Oggi i ballottaggi a Pergine, Riva, Arco, Mori, Cles, Borgo, Ville d'Anaunia, Avio, Cavalese, Novella, Volano. In Alto Adige si vota a Bolzano e Merano. Con l'incognita affluenza
Si vota dalle 7 alle 22 con lo spoglio che inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi. A Riva del Garda Zanoni parte con un ampio vantaggio su Betta, così come Fracchetti ad Avio nei confronti di Secchi e a Pergine Morelli è avanti rispetto a Pintarelli: tra civici e centro sinistra non c'è stato accordo. Gli apparentamenti e le intese riguardano solamente il centro destra, che in qualche caso è riuscito a ricompattarsi: ufficiale l'accordo sia a Cles che Borgo, ufficioso a Mori

TRENTO. E' il giorno dei ballottaggi in 11 comuni del Trentino: stasera, attorno a mezzanotte, verranno eletti i nuovi sindaci di Pergine, Riva, Arco, Mori, Cles, Borgo, Ville d'Anaunia, Avio, Cavalese, Novella, Volano. In Alto Adige, invece, la sfida riguarda solamente due città, le più grandi della provincia, Bolzano e Merano.
Se il percorso di avvicinamento al primo turno era stato, più o meno in maniera diffusa, tutto sommato tranquillo, altrettanto non si può dire delle ultime due settimane, dove le campagne sono letteralmente esplose. Tra apparentamenti fatti, intese mancate, polemiche, attacchi (sterili) e tentativi di denigrare il rispettivo avversario, piuttosto che convincere gli indecisi o chi, il 4 maggio, ha votato per un'altra coalizione a cambiare idea, sono stati giorni intensi.
Le strategie "aggressive" pagheranno oppure i trentini, come la storia insegna, continueranno a preferire chi non alza la voce?
Il responso arriverà dalle urne, che saranno aperte dalle 7 alle 22, con lo spoglio che inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi. Per assegnare la propria preferenza ad uno dei due candidati sarà sufficiente tracciare una "x" sul suo nome, ma il voto verrà considerato valido anche nel caso in cui il segno venga apposto sopra uno dei simboli delle liste che lo sostengono.
Il grande dubbio è legato all'affluenza: se dovesse crollare (e già al primo turno i dati non erano stati eccezionali) allora gli scenari potrebbero cambiare radicalmente anche nei centri dove, di fatto, il risultato viene già dato per "scritto". Il timore che percentuali possano "crollare" vistosamente c'è eccome.
In Trentino si voterà praticamente in tutti i grandi centri della Provincia (Qui nel dettaglio la situazione comune per comune), con le eccezioni della città in cui un candidato ha vinto al primo turno (Trento, Lavis, Levico) e delle realtà dove le elezioni si sono svolte nel 2024 (Rovereto, Ala, Mezzolombardo).
In rigoroso ordine di grandezza per numero d'abitanti a Pergine Valsugana Marco Morelli, candidato del centro destra unito, proverà a sconfiggere il polo civico guidato da Carlo Pintarelli, il "delfino" di Oss Emer. Il mancato apparentamento con il centro sinistra (tra comunicati e "contro" comunicati) complica notevolmente i piani dell'assessore che potrebbe comunque pescare i voti di Pd, Campobase e Alleanza Verdi Sinistra, anche se è tutt'altro che scontato.
A Riva del Garda Alessio Zanoni ha sfiorato la vittoria al primo turno (gli sono mancati appena un'ottantina di voti), mentre Silvia Betta è chiamata ad una rimonta quasi "impossible", visto il risultato di due settimane fa (48,75% a 29,36%). Con lei ci saranno Forza Italia e Rivanità, ma il divario da colmare appare troppo ampio per la vice sindaca uscente.
Ad Arco Arianna Fiorio proverà a sparigliare le carte: sarebbe la prima sindaca donna del comune arcense. L'avversario è il candidato di centro destra Alessandro Amistadi. Non c'è stato l'atteso accordo tra "Arco che Vorrei" e il centro sinistra, quest'ultimo escluso dal ballottaggio e ai minimi storici all'ombra del Castello. Gli ultimi giorni, tra comunicati, risposte, annunci social e polemiche, sono stati all'insegna della "bulimia comunicativa".
Situazioni decisamente diverse sono, invece, quelle di Mori, Cles e Borgo, dove il centro destra è riuscito a ricompattarsi. A Mori il due volte sindaco uscente Stefano Barozzi parte avanti rispetto al leghista Nicola Mazzucchi, che però potrà contare sull'appoggio di Paola Depretto e Fratelli d'Italia, in val di Non l'ex assessora Stella Menapace, candidata del Patt, ha sottoscritto l'apparentamento con Vito Apuzzo e Fratelli d'Italia per sconfiggere la candidata del centro sinistra, la consigliera provinciale Paola Demagri. A Borgo, invece, i due candidati di centro destra, il sindaco uscente Enrico Galvan e lo sfidante (ex primo cittadino) Fabio Dalledonne hanno stretto l'accordo per superare Martina Ferrai, nettamente la più votata al primo turno, con più del 42% dei voti.
Situazione impronosticabile a Ville d'Anaunia dove Giuliano Ghezzi e Fausto Pallaver erano separati da una manciata di voti, pochissimi in più rispetto a quelli raccolti dal sindaco uscente Samuel Valentini, che ha dato piena libertà ai propri elettori, mentre ad Avio il sindaco uscente Ivano Fracchetti può contare su quasi 17 punti percentuali di vantaggio sullo sfidante Federico Secchi, primo cittadino dal 2015 al 2020.
A Cavalese sarà "replica" della sfida a due del 4 maggio con i due candidati, Sergio Finato e Carlo Betta, che hanno raccolto l'identico numero di voti (caso più unico che raro), a Novella il sindaco uscente Donato Preti è in leggero ritardo rispetto allo sfidante Silvano Dominici (44,07% contro 47,04%) e a Volano, nell'ex maggioranza "spaccata", prova ad inserirsi Emanuele Volani (45,04%) che sfiderà il vice sindaco uscente Walter Ortombrina (37,22%).
In Alto Adige la partita è ancora apertissima sia nel capoluogo che lungo il Passirio anche se, a Bolzano, il candidato del centro destra Claudio Corrarati parte in deciso vantaggio nei confronti dell'assessore uscente Juri Andriollo, capofila del centro sinistra: al primo turno è finita 36,2% a 27,3% in favore di Corrarati. L'Svp ha scelto di non schierarsi, lasciando libertà d'azione ai propri elettori e tantissimo peseranno anche i voti de La Civica di Gennaccaro e del Team K: Corrarati spera nel "colpo gobbo" (sarebbe la prima volta in città per il centro destra), ma i giochi sono tutt'altro che fatti.
A Merano, invece, la distanza che separa la candidata dell'Svp Katharina Johanna Zeller e il sindaco uscente Dario Dal Medico è risicatissima, 33,0% a 31,7%. Il Pd e i 5 Stelle hanno deciso di appoggiare la Svp e Katharina Zeller, che potrà contare anche sul sostegno dei singoli candidati del Team K. I Verdi, invece, hanno deciso di chiamarsi "fuori". La strada per Dal Medico, dunque, appare tutta in salita anche se a giocare un ruolo decisivo sarà l'affluenza.












