"I consiglieri siano seri e restituiscano i 20mila euro di arretrati accreditati". Il durissimo attacco della Flp: "Non bastano gli 11.563,64 euro al mese per 13 mensilità?"
"L'ingiustizia è data dal fatto che un dipendente pubblico, spesso laureato, con anni di esperienza e alta formazione professionale, guadagna più o meno gli stessi soldi dei soli arretrati dei consiglieri in un intero anno (20-25 mila euro). Talvolta con incarichi di responsabilità elevati e rischiosi dal punto di vista professionale e lavorativo che inducono a lasciare anche il posto di lavoro"

TRENTO. La definisce "La sorpresa di Pasqua per i soliti" e utilizza parole durissime per commentare la notizia riguardante i 20mila euro (a testa) accreditati ai consiglieri regionali quali "arretrati" per gli anni 2022 e 2023.
La netta presa di posizione arriva dalla Flp, la "Federazione Lavoratori Pubblici" che esprime l'indignazione dei propri iscritti e simpatizzanti per quello che, in molti, hanno già definito come uno "schiaffo alla miseria".
"Leggiamo dei quasi 20mila euro di arretrati - si legge nella nota ufficiale firmata dal segretario regionale Giuseppe Vetrone e dal vice segretario Carmelo Urgesi - accreditati nei giorni scorsi a tutti i consiglieri regionali del Trentino Alto Adige, relativi agli anni 2022 e 2023. Gli ulteriori arretrati per il 2024 saranno accreditati in estate. In pratica l'anticipo dell'uovo di Pasqua! Ciò, naturalmente, in aggiunta allo stipendio annuo che si aggira sui 150mila euro (11.563,64 euro per 13 mensilità). La Flp "Federazione Lavoratori Pubblici" riporta le telefonate e le e-mail ricevute dai propri iscritti e simpatizzanti, non appena la notizia è stata pubblicata dalla stampa. Esse esprimono indignazione, sconforto, incredulità ed ingiustizia. L'ingiustizia è data dal fatto che un dipendente pubblico, spesso laureato, con anni di esperienza e alta formazione professionale, guadagna più o meno gli stessi soldi dei soli arretrati dei consiglieri in un intero anno (20-25 mila euro). Talvolta con incarichi di responsabilità elevati e rischiosi dal punto di vista professionale e lavorativo che inducono a lasciare anche il posto di lavoro.
A nostro avviso è venuta meno l’equità e la serietà dell’Istituzione del Consiglio Regionale che può provocare un ulteriore senso di distacco e di avversione nei confronti della politica. Politica che diventa sempre meno credibile quando non riesce a gestire i processi di iniquità tra lavoratori…(anche i consiglieri regionali rientrano in questa categoria). Oltretutto, questa notizia, a nostro avviso arriva nel momento meno opportuno e sbagliato, cioè a pochi mesi di distanza dalle elezioni amministrative, per le quali si avverte un’ulteriore notevole disaffezione alla partecipazione da parte dei cittadini. La cosa più buffa e grottesca è quella che tantissimi consiglieri regionali si sono sempre dichiarati contrari agli aumenti e agli arretrati, salvo intascare “TUTTI” e fino all’ultimo centesimo il non voluto… Questi saranno considerati seri e credibili laddove, pubblicamente, rinuncino a quanto sopra, semmai destinando gli aumenti e gli arretrati a fondazioni e/o associazioni impegnate a combattere le malattie e/o la povertà".


















