parla di “vera e propria gogna, mediatica ma soprattutto politica, che è impossibile sopportare”. “Resta comunque fermo che ciò che ho fatto è estremamente grave e sono la prima a riconoscerlo e ad assumermene ogni responsabilità con l'atto di dimissioni”.
QUI IL TESTO COMPLETO DEL COMUNICATO
La tempesta mediatica che mi ha colpita in questi giorni mi ha molto fatto riflettere sui miei comportamenti e il mio futuro.
Per le ragioni che di seguito esporrò, penso che sia giunto il momento di rassegnare le mie dimissioni dalla posizione di Presidente del Consiglio Studentesco.
Lavorare in Consiglio nello scorso mandato, ed avere l'onore di diventarne Presidente in questo, mi ha arricchita profondamente sia a livello personale che a livello professionale. Essere immersa in un ambiente a stretto contatto con l'amministrazione dell'Università che da quattro anni a questa parte è diventata la mia casa e lavorare per garantire agli studenti che la abitano e la vivono i diritti e le garanzie che meritano, è stato per me motivo di grande onore.
Certo, non mi sarei mai aspettata di concludere così presto il mio mandato. Ma credo che sia necessario assumermi fino in fondo la responsabilità delle mie azioni che, anche se - ci tengo a ripetere - sono state strumentalizzate, hanno urtato nel profondo la sensibilità di molte persone e sono profondamente sbagliate.
Quello che mi rimarrà da questa brutta esperienza, oltre alla consapevolezza del grave errore che ho commesso e del peso che le mie azioni hanno sulle altre persone, è il sostegno che ho avvertito da parte di tutti i miei amici e colleghi, dentro e fuori dalla rappresentanza studentesca. La mia associazione e il Consiglio Studentesco mi hanno fino all'ultimo manifestato la loro vicinanza e il loro sostegno, cercando di convincermi fino all'ultimo a non fare un passo indietro. Ringrazio tutti loro, ma per me non è più possibile continuare.
La consapevolezza del potere che chi mi ha attaccata e strumentalizzata ha dimostrato di avere sui media e sull'opinione pubblica mi ha lasciata sconcertata. A 22 anni, mi sono vista catapultata nel giro di un paio d'ore su decine di siti web e giornali. Mi è stato riferito da amici di molti commenti apparsi sui social, spesso offensivi e diffamatori e, in qualche caso, addirittura volti ad attribuirmi frasi che non ho mai pronunciato. La pressione che ho subito e che sto subendo (peraltro insieme ai miei amici e i miei cari, in primis i miei genitori, che loro malgrado sono coinvolti in una vicenda più grande di tutti noi) è un qualcosa che non riesco più a sopportare.
Tutta questa vicenda, che mi ha esposta da un momento all'altro all'odio di persone che non mi conoscono e che io non conosco, mi ha fatta molto riflettere. La strumentalizzazione di quanto avvenuto mi ha fatta rabbrividire e impaurire. Mi ha fatta sentire in pericolo. Quella che ho subito è una vera e propria gogna, mediatica ma soprattutto politica, che è impossibile sopportare.
Resta comunque fermo che ciò che ho fatto è estremamente grave e sono la prima a riconoscerlo e ad assumermene ogni responsabilità con l'atto di dimissioni.
Auguro il meglio al Consiglio Studentesco, a cui spero di aver lasciato almeno un briciolo di quello che ho imparato io dalla mia esperienza di rappresentanza. Auguro il meglio anche alla mia Università, per cui nutro un profondo amore: se oggi ho preso la decisione di fare un passo indietro è anche per tutelare l'istituzione che amo, per la cui cura ho sempre cercato di spendermi e che spero rimanga sempre libera e indipendente da ogni condizionamento.













