"Reclamiamo i diritti e contestiamo la tripartizione durante il fascismo", i ladini puntano sulla Lia di Comuns Ladins: "Un passo per salvaguardare l'identità"
La Lia di Comuns Ladins comprende 5 valli disposte intorno al gruppo del Sella. L'assessore regionale Luca Guglielmi: "La Regione è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per garantire la tutela e la valorizzazione della lingua e delle tradizioni ladine"

CORVARA. Si è tenuta nei giorni scorsi, alla sala consiliare del Comune di Corvara, la riunione della Lia di Comuns Ladins, voluta dall’assessore regionale alle minoranze linguistiche del Trentino Alto Adige, Luca Guglielmi, per affrontare le strategie per il rafforzamento di questo ente già riconosciuto formalmente dalla Regione autonoma Trentino – Alto Adige come strumento di collaborazione e coordinamento delle politiche di tutela della minoranza ladina dolomitica.
“Il potenziamento della Lia di Comuns Ladins rappresenta un passo fondamentale per la salvaguardia della nostra identità culturale. La Regione è pronta a mettere in campo tutti gli strumenti necessari per garantire la tutela e la valorizzazione della lingua e delle tradizioni ladine", ha commentato l’assessore ribadendo che “la regione si impegna a favorire il consolidamento delle reti istituzionali e associative a sostegno della minoranza ladina”.
La Lia di Comuns Ladins comprende 5 valli, disposte intorno al gruppo del Sella, che formano la Ladinia, comunità di lingua Ladina che venne divisa al termine della prima guerra mondiale in due regioni e tre province differenti: Val Badia e Val Gardena in provincia di Bolzano, la Val di Fassa in provincia di Trento, e Fodom, Col e Ampezzo in provincia di Belluno.
I Comuni aderenti a Lia di Comuns Ladins sono ben 17 e sono Badia-Abtei, Castelrotto-Ciastel-Kastelruth, Colle Santa Lucia-Col, Cortina d’Ampezzo-Anpezo, Corvara, La Valle-La Val-Wengen, Livinallongo del Col di Lana-Fodom, Marebbe-Mareo-Enneberg, Ortisei-Urtijëi-St. Ulrich, San Martino in Badia-San Martin de Tor-St. Martin in Thurn, Santa Cristina Val Gardena-Santa Cristina-St. Christina in Gröden, Selva Val Gardena-Sëlva-Wolkenstein, e i Comuni dell’ambito territoriale del Comun General de Fascia.
Il sindaco di San Martin de Tor, Giorgio Costabiei, che presiede l’ente, ha espresso soddisfazione per l’attenzione riservata alla comunità ladina e ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti locali e Regione per il futuro della minoranza linguistica.
Soddisfatta dell’incontro anche l’amministrazione fodoma che nella seduta ha presentato due proposte accolte positivamente dall'assemblea: “Durante l’incontro abbiamo proposto di rifare nell’estate del 2026 il Raduno sul Sella per celebrare gli 80 anni trascorsi da quando nel 1946 oltre tremila ladini di tutte le 5 valli si riunirono sul Passo del Sella per reclamare i propri diritti come gruppo etnico-linguistico e contestare la tripartizione avvenuta durante il ventennio fascista” ha dichiarato Gabriele Delmonego, vicesindaco di Livinallongo del Col di Lana. “Un’altra proposta che abbiamo fatto è quella di creare un marchio unitario per i 17 comuni ladini che li identifichi all’ingresso dei paesi, e venga riproposto anche sui portali turistici, di modo da rendere chiara visivamente l’area geografica che costituisce la Ladinia”.
Il tema del turismo è emerso durante la riunione anche quando Guglielmi ha evidenziato che, di recente, la giunta regionale ha approvato un disegno di legge che istituzionalizza la “Giornata delle Minoranze Linguistiche”, dedicata alle lingue ladina, mòchena e cimbra: “Questa iniziativa è un passo fondamentale per la valorizzazione delle nostre radici culturali e non sarà solo una celebrazione delle nostre lingue, ma anche un’opportunità di dialogo e collaborazione, fondamentale per la coesione sociale e la ricchezza culturale della nostra Regione. Eventi come mostre, concerti, spettacoli teatrali e manifestazioni enogastronomiche contribuiranno alla valorizzazione del patrimonio culturale della regione, rafforzando il riconoscimento ufficiale della pluralità linguistica del territorio e stimolando il turismo culturale, attirando visitatori interessati a scoprire la storia e le tradizioni delle minoranze linguistiche”.












