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Trento
25 giugno | 06:00

Rappresentante universitaria con t-shirt "Barbie BR" e "parodia" omicidio Moro, il rettore: "Ferma condanna". La giovane: "Ho sbagliato". UniTin: "Ha ammesso errore"

Netta e ferma presa di distanza dell'Università: "Grande sconcerto. Non è nella linea dei valori dell'Ateneo e della società civile". Unitin: "Agnese riconosce pienamente l'errore di aver esposto sul suo profilo social contenuti che, pur non riflettendo le sue reali convinzioni o il suo ruolo istituzionale, hanno offeso la sensibilità delle persone. Si assume la completa responsabilità del gesto e si scusa profondamente con l'Università e l'intera comunità studentesca"

TRENTO. E' bufera sul post Instagram di Agnese Tumicelli, la presidente del Consiglio studentesco e componente del Consiglio di amministrazione dell'Università di Trento. L'Ateneo trentino prende fermamente le distanze mentre la diretta interessata "riconosce l'errore", si scusa e incassa il sostegno di UniTin. La vicenda riguarda le immagini della t-shirt "Barbie Brigate Rosse" e la "parodia" del corpo di Aldo Moro nella Renault 4 rossa.

 

Nelle scorse ore è arrivata la denuncia di Alessandro Urzì, il deputato e coordinatore di Fratelli d'Italia in Trentino Alto Adige è intervenuto duramente sulla vicenda, portata anche in parlamento e quindi a livello nazionale (Qui articolo). 

 

"Abbiamo appreso di questi post con grande sconcerto", il commento di Flavio Deflorian, rettore dell'Università di Trento. "Naturalmente c'è la ferma condanna del contenuto che non è nella linea dei valori dell'Ateneo e della società civile". Una presa di distanza forte, tanto più che la studentessa ricopre un ruolo istituzionale. C'è stato un incontro privato. "Abbiamo ricevuto rassicurazioni sulla natura non intenzionale del gesto ma nulla toglie alla gravità dell'episodio". La palla per il resto passa a Tumicelli. "Deve assumersi le sue responsabilità".

 

La 21enne, originaria di Boschi Sant'Anna (Verona) è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. E' stata nominata presidente del Consiglio studentesco a dicembre 2024 e ricopre anche il ruolo di componente del CdA dell'ateneo. La diretta interessata interviene per cercare di fare chiarezza sulla vicenda e non nega che di aver pubblicato le foto sul suo profilo Instagram.

 

"Vorrei sentitamente scusarmi con tutte le persone che si sono sentite ferite o turbate da quanto emerso - le parole di Tumicelli - mi scuso con gli studenti che mi hanno votata e che rappresento e con l'Ateneo". In seguito al comunicato diffuso dalla mia associazione e dal Consiglio Studentesco (ci arriviamo più sotto), "è giusto che anche io faccia chiarezza sulla mia posizione".

 

Almeno in parte c'è una contestualizzazione delle foto. Innanzitutto, "le due immagini oggetto della polemica non erano in alcun modo collegate tra loro, né erano pensate per richiamare o banalizzare la tragica vicenda del sequestro e dell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro", evidenzia Tumicelli. "La prima foto, pubblicata mesi fa, mi ritraeva in quella che voleva essere una posa dispiaciuta: io e i miei amici avevamo infatti appena appreso la notizia che l'auto nella fotografia, una fiat degli Anni '90 appartenente a un caro amico, sarebbe stata venduta perché non più funzionante. Nessuna intenzione satirica, politica o storica: solo un momento personale, frainteso e decontestualizzato".

 

Capitolo seconda immagine, quella con la maglietta "Barbie Brigate Rosse". "E' stata un errore", continua Tumicelli. "Un errore grave, ingenuo e profondamente fraintendibile. L’ho indossata, con leggerezza mal calibrata, perché l'ho vista come un modo per evidenziare quanto fosse assurdo accostare due universi così distanti e inconciliabili: la cultura pop e un’ideologia violenta. Il messaggio, chiaramente, non è passato. E' mia responsabilità aver sottovalutato il peso delle immagini e la sensibilità che possono evocare".

 

La 21enne ribadisce quindi che "non ho mai inteso fare apologia o anche solo satira sulle Brigate Rosse o sugli anni di piombo; condanno con forza ogni forma di estremismo e di violenza politica, da qualunque parte provenga; non faccio parte di nessun movimento radicale o estremo, anzi, collaboro da sempre con un’associazione studentesca che si riconosce fieramente nei valori democratici. In queste ore ho ricevuto la fiducia e la solidarietà delle associazioni studentesche che compongono il Consiglio che presiedo. Li ringrazio. Ma questo non toglie che debba assumermi la piena responsabilità del mio gesto".

 

"Ho sbagliato. Profondamente", prosegue tumicelli. "E chiedo scusa, soprattutto alle vittime del terrorismo, ai loro familiari e a tutti coloro che, con ragione, sentono ancora oggi il peso di una ferita storica non rimarginata. Abbiamo bisogno, oggi più che mai, di giovani che sappiano ricordare la storia, non banalizzarla, e io per prima mi impegno a fare tesoro di questo episodio per crescere nella mia responsabilità civile, personale e pubblica". L'intervento si conclude "Con rispetto e rammarico".

 

C'è la presa di posizione lato Unitin. "Ribadiamo con la massima chiarezza la nostra totale e inequivocabile distanza da qualsiasi forma di terrorismo e di violenza politica e la nostra profonda condanna per le Brigate Rosse e per quel tragico periodo della storia repubblicana", interviene il movimento studentesco. "Agnese riconosce pienamente l'errore di aver esposto sul suo profilo social contenuti che, pur non riflettendo le sue reali convinzioni o il suo ruolo istituzionale, hanno offeso la sensibilità delle persone. Si assume la completa responsabilità del gesto e si scusa profondamente con l'Università e l'intera comunità studentesca".

 

Un'uscita che viene ricondotta a un errore e immagini che non rispecchiano il pensiero e l'impegno di Tumicelli. La pubblicazione dei post è ritenuta sì superficiale ma non in qualche modo ufficiale.

 

"Come dimostra la storia e il quotidiano operato di Agnese, verificabile da tutti, c’è un profondo e totale distanziamento dai disvalori e dall’operato del terrorismo estremista di ogni fronda. Questo tipo di ironia, seppur esposta in modo superficiale, parte proprio da una condanna profonda e senza eccezioni di un periodo buio della nostra Repubblica. Il contesto in cui sono uscite quelle foto è evidentemente ironico e personale, sono immagini su Instagram, e non dichiarazioni su canali di comunicazione dell’Associazione o dei gruppi di rappresentanza, o in qualsiasi forma che faccia intendere serietà o ufficialità".

 

Il Consiglio studentesco e l’associazione "riconoscono le scuse e supportano Agnese, che da sempre si spende senza riserva per la comunità studentesca, costruendo di giorno in giorno un contesto universitario il più lontano possibile dalle bestialità a cui la si cerca di affiancare", si conclude la nota di UniTin.

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