"Non ci sono valide alternative a Ianeselli". La spinta degli ex sindaci Dellai, Pacher e Andreatta al primo cittadino uscente: "Dalla Provincia scelte contro la città"
"Laddove la Giunta Provinciale - spiegano - ha fatto scelte “contro” la città (come nel caso della voluta ed assurda concentrazione a Trento di tutti i richiedenti asilo, in una struttura sempre più abbandonata a se stessa) non ha cavalcato i problemi che ciò ha provocato, anche in termini di sicurezza. Questo atteggiamento di serietà e di responsabilità - nel tempo della demagogia parolaia e populista - ci pare il motivo migliore per scommettere con fiducia sul secondo mandato del Sindaco Ianeselli"

TRENTO. L'endorsement arriva a pochi giorni dal primo turno delle elezioni amministrative e giunge da chi, prima di lui, ha governato la città, complessivamente per trent'anni, dal 1990 al 2020.
Lorenzo Dellai, Alberto Pacher e Alessandro Andreatta, i tre sindaci che hanno preceduto l'attuale primo cittadino del capoluogo, ricandidato per il secondo mandato e grande favorito per la contesa elettorale di domenica 4 maggio, "spingono" Franco Ianeselli verso la riconferma.
"E' veramente difficile scorgere nei concorrenti, che pure meritano tutto il nostro rispetto, un realistico progetto alternativo e men che meno le condizioni per una maggioranza politica diversa, capace di vera unità di intenti" scrivono, sottolineando, tutti forti di una "doppia" esperienza in via Belenzani, come "le scelte di un sindaco più contestate nell’immediato si rivelano alla lunga lungimiranti e corrette".
E non mancando di riservare una stilettata al Governatore Fugatti e ai suoi assessori, sottolineando che "laddove la Giunta Provinciale ha fatto scelte “contro” la città (come nel caso della voluta ed assurda concentrazione a Trento di tutti i richiedenti asilo, in una struttura sempre più abbandonata a se stessa) non hanno cavalcato (Ianeselli e la sua squadra, ndr) i problemi che ciò ha provocato, anche in termini di sicurezza, ma hanno chiesto - senza peraltro ottenerla - una leale collaborazione con i Governi delle altre pubbliche istituzioni titolate per legge a decidere su questi temi. Questo atteggiamento di serietà e di responsabilità - nel tempo della demagogia parolaia e populista - ci pare il motivo migliore per scommettere con fiducia sul secondo mandato del Sindaco Ianeselli".
Ecco, allora, che, dopo il ricordo degli anni trascorsi alla guida della Giunta comunale, Dellai, Pacher e Andreatta auspicano un'altra vittoria al primo turno per il candidato del centro sinistra.
"Abbiamo l’onore di aver vissuto, come sindaci della nostra città, un lungo periodo della sua evoluzione, dal 1990 al 2020 - scrivono Dellai, Pacher e Andreatta in una nota congiunta -. Trent’anni durante i quali Trento ha affrontato i mutamenti legati ad una fase storica di grandi cambiamenti, con i problemi e le opportunità che sempre essi producono, cercando di conservare, innovandola via via, la propria natura di città plurale, solidale e aperta. Ognuno di noi tre porta nel suo zaino le luci e le ombre di quello che ha cercato di fare come sindaco. Portiamo però, assieme, la consapevolezza di un cammino che la città di Trento ha compiuto nella giusta direzione. Siamo orgogliosi perciò di averla ascoltata, accompagnata e guidata, questa Città, al meglio delle nostre possibilità. Ascoltare, accompagnare, guidare: tre parole che non possono essere messe tra loro in alternativa. Ogni sindaco le deve coniugare per servire il bene comune: questa è la cifra della politica. Non è sempre facile, come possiamo testimoniare per il tempo che è toccato a noi".
"Ora tocca a Franco Ianeselli - proseguono -. L’ha fatto nel suo primo mandato e siamo fiduciosi che possa farlo ancora meglio nel secondo, dopo il passaggio elettorale di domenica prossima. Noi lo sosteniamo con convinzione ed invitiamo i nostri concittadini e le nostre concittadine a dare fiducia a lui ed alla sua coalizione. Nessun sindaco è esente da mancanze ed errori, soprattutto se gli tocca una stagione così difficile come questa. Ma la nostra esperienza ci dice anche che, talvolta, le scelte di un sindaco più contestate nell’immediato si rivelano alla lunga lungimiranti e corrette. Tutto questo è fisiologico in un corpo vivo come una città, che affronta i cambiamenti giorno per giorno, senza la possibilità di dire: fermiamo tutto e passiamo subito alla Trento del futuro. Il divenire di una città è un percorso faticoso e complesso. La cosa importante è che questo percorso punti con onestà e coerenza a migliorare la sua funzionalità, la sua competitività, la sua coesione sociale. Senza dissipare la sua anima profonda. Franco Ianeselli e la sua squadra hanno lavorato con impegno e serietà per questo. Anche di fronte a partite che loro non avevano affatto deciso (come il passante ferroviario), ma che hanno creduto fossero utili per la Trento del futuro".
Infine l'attacco alla Provincia e la spiegazione del perché Ianeselli, secondo i tre ex sindaci, è la scelta migliore per il futuro di Trento.
"E laddove la Giunta Provinciale - concludono - ha fatto scelte “contro” la città (come nel caso della voluta ed assurda concentrazione a Trento di tutti i richiedenti asilo, in una struttura sempre più abbandonata a se stessa) non hanno cavalcato i problemi che ciò ha provocato, anche in termini di sicurezza, ma hanno chiesto - senza peraltro ottenerla - una leale collaborazione con i Governi delle altre pubbliche istituzioni titolate per legge a decidere su questi temi.
Questo atteggiamento di serietà e di responsabilità - nel tempo della demagogia parolaia e populista - ci pare il motivo migliore per scommettere con fiducia sul secondo mandato del Sindaco Ianeselli, che crediamo possa rafforzare il ruolo autonomo e la peculiare funzione innovatrice della città, anche nella fase di una autonomia trentina stanca e richiusa su se stessa. Trento non è mai stata “conquistata” politicamente da chi governava a Roma o in Provincia. Semmai ha elaborato modelli politici anticipatori di nuovi scenari che si sono poi realizzati. Le sfide di oggi richiedono che questa funzione non venga cancellata, ma rafforzata. Nell’interesse di Trento e di tutta la comunità autonoma del Trentino.
Dal 1995 la città elegge direttamente il proprio sindaco al primo turno. Non vediamo alcun valido motivo per interrompere questa positiva tradizione di chiarezza e di stabilità del governo cittadino. Del resto - al di là della evocazione spesso esasperata dei problemi - é veramente difficile scorgere nei concorrenti, che pure meritano tutto il nostro rispetto, un realistico progetto alternativo e men che meno le condizioni per una maggioranza politica diversa, capace di vera unità di intenti".












