"Intimidazioni e caccia alle streghe: chi osa denunciare il genocidio di Gaza viene intimidito e identificato, come avveniva nei periodi più bui della nostra storia"
Il consigliere regionale veneto di Europa Verde Andrea Zanoni parla di "inquietanti episodi a Paese, Lonigo e Treviso". "A Paese il sudario bianco esposto dall'Anpi presso il monumento ai caduti della Resistenza, nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Un sudario per Gaza" sarebbe stato preso dalla Polizia Municipale, che avrebbe addirittura provveduto ad un sequestro penale per non si sa quale tipo di villipendio!" racconta Zanoni

PAESE (Treviso). "Intimidazioni e caccia alle streghe contro chi denuncia il genocidio di Gaza. Inquietanti episodi a Paese, Lonigo e Treviso. Trovo inaccettabile la repressione contro la solidarietà al popolo palestinese. Il silenzio complice di Meloni alimenta la deriva autoritaria".
A denunciare gli accaduti è Andrea Zanoni, consigliere regionale veneto di Europa Verde che parla di "deriva autoritaria inaccettabile" e afferma che "chi osa denunciare il genocidio in corso a Gaza viene intimidito, identificato, perseguitato dalle forze dell'ordine con metodi che ricordano i periodi più bui della nostra storia".
A cosa si riferisce Zanoni?
"Particolarmente grave è la situazione nel comune di Paese - scrive il consigliere regionale in una nota ufficiale - dove assistiamo a una discriminazione sistematica contro l'Anpi. Il sudario bianco esposto dall'Anpi presso il monumento ai caduti della Resistenza, nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Un sudario per Gaza", che prevedeva una mobilitazione in tutta Italia per ricordare le oltre 50mila vittime civili, tra cui donne e bambini, massacrate o lasciate morire di stenti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, sarebbe stato preso dalla Polizia Municipale, che avrebbe addirittura provveduto ad un sequestro penale per non si sa quale tipo di villipendio! A Paese ogni 25 aprile il sindaco ignora il monumento Anpi ai caduti del fascismo durante le commemorazioni ufficiali, vietando alle associazioni combattentistiche di fermarsi in questo sito con il pullman commemorativo. Una doppia morale inaccettabile: si discrimina l'Anpi tutto l'anno, ma quando si tratta di reprimere la solidarietà a Gaza, improvvisamente si riconosce il monumento per giustificare sequestri".
Ma non è finita perché, oltre a quanto accaduto all'europarlamentare Cristina Guarda (Qui articolo e qui articolo), identificata dalle forze dell'ordine dopo aver sventolato la bandiera della Palestina al passaggio del Giro d'Italia, Zanoni riporta un episodio che l'ha visto protagonista in prima persona.
"A Treviso, ieri sabato 24 maggio - racconta -, durante un pacifico flashmob per Gaza, due agenti in divisa della Polizia di Stato hanno chiesto a me che portavo la bandiera della Palestina, il motivo della nostra presenza in Piazza Indipendenza, nonostante il Questore fosse regolarmente informato. In questa occasione ho ricordato ai partecipanti al presidio l’episodio del medico, madre pediatra di Gaza, che ha perso 9 figli su 10 sotto le bombe israeliane: il più grande aveva 12 anni, l'unico sopravvissuto ne ha 11 ed è stato operato all'ospedale Nasser, notizie alle quali rischiamo di abituarci da quante ne stanno arrivando tutti i giorni e a tutte le ore".
"Questa caccia alle streghe non ci fermerà - conclude Zanoni -. Chi tace di fronte al genocidio è complice. Chi perseguita chi denuncia crimini contro l'umanità calpesta i valori della Resistenza e della nostra Costituzione. Ricordo che scade il 5 giugno il bando regionale per progetti su Resistenza e antifascismo, finanziato grazie alla legge sull'antifascismo che ho fatto finanziare in Consiglio Regionale del Veneto. La memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo ci impone di non voltarci dall'altra parte di fronte ai genocidi di oggi. La solidarietà non è reato. Il silenzio di fronte ai crimini di guerra sì".












