Nuovi alloggi contro lo spopolamento: oltre 10 milioni di euro per 50 nuove abitazioni su tutto il territorio. "Vogliamo garantire sostegno a cittadini e lavoratori"
Nuovi progetti per affrontare il nodo residenzialità, tra i temi più urgenti per la provincia di Belluno. Saranno infatti 7 le iniziative che porteranno alla creazione di 50 nuovi alloggi, distribuiti in diversi Comuni, grazie a un finanziamento del Fondo comuni confinanti per un totale di circa 10,5 milioni di euro

BELLUNO. Nuovi progetti per affrontare il nodo residenzialità, tra i temi più urgenti per la provincia di Belluno. Saranno infatti 7 le iniziative che porteranno alla creazione di 50 nuovi alloggi grazie a un finanziamento del Fondo comuni confinanti (Fcc). “Questa operazione conferma la vocazione del Fondo nel dare risposte concrete ai bisogni delle comunità, ma è solo un punto di partenza. Nella prossima programmazione dedicheremo infatti grande attenzione e risorse alle politiche di supporto abitativo, prendendo come esempio quanto avviene nelle province di Trento e Bolzano” afferma Dario Bond, presidente Fcc.
L’incontro di presentazione si è svolto questa mattina a Palazzo Piloni. Presenti, oltre a Bond, il presidente della Provincia Roberto Padrin e i rappresentanti dei Comuni coinvolti: Feltre, Lamon, Santo Stefano di Cadore (in questi tre casi si tratta di immobili di proprietà della Provincia, che sarà anche soggetto attuatore), Agordo, Cortina d’Ampezzo, Lozzo di Cadore e Cesiomaggiore.
Di cosa si tratta nel concreto? Saranno attuati sette progetti di supporto alla carenza di abitazioni sul territorio per un importo totale di circa 10,5 milioni di euro (10.441.353,91), di cui oltre 8 da Fcc (8.291.353,91) mentre la restante parte sarà co-finanziata dal Comune di Feltre per la riqualificazione dell’ex caserma dei carabinieri (700.000 euro), dalla Provincia per la riqualificazione dell’ex caserma di Lamon (950.000 euro) e da un residuo di fondi Fcc a Cortina (500.000 euro per la ristrutturazione dell’ex casa di riposo).
Complessivamente si arriverà a realizzare tra i 50 e i 60 nuovi alloggi. La definizione precisa si avrà con i progetti esecutivi, ma sappiamo già che saranno alloggi di varia tipologia e in contesti diversi, con l’unico obiettivo di sostenere la residenzialità e rispondere ai bisogni delle comunità locali. “Vogliamo garantire residenzialità a chi già vive in provincia di Belluno - prosegue Bond - ma anche sostenere i lavoratori che arrivano da fuori, spesso per servizi essenziali come la sanità, il trasporto, l’assistenza agli anziani e l’istruzione. Spopolamento e carenza di servizi sono due facce di un medesimo, drammatico, problema, soprattutto nelle terre alte: questa iniziativa non è certo una risposta esaustiva, ma rappresenta comunque un passo significativo verso misure concrete”.
Sul tema la Provincia aveva recentemente commissionato uno studio, secondo il quale tra il 2011 e il 2021 il territorio ha perso 8.991 residenti. Trend che non riguarda però i nuclei familiari, aumentati di 691 unità, soprattutto quelli formati da una o due persone. In parallelo al calo demografico, inoltre, c’è stata una crescita di 6.754 lavoratori nel periodo 2015-2022, soprattutto in Valbelluna e Agordino, seguiti da Alpago e Longaronese. A fronte di tutto ciò, cresce quindi la domanda di abitazioni, in particolare per i nuclei monocomponente, e proseguirà anche nei prossimi anni (qui l’articolo).
Ora siamo a un ulteriore passo avanti per aumentare gli alloggi disponibili. “Si tratta di una delle operazioni di maggior significato sul piano economico, e non solo, realizzate grazie al Fondo. È un intervento che guarda non soltanto ai residenti, ma anche ai lavoratori che giungono da fuori e che spesso svolgono ruoli fondamentali per la vita dei nostri territori. Inoltre, l’iniziativa ha un significato particolare in relazione ai nostri giovani: garantire alloggi significa rendere più attrattiva la montagna e offrire concrete prospettive a chi vuole costruire qui il proprio futuro” conclude Padrin.












