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Trento
29 dicembre | 18:40

“La scuola non è un talk show”, Demagri contro le direttive di Roma sul 'pluralismo' e attacca la Pat: “Difende l’autonomia o si limita a eseguire ordini?”

In due note il ministero richiama  le scuole al rispetto del pluralismo, del contraddittorio e della par condicio nella scelta dei relatori. Per la consigliera “il concetto di pluralità non può essere ridotto alla semplice contrapposizione di opinioni, come avviene nei talk show televisivi. Nella scuola, pluralità significa offrire agli studenti informazioni qualificate, strumenti di analisi e contesti di approfondimento, non trasformare gli istituti in arene di scontro politico”

TRENTO. “Il concetto di pluralità non può essere ridotto alla semplice contrapposizione di opinioni, come avviene nei talk show televisivi. Nella scuola, pluralità significa offrire agli studenti informazioni qualificate, strumenti di analisi e contesti di approfondimento, non trasformare gli istituti in arene di scontro politico”. Queste le parole che arrivano dalla consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri in seguito alla pubblicazione delle note ministeriali  numero 5836 del 7 novembre 2025 e numero 6545 del 12 dicembre 2025, che impongono alle scuole criteri rigidi nell’organizzazione di eventi su temi politici e sociali

 

Il testo inviato dal Ministero ai dirigenti delle istituzioni scolastiche statale e ai coordinatori didatti delle scuole paritarie, riguarda l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi  su tematiche di ampia rilevanza politica e sociale. Viene richiamata l’esigenza che “la scelta di ospiti e relatori sia volta a garantire il confronto tra posizioni diverse e pluraliste al fine di consentire agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e sviluppare il pensiero critico”.

 

La consigliera provinciale Demagri ha presentato un’interrogazione per chiedere se l’assessorato provinciale all’Istruzione, guidato dall'assessora Francesca Gerosa,  abbia assunto una posizione autonoma o se, al contrario, si sia limitato a recepire senza alcuna valutazione critica le indicazioni provenienti da Roma

 

Le due note del Ministero dell’Istruzione richiamano le scuole al rispetto del pluralismo, del contraddittorio e della par condicio nella scelta dei relatori. “Tuttavia, tali indicazioni – spiega Paola Demagrio - nate per rispondere a episodi specifici verificatisi in altre regioni, rischiano di tradursi in un’ingerenza centralistica che mal si concilia con il nostro modello educativo autonomo”. 

 

Per la consigliera “il concetto di pluralità non può essere ridotto alla semplice contrapposizione di opinioni, come avviene nei talk show televisivi. Nella scuola, pluralità significa offrire agli studenti informazioni qualificate, strumenti di analisi e contesti di approfondimento, non trasformare gli istituti in arene di scontro politico”.

 

La nostra Provincia dispone di competenze proprie in materia di istruzione e formazione. È quindi legittimo chiedersi, spiega ancora Demagri,  se l’assessorato abbia ritenuto necessario ribadire l’autonomia decisionale dei Dirigenti scolastici “o se, invece, abbia preferito un allineamento totale alle direttive ministeriali, rinunciando di fatto a difendere le nostre prerogative”.

 

“Se la Giunta locale accetta senza discutere indicazioni pensate per realtà molto diverse dalla nostra rischiamo di vedere impoverite proprio quelle caratteristiche che rendono speciale la nostra autonomia. L’autonomia non è un’etichetta: è la capacità di adattare le norme alle esigenze del territorio, tutelando la qualità del nostro sistema educativo”.

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