Hit perde un altro pezzo, Fulvio Mattivi lascia il Cda: "Motivi personali". Ferrari: "E' comunque l'ennesimo 'abbandono della nave'. Che succede?"
La parlamentare del Partito Democratico, Sara Ferrari: "Forse l’assessore Spinelli dovrebbe spiegare perché c’è questa preoccupante aria di dismissione di quel progetto e soprattutto in favore di cos’altro?"

TRENTO. Altra uscita da Hit, l'ente strumentale della Provincia incaricata di trasferimento tecnologico. A lasciare il posto in Consiglio d'amministrazione Fulvio Mattivi. Il professore compie un passo indietro per motivi personali.
"I motivi sono personali e familiari", le parole a il Dolomiti di Mattivi. "Il ruolo richiede tempo, continuità e impegno che non riesco a garantire in questo momento. In questo momento ci sono altre priorità che necessitano di attenzione e, per questo, mi trovo costretto a lasciare alcuni progetti. Il Consiglio d'amministrazione è unito e attivo per gestire la transizione e trovare un altro rappresentante".
Nessuna polemica e scelte per cause di forza maggiore ma resta la situazione di Hit, i cui soci fondatori sono Fondazione Mach e Fondazione Bruno Kessler, Università e Trentino Sviluppo, è fluida. Nei mesi scorsi non c'era stata la riconferma di Stefano Ceci alla direzione. Un'esperienza durata sei mesi per il quarto direttore in tre anni (Qui articolo).
Perplessa la parlamentare Sara Ferrari. "Nel rispetto delle motivazioni di ciascuno, ancor più se di ordine personale, si registra l’ennesimo 'abbandono della nave', temo con conseguente disorientamento e demotivazione delle tante persone competenti che ci lavorano dentro, con impegno e convinzione", spiega l'esponente del Partito Democratico. "Dopo un iniziale pregiudizio negativo della Giunta Fugatti quando ha ereditato questo progetto nel 2018, con un apparente successivo ripensamento ha compiuto però il grosso errore di rendere ente strumentale quello che doveva restare un organismo libero di esercitare appieno la sua funzione di trasferimento dei risultati della ricerca pubblica al mondo produttivo trentino, in un dialogo fertile, per renderlo sempre più innovativo e competitivo".
L'ente sembra faticare nel trovare un po' di continuità e stabilità, inoltre deve far fronte al taglio dei finanziamenti impartito a inizio anno: il budget sul quadriennio, per il momento, si attesta a 7 milioni. "Da un po’ di tempo pare di assistere a un progressivo disinvestimento, forse il riemergere della scarsa convinzione politica in questa fondamentale leva di sviluppo, da parte di chi ha la responsabilità pubblica di far crescere, attraverso l’innovazione, il nostro territorio. Forse l’assessore Spinelli dovrebbe spiegare perché c’è questa preoccupante aria di dismissione di quel progetto e soprattutto in favore di cos’altro? Qual è insomma lo strumento alternativo che il governo provinciale pensa di mettere in campo in un periodo così difficile per un territorio che ha puntato sulla specializzazione scientifica per essere sempre più all’altezza dei tempi che corrono?", conclude Ferrari.












