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Belluno
25 ottobre | 09:51

Forza Italia, 4 i candidati bellunesi: sanità e spopolamento i temi caldi. "La Regione sia più vicina: dicono che ci lamentiamo, ma vivere in montagna non è facile"

Sono quattro i candidati bellunesi che Forza Italia presenta alle prossime regionali del Veneto: Irene Gallon, Lucia Daloiso, Simone Bortolo e Roberto Ferro. La presentazione a Belluno, affiancati dal coordinatore regionale Flavio Tosi e dalla ministra dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini

BELLUNO. Sono quattro i candidati bellunesi di Forza Italia alle prossime regionali in programma il 23 e il 24 novembre: venerdì si è svolta la presentazione, affiancati da esponenti regionali e nazionali del partito.

 

"Spesso ci viene detto che ci lamentiamo troppo (qui le parole di Zaia) e che molto ci viene dato: certo molte risorse sono arrivate, specie con Vaia e le Olimpiadi, ma una provincia montana soffre tanto, a causa di spopolamento, grandi distanze, infrastrutture carenti e un territorio fragile. Quindi vivere qui è difficile e, se vogliamo che i giovani continuino a farlo, bisogna dare risposte ai cittadini: costruiamo dunque una Regione che sia più vicina agli enti locali,
attraverso i quali tali risposte possono essere date".

 

A introdurre così i candidati è il segretario provinciale Dario Scopel, che prosegue: "Abbiamo fatto un percorso importante e sempre più amministratori sono entrati nel partito. Una crescita frutto dell’impegno di tutti, che si sono messi pancia a terra per dare risultati importanti a Forza Italia e al Paese".

 

Quattro dunque i nomi bellunesi. Si tratta di Irene Gallon, 61 anni, consigliera comunale a Belluno e con una carriera da infermiera alle spalle, Lucia Daloiso, 53 anni, pugliese ma che ha "scelto di vivere in montagna" e con un’esperienza di tipo giuridico-bancario, nonché responsabile territoriale di Azzurro Donna (qui l’intervista), Simone Bortolo, 71 anni, originario di Trento ma residente a Feltre e con una carriera da medico tra il Trevigiano e il Bellunese e Roberto Ferro, 68 anni, anche lui consigliere a Belluno e attualmente gestore di un ristorante.

 

Sul tavolo i temi ormai consueti: spopolamento, residenzialità, giovani che se ne vanno e sempre più anziani che meritano adeguata assistenza. Se però c'è un tema che la fa da padrone è la sanità.

 

"Se nel 2018 - afferma il coordinatore regionale Flavio Tosi - hanno vinto le forze populiste, di fronte alle difficoltà di oggi il Paese ha invece bisogno di responsabilità e capacità amministrativa e Forza Italia ha una classe dirigente che sa
fornirle. Belluno in particolare è una provincia che vive le crisi più di altri territori e dove c’è tanto altro oltre Cortina, cioè migliaia di abitanti che vivono ogni giorno difficoltà in termini di infrastrutture, dissesto idrogeologico, alloggi, e una risposta socio sanitaria che è ormai la priorità da affrontare. Ci sarà quindi una maggiore attenzione per questa provincia, perché lo spopolamento è un problema grave e va contrastato con risorse finalizzate".

 

"Eravamo primi in tante cose aggiunge Bortolo - ma ultimamente qualcosa non torna più. Dunque è questa la sfida più intima: provare a tenere duro, perché se i problemi sono grandi in pianura, in montagna si moltiplicano. E un’attenzione particolare la dedico agli anziani e alle Rsa: se devo fare una critica alla giunta uscente, è che questa parte è stata dimenticata e quindi lì bisogna investire".

 

Presente infine anche la ministra dell'università e della ricerca Anna Maria Bernini, che ha ricordato le sue origini venete e politiche: "La politica non è buona o cattiva: dipende da chi la fa e come la si interpreta. Con la politica si può infatti trasformare una visione in realtà e, grazie a Silvio Berlusconi che mi ha dato questa opportunità, io cerco di farlo con amore e libertà: è infatti stato lui il primo a sdoganare la parola ‘amore’ in politica e anche in questi candidati lo vedo, questo amore".

 

C'è sicuramente molta politica nazionale nel suo intervento e pochi, in verità, gli accenni al Bellunese, anche se non ne manca qualcuno al Veneto.

 

"Flavio è stato traghettatore in un momento di grande ingiustizia: abbiamo infatti contribuito con tutte le nostre forze a supportare il Veneto pur senza essere parte dell'amministrazione come partito e questo dimostra quanto ci crediamo. Ora conclude la ministra - è il momento di fare due passi avanti, perché lo dobbiamo a chi ha creduto in noi anche quando lavoravamo nell’ombra. Il Veneto è una regione straordinaria, che ha insegnato al mondo come fare impresa e, quando chiede qualcosa, lo fa sempre con validi motivi. Ringrazio quindi i candidati e auspico che il senso di questo voto sia "esserci": noi ci siamo, siateci anche voi senza dimenticare che il primo partito oggi in Italia è quello dell'astensione, che penalizza soprattutto noi perché gli altri, indipendentemente da chi si candida, votano tutto. Perciò spieghiamo che ogni voto conta e che, pur essendo noi una maggioranza coesa, non siamo uguali e lo spostamento di forze all'interno della coalizione dà forza ai partiti: diamo quindi forza a Forza Italia perché ha dimostrato di avere competenza, coraggio e amore".

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