Contenuto sponsorizzato
Trento
08 maggio | 21:00

"Nessuno può scagliare la prima pietra", Fugatti in Aula sull'inchiesta che coinvolge anche Villotti: "Non nego e non rinnego i rapporti ma c'è presunzione di innocenza"

In Consiglio provinciale le opposizioni sono tornate sulla vicenda per chiedere un intervento di Fugatti. Si è parlato di come Patrimonio del Trentino sia stata decapitata. La replica del governatore: "Personalmente non mi sono atteggiato da moralista e da inquisitore: deve esserci sempre un approccio di rispetto verso le persone e verso il lavoro della magistratura. Aspettiamo la fine"

TRENTO. "Ribadisco la totale fiducia negli inquirenti e nell'operato della magistratura, certi che verrà fatta piena luce nel miglior modo". In Aula il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, è intervenuto sull'operazione della guardia di finanza. "I percorsi che hanno portato a queste azioni devono essere definiti e valutati alla fine dell'inchiesta: c'è la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva". Il governatore del Trentino si scrolla di dosso le accuse: non nega e non rinnega rapporti con Villotti ma aggiunge che "non ci sono sepolcri imbiancati, nessuno può scagliare la prima pietra: non guardiamo alle precedenti amministrazioni provinciali".

 

Un blitz delle fiamme gialle che ha portato a misure restrittive della libertà personale nei confronti di 37 persone (18 in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 13 divieti di dimora e 3 obblighi di dimora nella provincia di Trento, 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), per reati contro la pubblica amministrazione, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Il sequestro si aggira sui 12 milioni di euro (Qui articolo).

 

La guardia di finanza ha ricostruito legami e attività di 4 gruppi, considerati criminali (Qui approfondimento). In questa operazione risulta coinvolta la famiglia imprenditoriale Agostini, titolare e riferimento di diversi locali, ristoranti e hotel sul territorio. Ma a finire nella lente di ingrandimento ci sarebbero nomi eccellenti perché l'inchiesta toccherebbe anche una società pubblica.

 

Tra i nomi si partirebbe da Andrea Villottiex presidente di Patrimonio del Trentino. Tra gli indagati ci sarebbero anche Michele Maistri e Rocco Bolner, rispettivamente direttore generale e responsabile legale della società. Il filone riguarda il tentativo di acquisizione da parte della famiglia Agostini, in particolare da parte di Alessio Agostini, del Grand Hotel Imperial di Levico. Struttura gestita proprio da Patrimonio del Trentino Spa.

 

L'ex presidente della società, a cui vengono contestati i reati di corruzione e di peculato, è stato anche capo di gabinetto in Regione del governatore della Provincia di Trento. Il Partito Democratico ha espresso preoccupazione ma ha anche attaccato: "E' evidente il fallimento della gestione delle nomine da parte della Giunta Fugatti, che ha affidato ruoli di vertice in società come Patrimonio del Trentino a persone oggi indagate per fatti gravissimi. Il Partito Democratico del Trentino si pone con forza in difesa dell’economia trentina onesta, fatta da migliaia di imprenditori e commercianti che ogni giorno lavorano nel rispetto delle regole (Qui articolo).

 

In Consiglio provinciale le opposizioni sono tornate sulla vicenda per chiedere un intervento di Fugatti. Si è parlato di come Patrimonio del Trentino sia stata decapitata. Prima Andrea Merler con il contributo casa e poi con l'inchiesta Romeo, poi Villotti. Tutti ruoli fiduciari. E' stato poi ripreso il bando per hotel di Levico che dall’inchiesta sembra essere stato cucito ad hoc per qualcuno. 

"Insomma una situazione che riguarda la Patrimonio del Trentino sulla quale bisognerebbe fare una riflessione", le minoranze. 

 

Il governatore ribadisce "fiducia nella magistratura e nelle forze dell'ordine" (Qui articolo) e rispedisce le accuse al mittente. "Il mio approccio verso questa situazione è quello di qualche mese fa", dice Fugatti. "Personalmente non mi sono atteggiato da moralista e da inquisitoredeve esserci sempre un approccio di rispetto verso le persone e verso il lavoro della magistratura. Bisogna aspettare la fine".

 

Poi il contropiede. "Non opero un'analisi dei percorsi amministrativi delle Giunte provinciali, non ci sono sepolcri imbiancanti, nessuno può scagliare la prima pietra. Non è il caso di portare casi e casi nei vari percorsi che ci sono stati, anche in passato. Non li cito e ci fermiamo lì. Per eventuali errori che ci sono stati, credo che ci voglia un approccio giudiziario e amministrativo. Chi ha sbagliato, deve pagare, questo sicuramente". 

 

E "sicuramente ci sono stati rapporti personali che non nego e non rinnego", e ripete: "Non nego e non rinnego". Poi si rivolge a Manica: "Facciamo fatica ad appartenere a quella categoria di politici che, se un sindaco, un amministratore pubblico, un dirigente viene a essere interessato da un'inchiesta giudiziaria, nemmeno ci sediamo vicino. Non facciamo parte di quella categoria. Credo che lei mi abbia ben capito", conclude Fugatti.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 maggio | 18:38
La proiezione di Mercatore, le distorsioni - inevitabili - nell'immagine che abbiamo del mondo e i loro effetti: intervista alla professoressa [...]
Cronaca
| 15 maggio | 20:59
Intervento del soccorso alpino per recuperare due escursionisti di 20 anni che si era persi a causa della nebbia e della neve fresca che aveva [...]
altra montagna
| 15 maggio | 19:00
A tre settimane dall'inizio della manifestazione, anche il racconto teatrale di Marco Albino Ferrari (previsto per sabato 6 giugno) ha [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato