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| 08 ott 2025 | 16:19

Kompatscher fa come Meloni e cancella la conferenza stampa sulle decisioni di giunta. Ecco come si evitano le domande scomode e il confronto

Un appuntamento fondamentale che viene cancellato e sostituito da comunicati stampa ed eventuali interviste video realizzate con lo staff interno. Una decisione, in salsa meloniana, che fa molto più male che bene

di Redazione

BOLZANO. Niente più conferenza stampa. Cioè niente più domande. O anzi, ancora meglio: ci si fa le domande e ci si da pure le risposte.

Da oggi in poi in Provincia, a Bolzano, si fa così. Il presidente Arno Kompatscher annuncia che “le decisioni più importanti della Giunta provinciale saranno comunicate ai media tramite comunicati stampa. In alcuni casi questi saranno integrati da dichiarazioni video”.
 

E a chi fa questo mestiere, un pochino cade la mascella.

Si vogliono evitare le domande dirette e a sorpresa? Beh, a occhio si.

Si vuole evitare il contraddittorio? Sembra evidente.  Per evitare il contraddittorio si devono evitare i giornalisti, per evitare i giornalisti bisogna cancellare le conferenze stampa.

Basta dirlo. Un colpo di spugna e l'appuntamento viene cancellato e sostituito da “non vi preoccupate, vi mandiamo tutto noi”.

 

Un po' come il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, numeri alla mano, sta dimostrando sempre più che i giornalisti non le vanno proprio a genio, soprattutto quando fanno cose fastidiose tipo chiedere chiarimenti, spiegazioni, pretendere risposte e non super cazzole. Gente orribile, quella. E allora il metodo, sdoganato anche dalla Premier, qual è? Non fornire occasioni per farsi fare domande, cancellare i punti stampa e le conferenze e sostituirli con "dichiarazioni". 

 

Eh no. Non si fa così. E non può fare così il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta Provinciale o il Presidente dell'Assemblea di Condominio. 

 

Da sempre, sia in Provincia che in Comune, ha funzionato in questo modo: la Giunta si riunisce e prende delle decisioni, poi il Presidente o il Sindaco, o gli assessori, si presentano alla conferenza stampa durante la quale vengono illustrate le decisioni prese e si risponde alle domande dei giornalisti presenti. Tutte le domande. Su tutti i temi che vengono in mente.

 

C'è qualcuno che di mestiere fa domande, e qualcuno che per mestiere dovrebbe (anche) rispondere alle suddette domande. Perché deve rispondere del suo operato. Non è un'opzione, + un obbligo, almeno morale. O dovrebbe esserlo.
 

Ecco, adesso a Kompatscher non gli va più. Forse non gli piacciono le domande, o non gli piacciono le persone..sta di fatto che stop al confronto diretto.

E questo ha fatto girare gli ingranaggi. Anche e soprattutto all'Ordine dei Giornalisti che interviene con una nota.
 

“La decisione della giunta provinciale di Bolzano di non tenere più la tradizionale conferenza stampa alla fine delle riunioni settimanali per comunicare le decisioni prese, interrompe di fatto un passaggio essenziale del patto tra governo e cittadini. L’intenzione di sostituire la presenza dei giornalisti con l’ invio di comunicati a senso unico e video autoreferenziali, mina la democrazia. Cancellando l’incontro con la giunta, si impedisce ai giornalisti di fare domande sulla versione ufficiale dei fatti politici, si nega quel contraddittorio che, attraverso la presenza dei media, spetta ai cittadini e al loro diritto di essere consapevoli ed informati. L’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige condanna fermamente la decisione di eliminare il confronto settimanale con la stampa, chiedendo al governo provinciale il rispetto sia della professione giornalistica sia dell’interesse generale ad una libera informazione, tutelati dalla Costituzione italiana. Difendendo il giornalismo difendiamo la nostra democrazia”. La firma del comunicato è di Sandra Bortolin, Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, ma racchiude ovviamente il pensiero di chiunque faccia questo mestiere. In qualsiasi forma.

 

Forse ci si è scordati che un giornalista non è una cassa di risonanza. Che i giornalisti non urlano a caso in un microfono, non battono a caso su una tastiera. Ci si è dimenticati  che l'informazione non può essere plasmata a piacimento. Che se una persona fa una stupidaggine ne deve rispondere, non può semplicemente fare finta di niente e fischiettare guardandosi intorno evitando di parlare con i giornalisti. Che se i giornalisti chiedono, i politici devono rispondere. Possibilmente dicendo la verità, o almeno la cosa che si avvicina di più ad essa. 
 

Non siete in grado? Cambiate mestiere.

Non volete rispondere? E' un lusso che non vi è concesso.

Perché tramite la categoria, parlate direttamente ai cittadini che votano.

 

E poi ci si lamenta se la gente non va alle urne.

Come fanno i cittadini a fidarsi? Come fanno i cittadini a fidarsi di un Presidente che decide che non vuole più rendere conto alle persone? E attenzione al tempismo: il Presidente prendeva questa decisione mentre sotto le sue finestre una piazza intera manifestava per salvare centinaia di posti di lavoro. Duemila persone chiedevano un confronto. Lo hanno avuto? Nemmeno da lontano.

 

Che diludendo, Mister President. Che diludendo.

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