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Belluno
28 agosto | 18:39

“I cittadini hanno ragione quando si lamentano, non quando gettano la spugna”. La visione di Zaia per il futuro del Bellunese: “La soluzione non è andarsene”

Non di sole Olimpiadi ha parlato Luca Zaia in visita a Longarone per lo svelamento delle torce olimpiche. Con ancora poche settimane davanti da presidente della Regione Veneto, ha lasciato anche la sua visione per il Bellunese: il carosello Cortina-Civetta-Arabba, una soluzione sostenibile per l’Alemagna e la ferrovia fino a Cortina

LONGARONE. Non di sole Olimpiadi ha parlato Luca Zaia in visita a Longarone per lo svelamento delle torce olimpiche (qui l’articolo).

 

Con ancora poche settimane davanti da presidente della Regione Veneto, ha lasciato anche la sua visione per il Bellunese: il carosello Cortina-Civetta-Arabba, un’idea per l’Alemagna e la ferrovia fino a Cortina. “È una provincia eccezionale, che vive di difficoltà accumulate negli anni. I cittadini hanno ragione quando si lamentano, ma non quando gettano la spugna: il territorio ha molte chance e bisogna lavorare tutti assieme. Ad esempio il tema viabilità è centrale, ma quando porti a casa 1,8 miliardi di euro, di cui gran parte per essa, vuol dire che vai in quella direzione”.

 

In attesa di farci conoscere il nuovo candidato del centrodestra per le imminenti elezioni, Zaia ha dunque lasciato qualche accenno alla sua visione per il Bellunese, un territorio che ritiene di aver valorizzato con le Olimpiadi. “Da amministratore delegato del Veneto credo - afferma - che questo territorio abbia diritto alle stesse chance degli altri e penso di aver fatto il mio dovere con la candidatura: fa bene a tutti affrontare questo evento, che significa infrastrutture, investimenti e nuove esperienze. Dal 2010 tutti mi dicevano che l’emergenza di Cortina era evidente, con un cadavere eccellente quale il bob diventato una discarica abbandonata, una stagione sempre più breve e carenza di investimenti: oggi questo non c’è più. I cittadini bellunesi sono eccezionali e, con l'avvicinarsi delle Olimpiadi, bisogna mettere i ferri in acqua ed essere sempre più coinvolti perché sono un motore che ha bisogno di consenso e condivisione sul territorio”.

 

L’approvazione a suo dire è grande, molto più che in fase di candidatura. “Anche uscendo da Cortina - ribadisce - il consenso dei cittadini rispetto alle Olimpiadi è ampio. Ovviamente c'è sempre il bastian contrario: non ne faccio una questione di lesa maestà, ma di comunità. Quando infatti vedo che, secondo l’ultimo studio, le Olimpiadi porteranno 5,3 miliardi di euro, penso sia una grande opportunità. Certo, se dico che aumenterà anche il valore patrimoniale delle case e c’è chi mi risponde che non vuole vendere, è inutile anche parlarne”.

 

Le voci critiche però, anche tra i bellunesi e gli ampezzani, non mancano, soprattutto perché i benefici faticano a emergere per chi qui ci vive e lavora. “Ho detto basta piangere - specifica, dopo le affermazioni fatte durante lo svelamento delle torce - nel senso che non risolviamo i problemi piangendo e sostenendo che nessuno pensa a noi. Le Olimpiadi sono un esempio di come invece ci abbiamo pensato e il booster per far ripartire molte iniziative: non è una polemica contro qualcuno, ma l'occasione per dire che non è una partita persa. Mi dispiace sentire chi afferma che qui l’unica soluzione è andarsene, perché si tratta di una montagna eccezionale, patrimonio dell’umanità e con cittadini eccezionali”.

 

La visione che lascia Zaia è fatta in realtà soprattutto di grandi opere, a partire dal carosello Cortina-Civetta-Arabba, sul quale anche l’assessore regionale Federico Caner ha puntato molto. “Ci permetterà di avere - prosegue Zaia - un circuito doppio del Sellaronda e distribuire gli arrivi in maniera rispettosa dell'ambiente. Ad esempio, i trevigiani e la sinistra Piave potrebbero andare tranquillamente sul Civetta, prendere la seggiovia e finire a Cortina, riducendo l’impatto anche nei fine settimana. Si tratta quindi di un tema sportivo, di distribuzione del traffico e di valorizzazione di territori oggi meno valorizzati”.

 

Infine la viabilità, in primis con le ferrovie, viste le continue sospensioni del servizio fino a Calalzo. “Se mi avessero ascoltato una decina di anni fa - rivendica - avremmo messo in lavorazione la ferrovia fino a Cortina e oggi potremmo parlare di una visita sostenibile anche durante le Olimpiadi. Spero che in futuro qualcuno riprenda il progetto, sostenibile e rispettoso dell’ambiente”. Nel frattempo, l’Alemagna soffre e crolla sotto il peso della mancanza di una visione di lungo periodo. “Per San Vito - aggiunge - penso che la soluzione debba essere una galleria paramassi, qualcosa che ci permetta di trovare una convivenza rispettosa e civile con la montagna. Mi rifiuto di leggere commenti di chi dice che è colpa del consumo del suolo: vuol dire non sapere neanche di cosa si sta parlando”.

 

Insomma, grande attenzione - apparentemente da sempre - anche alla provincia montana del Veneto, nella quale tornerà da spettatore ai Giochi senza il dispiacere, assicura, di non poterli inaugurare da presidente. “Non sono aggrappato alle cose materiali: è giusto che siano gestiti da chi verrà dopo. Il resto sarà in mano a cittadini e futuri amministratori: finite le Olimpiadi ci sarà un grande lavoro da fare affinché la legacy si rinnovi di giorno in giorno. Se mi invitano verrò da tifoso della provincia di Belluno, di Cortina e di questo territorio eccezionale, verso cui le Olimpiadi sono un grande segno di rispetto”, conclude.

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