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Belluno
12 novembre | 15:21

Resistere Veneto: 4 candidati in corsa con Szumski per Belluno. Dalla libera scelta terapeutica alla moneta complementare, priorità a sanità e autonomia

Medico e già sindaco a Santa Lucia di Piave, Szumski sottolinea il proprio impegno durante il Covid contro protocolli sanitari imposti dall’alto (motivo per cui è stato radiato, presentando ricorso). Al centro del programma soprattutto la sanità e la libertà di scelta terapeutica, ma anche la battaglia per l’autogoverno del Veneto e l’autonomia finanziaria

BELLUNO. Presenta la sua lista ai cittadini bellunesi anche “Resistere Veneto”, il movimento che corre alle prossime regionali con Riccardo Szumski candidato presidente. “Il nostro è un miracolo realizzato partendo da zero, dalla buona volontà, il confronto con i cittadini e una forte attenzione al mondo autonomista e indipendentista, fatto di libertà e rispetto per il dissenso” afferma.

 

Al centro del programma c’è soprattutto la sanità. Medico e già sindaco a Santa Lucia di Piave, Szumski sottolinea il proprio impegno durante il Covid contro protocolli sanitari imposti dall’alto (motivo per cui è stato radiato, presentando ricorso). “A maggior ragione nel bellunese – ribadisce ora - il problema principale è la sanità, dove assistiamo alla perdita e disumanizzazione del rapporto con il cittadino e alla mancanza di medicina di prossimità, a causa di politiche che negli anni hanno impedito un ricambio del personale sanitario”.

 

Tema, questo, strettamente legato al sociale: si va allora dalla volontà di superare le “case di riposo-azienda” tramite una legge che garantisca la trasparenza nei bilanci ai voucher personalizzati per l’assistenza domiciliare. Non mancano poi l’ambiente, dove si punta a facilitare il recupero dell’esistente contro il consumo di suolo, e il mondo produttivo, dove spicca l’introduzione di una moneta complementare. “È una moneta digitale – spiega il candidato – per rafforzare il commercio locale, gestita con l’introduzione di un’Irap mirata all’e-commerce. Certo non possiamo stampare moneta, ma abbiamo già la proposta affinché le risorse economiche rimangano sul territorio: è ormai ora di passare dalle chiacchiere sull’autonomia ai fatti”.

 

Quattro i candidati consiglieri che lo accompagnano. Si parte con Sara Cunial, ex deputata ora candidata per le province di Belluno, Padova e Vicenza, che punta alla libertà di scelta in ambito terapeutico. “Sarà una grande rivoluzione – afferma – e siamo pronti a cambiare le sorti delle nostre vite e quelle dei nostri figli. È infatti fondamentale garantire a tutti il diritto all’inviolabilità del corpo umano e al benessere a 360 gradi. Sappiamo cosa è giusto fare per proteggere i nostri figli e possiamo partire da subito, perché abbiamo tutti gli strumenti per garantire la libertà di autodeterminarci, dalla moneta complementare alla libertà di cura”.

 

Accanto a lei Davide Lovat, feltrino, candidato per Belluno e Vicenza. “Vengo da Sovramonte – spiega – che circa 20 anni fa fu la prima, con Lamon, a esprimere un forte malessere verso l’impianto costituzionale dello Stato, che non risponde più alle esigenze dei territori. Resistere si propone dunque come ritorno alla rappresentanza popolare, contro una linea politica imposta dall’alto. Pochi giorni fa abbiamo infatti presentato due iniziative di legge: l’introduzione nei programmi scolastici veneti dello studio della storia locale e l’istituzione delle province montane, perché non si può governare la montagna alla stessa maniera della città. Vogliamo quindi un approccio che traduca le esigenze specifiche in pratica”.

 

Due invece i candidati solo per Belluno. Anzitutto Sandra Mella, che spiega: “Ho una piccola esperienza amministrativa nel Consiglio di Belluno: i problemi sono tanti e, se fare promesse non conviene, posso solo dire che il nostro programma c’è, come l’impegno a perseguirlo. Oggi chi non è inserito nel pensiero dominante non trova spazio e avere un palcoscenico da dove farsi sentire può fare ritornare al buon senso, perciò auguro al dottore (Szumski) di arrivare in Consiglio perché negli anni bui è stato un faro”. Infine, Gustavo Smali, che aggiunge: “Sono espressione del gruppo Belluno Libera, che dal 2020 ha resistito a tutto quello che è successo. Solo pochi giorni uno studio associato a Belluno ha affisso un cartello, poi prontamente sparito, in cui denunciava il non rispetto degli accordi da parte della Regione con i medici curanti: questo dimostra che bisogna andare oltre i proclami, perché le persone malate stanno rischiando di non trovare più né l’ospedale né un medico curante”.

 

La Regione ha un bilancio alla frutta - conclude Szumski - e chiunque arrivi dovrà mettere mano al nostro portafoglio perché sono state fatte scelte che hanno ingessato il bilancio, a partire dalla Pedemontana. E siccome c’è oggi un candidato che si dice in continuità con la buona amministrazione di questi 15 anni, promettendo cotillon e ricchi premi senza che ci siano i soldi, noi ci metteremo invece di traverso pretendendo risorse per un servizio sanitario di livello che non si fa pubblicità con un intervento chirurgico di eccellenza, ma tratta adeguatamente i mille mal di pancia nei pronto soccorso”.

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